Negazionismo climatico: alcuni raccontano una realtà che i dati smentiscono
Grandinate, tornado e alluvioni sono sempre esistiti, ma i ritagli di giornale del passato non cancellano i numeri: ecco perché una parte dell'informazione meteorologica continua a negare quello che la scienza documenta ogni giorno con serie storiche e satelliti.
Il vecchio trucco del ritaglio di giornale
Grandinava anche nel passato. Anche nel passato si verificavano alluvioni, anche nel passato si verificavano trombe d’aria o, meglio, tornado. Addirittura i peggiori tornado che si sono verificati in Italia sono capitati nel passato, com’è avvenuto anche per le maggiori alluvioni. Si dice che quello che succede ai giorni d’oggi è avvenuto pure allora, e che nemmeno le ondate di calore mancavano.
Che cosa si fa, dunque, per dimostrare che il Cambiamento Climatico non esiste? Si prende praticamente in mano un giornale o una notizia vecchia e si sostiene che questi eventi succedevano anche in passato, come se effettivamente chi segnala una grandinata o un temporale estremo, un tornado, volesse affermare che prima non ve ne fossero, o che in passato non vi erano le ondate di caldo. È esattamente questo che queste persone sostengono.
Quando la disinformazione arriva dai siti meteo
La cosa che più mi sembra assurda è che vi siano proprio dei siti meteo a proporre una disinformazione di gravissima rilevanza. I motivi per cui lo fanno non li conosco. Questo succede anche con alcuni che si occupano di teologia e che sostengono che non è vero che c’è un’ondata di calore, che non è vero che esiste il Cambiamento Climatico.
Tutto questo è probabilmente collegato a una politica. Perché si dice questo? Come mai chi fa meteo non utilizza tutte le fonti scientifiche e soprattutto non comunica e non osserva i dati sul tempo del passato, evidenziando invece che negli ultimi anni, anzi negli ultimi due decenni, i fenomeni meteorologici estremi sono aumentati? Ci sono studi e pubblicazioni scientifiche ben al di sopra di noi siti meteo che facciamo informazione, e che sostengono che le grandinate sono in aumento, che i tornado sono cresciuti rispetto al passato, che la violenz dei cicloni tropicali, è aumentata. Ma soprattutto è salita la temperatura globale, e su questo esistono migliaia e migliaia di documenti che lo provano.
Succede effettivamente che in alcuni paesi del mondo sia vietato perfino parlarne a scuola, tanto che ho letto qualche giorno fa la notizia di un insegnante licenziato per aver spiegato il Cambiamento Climatico in classe. Sì, purtroppo in alcune aree c’è una sorta di deriva dell’informazione, voluta probabilmente per motivi di business. Ma non mi spiego che a fare disinformazione siano i siti meteo: questo mi sembra davvero paradossale, anche perché esistono dati scientifici che chi si occupa di previsioni deve assolutamente consultare. Che facciamo, cancelliamo i più grandi istituti di meteorologia mondiale? Cancelliamo i centri meteorologici da cui poi attingiamo le informazioni per elaborare le previsioni?
Negare il clima è come negare che la Terra sia un globo
Insomma, vogliamo vivere in un mondo tutto nostro? Oppure vogliamo dare credito a quella sorta di pancia di persone convinte che non esista il Cambiamento Climatico, che non esistano determinate situazioni che non voglio nemmeno citare, e che fanno parte della stessa minoranza persuasa che la Terra sia piatta.
Onestamente, negare il Cambiamento Climatico è come negare che la Terra sia un globo, negare che ci sia l’Universo, negare che esistano El Niño e La Niña, gli indici di comportamento del clima, il Vortice Polare. Perché la scienza studia tutti questi elementi e poi ci comunica le loro variazioni.
La scienza ci ha comunicato, ad esempio, che una serie di fenomeni delle regioni tropicali si sono spostati verso nord. Uno è la Cella di Hadley nel settore tropicale che ora investe periodicamente anche le fasce mediterranee. E poi c’è un altro indice chiamato ITCZ, la Zona di Convergenza Intertropicale, anch’esso migrato verso nord, che influenza il Mar Mediterraneo spingendo con più vigore le masse d’aria calda africane.
Fare informazione corretta è un obbligo
Il negazionismo climatico ha preso piede sempre più in questi ultimi anni, ma resta appannaggio di una minoranza estrema, perché la gente comune sa molto bene che il clima è cambiato: se ne accorge sulla propria pelle. Fare questo tipo di informazione è dunque un controsenso e finisce per ridicolizzare chi la produce, soprattutto se ti definisci un professionista.
Essere professionisti della meteorologia significa consultare i dati climatici, analizzarli e verificare se rispetto al passato qualcosa è cambiato. E siccome ben più di qualcosa è cambiato, ecco che abbiamo un pullulare di supercelle, di grandinate e di fenomeni estremi, con il Nord Italia ormai in prima linea e numeri che parlano da soli.
Non servono ulteriori parole per dire che chi si occupa di meteo dovrebbe consultare fonti scientifiche autorevoli e non ritagli di giornale presi a caso. Non è un modo di dire, è un obbligo, perché bisogna fare corretta informazione: non allarmismo e non disinformazione, come purtroppo succede.
Credit
- World Meteorological Organization – State of the Global Climate 2025
- NASA – Climate Change
- NOAA National Centers for Environmental Information – Climate Monitoring
- Copernicus Climate Change Service
- IPCC – Sixth Assessment Report, Working Group I
