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      Home » Meteo, il caldo non molla: l’estate 2026 si sta avvicinando al terribile 2003
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      Meteo, il caldo non molla: l’estate 2026 si sta avvicinando al terribile 2003

      I paragoni già si sprecano e non a torto, ma si dovrà attendere fine Estate per un bilancio ufficiale

      Ivan Gaddari
      Ivan Gaddari
      Pubblicato: 11/08/2026
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      5 Min Lettura
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      Continua a far caldo, molto caldo, anzi diciamo pure troppo caldo. Le condizioni meteo-climatiche restano dominate dall’anticiclone africano. Le temperature restano ampiamente superiori alle medie stagionali su tutte le nostre regioni. Quella che ci apprestiamo a vivere sarà un’altra settimana durante la quale dovremo sottostare al dominio pressoché incontrastato dell’anticiclone subtropicale

       

      Rispetto a quanto successo nel mese di luglio, la vera novità degli ultimi giorni è senz’altro rappresentata dai temporali di calore, quei temporali che nel corso del pomeriggio si sviluppano prevalentemente sulle aree montuose, determinando piogge localmente a carattere di nubifragio, pesanti grandinate e colpi di vento.

       

      Fenomeni che, in virtù dei pesanti contrasti termici, risultano, come detto, fin troppo violenti. Tuttavia, almeno temporaneamente, servono a far calare drasticamente le temperature nelle aree colpite. Diciamo che, da qui a domenica, considerando che sabato sarà appunto Ferragosto, non ci aspettiamo particolari variazioni al tema.

       

      In questo inizio di settimana l’unica piccola novità è rappresentata da un temporaneo abbassamento delle temperature sul Nord Italia, a causa di poche infiltrazioni di aria relativamente più fresca in quota, i cui effetti ovviamente saranno quelli di innescare ulteriori fenomeni temporaleschi che, oltre all’arco alpino, potranno coinvolgere anche le Prealpi, la fascia pedemontana adiacente e, occasionalmente, le alte pianure.

       

      Tuttavia, dobbiamo dirvi che non è alle porte alcun cedimento anticiclonico, ma questo lo sapevamo già dall’analisi dei modelli matematici nei giorni scorsi. Se è vero che inizialmente veniva ipotizzata qualche piccola crepa più consistente che avrebbe potuto dirottare l’aria fresca anche al Centro-Sud, col passare dei giorni e quindi con i costanti aggiornamenti modellistici, quell’ipotesi è stata totalmente cancellata.

       

      L’anticiclone africano, come detto, continua a dominare imperterrito la scena europea, quindi non soltanto sul Mediterraneo ma anche sui settori occidentali e centrali del Vecchio Continente, laddove si continuano a registrare temperature a dir poco esagerate.

       

      Fino alla prossima settimana, almeno questo è ciò che emerge dai centri di calcolo internazionali, non ci aspettiamo particolari cambiamenti. Ciò farà sì che le anomalie termiche, ovviamente positive, continueranno a coinvolgere non soltanto le nostre regioni ma anche una buona fetta del Vecchio Continente.

       

      Ovviamente le somme si tireranno a fine estate, ma già in questi giorni alcuni dati a disposizione ci dicono che l’estate 2026 potrebbe battere la terribile estate del 2003. Quello che preoccupa maggiormente è che ogni anno stiamo assistendo a situazioni di questo tipo, ma mai come nel 2026 ci si era avvicinati a quella famosa estate che segnò ufficialmente l’inizio di una nuova era climatica.

       

      Non sono tanto le temperature in termini assoluti a far sì che il paragone tra le due estati sia sensato, piuttosto è la durata dell’ondata di caldo che sta decisamente avvicinando quell’incredibile stagione, dominata dall’anticiclone africano fin dal mese di maggio. Quest’anno abbiamo dovuto attendere giugno, ma non appena è cominciata ufficialmente l’estate astronomica, non siamo più stati in grado di liberarci con decisione di una struttura così ingombrante e così potente.

       

      Per un cambiamento degno di questo nome, molto probabilmente dovremo attendere la seconda metà del mese, ovvero quel periodo che le proiezioni mensili indicavano come il periodo più probabile per un cambio di circolazione a partire dall’Europa occidentale e settentrionale.

       

      In tal senso dobbiamo dirvi che i centri di calcolo internazionali continuano a proporci, proprio per la settimana post-Ferragosto, l’inserimento di una rapida saccatura nord-atlantica che, se confermata, farebbe crollare le temperature e porterebbe a un peggioramento del tempo.

       

      Ad onor del vero, c’è da dire che non tutti i modelli matematici concordano con tale ipotesi e, fintanto che non avremo una convergenza di vedute in quella direzione, non potremo assolutamente sciogliere la prognosi. Il rischio che anche tutto il mese di agosto possa essere caratterizzato, a questo punto, dal dominio del caldo atroce è davvero altissimo.

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