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Attacco all'Estate da una Raffica di Temporali dal 20 Agosto

Analisi dell'evoluzione delle precipitazioni tra mercoledì 19 e sabato 22 agosto, con il calo termico che parte dalle regioni settentrionali e il caldo che resiste altrove.

Attacco all’estate il 20 – 22 agosto 2026.

In questo articolo cercheremo di analizzare la genesi di un attacco alla stagione estiva. Un attacco che tuttavia, dal punto di vista delle temperature, sarà estremamente irrisorio se non addirittura assente su alcune regioni, e che risulterà associato quasi esclusivamente – soprattutto sulle regioni interessate dai temporali – al rilascio di aria fresca proveniente dalla quota, trascinata verso il basso dalle precipitazioni anche intense.

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Va detto comunque che un cedimento – di caldo e dell’anticiclone – attorno al 20 agosto della temperatura in quota comincerà a mostrarsi sulle regioni settentrionali, mentre nel resto d’Italia resisterà decisamente l’aria calda. Aria calda che rileviamo presente anche nelle regioni del Nord, e dopo il passaggio di questa massa di aria instabile, che sarà particolarmente pesante rispetto a tutte le altre che abbiamo visto nel corso dell’Estate, è previsto – anche se temporaneo – un ripristino del caldo proprio al Nord Italia, un caldo che sarà però abbastanza insidiato da ulteriori impulsi di aria instabile in successivo transito – soprattutto – sulle regioni settentrionali.

Le aree più esposte a rovesci, temporali e grandine

L’elaborazione modellistica del DWD ICON individua con buona coerenza i settori dove la probabilità di precipitazione risulta più alta, e soprattutto dove i fenomeni avranno maggiore intensità e maggiore frequenza. Nella serata di mercoledì 19 agosto il segnale è ancora debole e circoscritto: qualche rovescio sulle Alpi lombarde e altoatesine, isolate celle sui rilievi del Friuli-Venezia Giulia, sporadici focolai lungo la dorsale appenninica tra Lazio, Abruzzo e Campania. Poca cosa, ma è il classico preludio.

Giovedì 20 agosto, il Nord Italia entra nel vivo

Con le prime ore di giovedì 20 agosto il quadro cambia rapidamente. Le aree a maggior rischio si concentrano sull’arco alpino occidentale e sul Piemonte, dove i temporali risulteranno frequenti e ben organizzati, mentre altri focolai riguarderanno l’Alto Adige e il confine orientale. Nelle ore successive il fronte coinvolge la Liguria e il Golfo Ligure, e la struttura del campo precipitativo tradisce la presenza di una vera avvezione di aria umida in quota. Nel pomeriggio l’instabilità si estende a tutto il Nord-Ovest, alla pianura padana centrale e ai settori prealpini del Nord-Est, con temporali destinati a diventare intensi e ripetuti sulle stesse zone.

Entro la sera di giovedì i fenomeni scavalcano l’Appennino ligure e raggiungono la Toscana settentrionale, la Corsica e i settori occidentali della Sardegna. È la fase in cui il carattere temporalesco domina in modo netto: i contrasti termici sono violenti, perché l’aria che scorre in quota trova al suolo masse d’aria surriscaldate da settimane, con valori ampiamente superiori alla norma. In Pianura Padana c’è il rischio di improvvise raffiche di vento e un rischio di grandine tutt’altro che teorico sotto le celle temporalesche più mature.

Venerdì 21 agosto, la fase più acuta

La notte tra giovedì e venerdì 21 agosto segna il momento culminante sul settentrione. I settori più bersagliati risultano Veneto, Friuli-Venezia Giulia, alta Lombardia ed Emilia occidentale, con l’intero arco alpino coinvolto e un secondo esteso fronte instabile che avanza dal Mediterraneo occidentale verso la Sardegna. Qui l’energia in gioco è considerevole e le grandinate rappresentano il pericolo maggiore, più ancora dell’accumulo di pioggia. Fenomeno che devo dire che è insolito nel suo insieme per la regione, ma che negli ultimi anni ha visto anche qui l’arrivo di grandine grossa a più riprese con ingentissimi danni.

Nel corso della mattinata il baricentro si sposta verso il Centro Italia. L’Appennino tosco-emiliano e la Toscana interna diventano le aree a più alta probabilità di fenomeni forti, mentre l’instabilità raggiunge Umbria, Marche e Romagna. Nel pomeriggio i massimi si trasferiscono sulle Alpi Giulie e sul Friuli-Venezia Giulia, dove la frequenza dei temporali sarà davvero elevata, e simultaneamente i fenomeni interessano Lazio, Corsica e buona parte della Sardegna occidentale.

Sabato 22 agosto, l’instabilità scivola verso Sud

Nella notte su sabato 22 agosto l’asse dei fenomeni ruota decisamente. Il Nord-Est resta il settore più esposto, con temporali insistenti tra Veneto orientale e Friuli-Venezia Giulia, ma una lunga fascia instabile si distende lungo l’Appennino centro-meridionale, dall’Abruzzo al Molise, dalla Campania interna alla Basilicata e alla Puglia dauna. Anche qui il rischio di grandinate accompagna le celle più vigorose, favorito dalle temperature ancora elevate nei bassi strati. Nella mattinata i fenomeni riguardano ancora le regioni adriatiche centrali e compare un nucleo autonomo tra Calabria settentrionale e Sicilia nord-orientale.

Dal pomeriggio l’intensità cala ovunque. Restano attive le zone di confine nordorientali e qualche rovescio residuo sull’Appennino centrale e sui rilievi siciliani, mentre il resto della penisola torna progressivamente all’asciutto.

Temperature, il ribasso c’è ma non è uniforme

L’aspetto termico effettivamente non è qui oggetto di analisi, si fa cenno che questa sembra essere influenzata per un impulso freddo intorno al 24 agosto sulle Baleari.

Il Nord Italia sembra vivere finalmente una situazione molto più tranquilla, attenzione però, non subito, ma dopo il peggioramento che avremo nel finire di questa settimana. Le giornate più calda su Milano sembrano essere quella di martedì e di mercoledì, con valori attorno ai 33-34°C; da giovedì sembra esserci un vero ribasso dei termometri e probabilmente non si supereranno nell’arco della giornata i 30°C. Un ribasso che interesserà tutta la Pianura Padana eccetto quella emiliana, dove le massime resteranno sui 30°C. Il tema del raffreddamento post-frontale era stato affrontato anche in furiosi temporali e calo termico.

La rimonta calda dopo il fronte

Quando l’aria fresca scenderà verso la Penisola Iberica orientale avremo una sorta di rinculo di aria calda che salirà dall’Africa, e questo richiamo andrà a investire la Sardegna, parte della Toscana, l’Umbria, le Marche, il Lazio, l’Abruzzo, il Molise, l’Emilia-Romagna e soprattutto la Romagna, poi tutte le regioni meridionali dalla Campania alla Calabria, alla Basilicata, alla Puglia, con temperature parecchio elevate in quota che avranno una ripercussione anche al suolo. Il picco massimo in Sicilia e la Puglia, che rischia di registrare valori stimati anche in 40°C e oltre.

Ovviamente per una previsione a 7 giorni abbiamo necessità di avere delle conferme. Il caldo avrà efficacia ad esempio nella piana di Sibari, in gran parte della Basilicata orientale e fino alla Puglia interna, con temperature sui 40°C, 41 e 42°C nella piana del foggiano, zone particolarmente soggette a questi improvvisi sbalzi termici; 38°C nell’entroterra leccese. A Roma sono previsti circa 35°C, 34°C a Cagliari. Avremo una rimonta anticiclonica che toccherà parte del Paese, una situazione diversa rispetto a quelle precedenti, ma non meno importante, visto che da qualche parte si rischiano ancora 42°C in questa Estate assurdamente calda.

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