Il Mediterraneo tocca i 33 gradi: perché è un valore esorbitante e cosa rischiamo in Autunno
Il mare vicino alle Baleari tocca temperature mai viste, ma anche tutto il Mediterraneo ribolle: un'energia termica enorme che potrebbe alimentare nubifragi, alluvioni lampo e fenomeni meteo estremi, scopriamo perché
Il Mar Mediterraneo sta vivendo una fase meteo climatica senza precedenti. Alle Baleari, al largo di Maiorca, la boa di Sa Dragonera ha raggiunto una temperatura superficiale dell’acqua di 33°C, il valore più alto mai rilevato in questa stazione di monitoraggio. È un dato ufficiale. Secondo l’agenzia meteorologica spagnola AEMET, anche le rilevazioni satellitari del programma europeo Copernicus mostrano temperature del mare intorno alle Baleari superiori anche di due gradi rispetto alla media. Può sembrare poco, ma in realtà è un valore altissimo, perché parliamo di un’immensa energia termica in più. Al di là dei dati ufficiali, però, la domanda che sorge spontanea è la seguente: con un mare così bollente, cosa rischiamo nei prossimi mesi?
Ondate di calore marino sempre più lunghe
Il Mediterraneo sta attraversando ormai da diversi anni fasi con temperature superficiali del mare eccezionalmente elevate, come confermano anche i più recenti aggiornamenti. Non accade solo in estate, ma anche nelle altre stagioni, ovviamente in rapporto alla media stagionale. Il riscaldamento delle acque non rappresenta soltanto un problema per gli ecosistemi marini, ma può avere conseguenze importanti sul rischio di fenomeni meteo estremi nel periodo tra settembre e dicembre. Cerchiamo di spiegare perché.
Un mare molto caldo favorisce una maggiore evaporazione e mette quindi a disposizione dell’atmosfera una quantità maggiore di vapore acqueo. Durante l’estate questo si traduce soprattutto in caldo e umidità, come testimoniano le previsioni di questi giorni, ma con l’arrivo dell’autunno la situazione può diventare più instabile. Sappiamo che l’autunno è una stagione molto dinamica, ed è quindi facile che si susseguano frequenti perturbazioni, con aria fredda oceanica o artica pronta a tuffarsi nel Mediterraneo. Se trova una superficie marina ancora bollente, questa massa d’aria fredda amplifica i contrasti termici tra l’aria calda nei bassi strati e quella molto più fredda in quota.
Le conseguenze per l’Italia
Uno dei rischi principali per l’Italia riguarda quindi i nubifragi e i flash flood, cioè le alluvioni improvvise provocate da precipitazioni molto intense concentrate in poche ore. Le caratteristiche geografiche del nostro Paese, con numerose aree costiere, montagne e bacini idrografici relativamente piccoli, possono amplificare gli effetti di questi fenomeni.
Chiariamo subito un concetto: si tratta di una fenomenologia da sempre presente, non nata con il cambiamento climatico. Semmai quest’ultimo ne amplifica, talvolta a dismisura, gli effetti che esistevano già in passato. Questo è un aspetto importante da comprendere, perché non possiamo attribuire la colpa di ogni cosa al Riscaldamento Globale, che però enfatizza quanto già presente in natura.
Il rischio medicane
Un altro fenomeno da tenere sotto osservazione è quello dei medicane, i cicloni mediterranei che possono assumere alcune caratteristiche simili a quelle dei cicloni tropicali. Si tratta di eventi ancora piuttosto rari, ma l’autunno, in particolare tra settembre e novembre, rappresenta una delle stagioni più favorevoli alla loro formazione, come avevamo già approfondito in precedenza. Un mare molto caldo può fornire ulteriore energia e umidità a questi sistemi, aumentando potenzialmente precipitazioni e intensità dei venti. Attenzione però a non cadere in facili conclusioni: non è una certezza assoluta, ma un rischio che può crescere.
Altre conseguenze da non sottovalutare
Il problema, inoltre, non riguarda soltanto le precipitazioni. Le temperature marine elevate sottopongono gli ecosistemi a forte stress, favorendo alterazioni nella distribuzione delle specie, mortalità di organismi sensibili al calore e cambiamenti nelle catene alimentari. Non dimentichiamo la moria di pesci e alghe, così come l’invasione di specie aliene che alterano i nostri ecosistemi.
Vogliamo concludere dicendo che un Mediterraneo molto caldo non garantisce necessariamente un autunno catastrofico. Rappresenta però una riserva anomala di calore e umidità che, quando entrerà in contatto con le prime perturbazioni fredde autunnali, potrebbe aumentare il potenziale per temporali violenti, nubifragi, alluvioni improvvise e magari fenomeni ancora più estremi come i medicane. In questo articolo abbiamo però parlato di eventualità, non certo di previsioni meteo: saranno queste ultime che, passo dopo passo, ci faranno capire quanto potremo davvero rischiare nei prossimi mesi. Intanto, per ora, di perturbazioni non se ne vedono nemmeno con il binocolo, e il caldo continua a essere padrone assoluto della scena, come confermano anche le previsioni per Palma de Maiorca.
Credit:
- AEMET – Agencia Estatal de Meteorología
- Copernicus Marine Service
- Mercator Ocean International
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
