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      Home » Estate 2026 e FORTI TEMPORALI: perché ne parliamo già adesso
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      Estate 2026 e FORTI TEMPORALI: perché ne parliamo già adesso

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 22/02/2026
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      3 Min Lettura
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      Contents
        • Perché ne parliamo già ora
        • Ma quanto dura?!
        • Il problema del Mediterraneo caldo
      • Credits

       

      Non è una novità Se ci sono dei forti temporali in estate. Ma qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Fenomeni meteo sempre più estremi tendono a diventare la norma. O comunque più frequenti rispetto a un tempo. Ne consegue che il rischio per un’estate 2026 ricca di gli episodi violenti non è certo da escludere.

       

      Perché ne parliamo già ora

      Nessuno vuole incutere timore o paura. Ma spieghiamo semplicemente la realtà dei fatti. Tra qualche mese saremo in compagnia di anticicloni africani particolarmente potenti e persistenti. Quando ci sarà un calo della pressione o l’arrivo di una perturbazione atlantica, si creeranno le condizioni meteo perfette per l’arrivo di fenomeni violenti.

       

      Ma non è tutto. Spesso e volentieri il tempo stabile e soleggiato potrebbe risultare predominante molto a lungo, rafforzando la percezione di un’estate che tende a protrarsi ben oltre i suoi confini tradizionali, talvolta fino a ottobre inoltrato. Come è successo in annate recenti.

       

      Ma quanto dura?!

      Sempre di più. Ormai la stagione estiva pare che si estenda quasi per cinque mesi, prendendo avvio a metà maggio e concludendosi solo oltre la metà di ottobre. Almeno al meridione. L’apice è ovviamente luglio e agosto, mesi oramai diventati troppo caldi.

       

      Viceversa, tra settembre e l’inizio di ottobre, l’elemento distintivo potrebbe essere la graduale diminuzione delle ore di luce, che accorcerà le giornate senza però incidere in modo determinante sulle temperature, spesso e volentieri ancora elevate.

       

      Il problema del Mediterraneo caldo

      Pur non avendo l’estensione degli oceani, è comunque in grado di fornire l’energia necessaria allo sviluppo di temporali intensi e fenomeni densità, a volte anche veramente dannosi. Non si parla di veri e propri uragani tropicali, ma la comparsa occasionale dei cosiddetti Medicane.

       

      Non è una novità, perché sono sempre esistiti. Ma adesso riescono a originarsi anche nel cuore dell’inverno, quando invece un tempo erano appannaggio giusto dei mesi autunnali. Il calore latente in atmosfera, cumulato in mesi di caldo intenso estivo, produrrà condizioni meteo particolarmente delicate. Che andranno ovviamente viste di volta in volta.

       

      Credits

      ECMWF

      Global Forecast System del NOAA, 

      ICON

      AROME

      ARPEGE

      IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

      Copernicus Climate Change Service (C3S)

      NASA Goddard Institute

      American Meteorological Society

      JMA –

      WMO – World Meteorological Organization

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      TAG:American Meteorological SocietyAnticiclone africanoAROMEARPEGEcaldo Mediterraneocambiamenti climaticiclima mediterraneocopernicusECMWFestate 2026estate prolungataestensione stagione estivafenomeni estremiGFS NOAAICONIPCCJMAMedicanemeteo mediterraneoNASA Goddardondate di caloreperturbazioni atlanticheprevisioni meteorischio temporalitemperature elevatetemporali estiviWMO
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