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Grandine, fulmini, downburst e tornado: i rischi del meteo dei prossimi mesi

Facciamo un resoconto dei principali rischi che potremmo correre

Giuseppe Proietti di Giuseppe Proietti
30 Apr 2026 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Con l’arrivo dei primi caldi e delle condizioni meteo di stampo estivo, sappiamo bene che in molti lettori sale la tensione per quanto riguarda i fenomeni estremi. È proprio tra la tarda primavera e per tutto il trascorrere dell’estate che si creano le condizioni più favorevoli allo sviluppo di temporali intensi, in particolare quelli a supercella.

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Ricordiamo che si tratta dei tipi di temporali più violenti che ci siano, immense strutture organizzate e potenzialmente molto violente. A partire da maggio, infatti, l’atmosfera diventa più instabile e può generare fenomeni estremi, come grandine gigante e tornado.

 

Facciamo chiarezza

È importante chiarire fin da subito un equivoco diffuso: non esiste alcuna differenza tra “tornado” e “tromba d’aria”. Si tratta dello stesso identico fenomeno meteo. Altro non è che una colonna d’aria rotante che si estende dalla nube temporalesca fino al suolo.

 

Anche in Italia, nel corso della storia, si sono verificati eventi di notevole intensità, anche se Fortunatamente non frequenti né tantomeno violenti come quelli che capitano nelle Grandi Pianure Americane. La Pianura Padana risulta senza dubbio l’area maggiormente a rischio.

 

Come molti sapranno, dal punto di vista geografico risulta circondata da catene montuose e presenta un’elevata umidità nei bassi strati dell’atmosfera. Durante i mesi più caldi, il suolo si riscalda notevolmente, grazie alla radiazione solare, accumulando energia. Quando masse d’aria più fredda provenienti da nord o da ovest irrompono in questa zona, si creano forti contrasti, da cui possono scaturire intensi temporali e supercelle.

 

La grandine è senz'altro il fenomeno che viene percepito come più diffuso e preoccupante nelle nostre estati, le quali risultano sempre ostinatamente più calde e a maggior rischio fenomeni estremi.
La grandine è senz’altro il fenomeno che viene percepito come più diffuso e preoccupante nelle nostre estati, le quali risultano sempre ostinatamente più calde e a maggior rischio fenomeni estremi.

 

Non facciamo confusione

Spesso i mass media sbagliano, indicando come tornado il downburst. Nella maggior parte dei casi si tratta di vortici di debole o moderata intensità, classificati come F1 o, più raramente, F2 o al massimo F3. Paradossalmente però, i danni più ingenti associati ai temporali nel nostro Paese sono spesso causati da un fenomeno diverso, quello appunto del downburst, che altro non sono che fortissimi venti lineari.

 

Capita in casi estremi che riescano ad arrivare a raffiche impressionanti di 150 km/h. A differenza dei tornado, i downburst sono piuttosto frequenti e rappresentano una delle principali cause di danni, sia a cose, sia alla vegetazione. Inoltre sono molto pericolosi per quanto riguarda i voli aerei.

 

Ci sono anche le trombe marine

Oltre ai tornado, che sono dei coni che nascono e si propagano sulla terraferma, in Italia sono piuttosto comuni anche le trombe marine. Praticamente altro non sono che le cugine dei tornado che però viaggiano nel mare. In alcuni casi si osservano anche trombe lacustri, che si sviluppano sui laghi.

 

Questi fenomeni, pur avendo caratteristiche simili ai tornado, restano generalmente confinati all’ambiente acquatico. Sebbene sia abbastanza facile che una tromba marina raggiunga la terraferma, ricordiamo che, fortunatamente, queste ultime sono tutt’altro che violente. E difficilmente raggiungono il grado di potenza di un tornado.

 

Attenzione a un altro aspetto

Cari lettori, fortunatamente sono fenomeni meteo piuttosto rari, non toglie che c’è una caratteristica spesso molto sottovalutata, quando parliamo di danni da tornado. Noi tutti associamo l’immagine alla forza del vento, la quale riesce a distruggere edifici e infrastrutture; ciò non toglie che esiste pure la brusca diminuzione della pressione atmosferica all’interno del vortice. Questo improvviso calo può provocare la rottura dei vetri e contribuire al collasso delle strutture. Più un tornado è grosso e maggiore è lo sbalzo di pressione, oltre che l’intensità del vento roteante.

 

Sebbene il contesto nel nostro paese sia molto meno violento rispetto a quello estremo degli Stati Uniti, tutti questi fenomeni non vanno affatto sottovalutati. Le supercelle che si sviluppano soprattutto sulla Pianura Padana possono comunque risultare molto pericolose, portando con sé grandinate di grandi dimensioni, raffiche di vento violente e un’intensa attività elettrica.

 

Le supercelle sono in assoluto il tipo di temporale dove la possibilità di avere grandine di medie e grosse dimensioni è nettamente più alta. Difficile che cadano grossi sassi dal cielo quando c’è un temporale di calore o comunque poco strutturato.

 

L’ultimo pericolo: i fulmini

Può sembrare strano, ma la prima causa di morte al mondo Per quanto riguarda un temporale sono proprio i fulmini. Questo perché molti di noi li considerano come qualcosa che ” colpisce altrove “, senza dimenticare che possono essere estremamente pericolosi se non si ammirano in luoghi sicuri.

 

Ad esempio, è opportuno guardarli dalla macchina con i finestrini chiusi, perché funziona come gabbia di Faraday. Oppure si possono vedere da un appartamento, ma sempre con le finestre chiuse e non attaccati a queste ultime, tutto se sono di ferro.

 

Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • European Severe Storms Laboratory (ESSL)
  • NOAA – National Severe Storms Laboratory
  • American Meteorological Society (AMS)
  • World Meteorological Organization (WMO)
  • Science Advances – AAAS
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