
(METEOGIORNALE.IT) Molti di voi, appassionati di meteo e non, avranno letto che, nella passata ondata di maltempo, ci sono state ingenti grandinate in Emilia Romagna, alluvioni lampo e persino un tornado. Senza contare poi i fortissimi temporali che hanno interessato l’Appennino e alcune zone della Sicilia. Ma cosa sta succedendo? In questo articolo andiamo a scoprire se effettivamente qualcosa è cambiato nel regime pluviometrico delle nostre Estati.
Supercelle in aumento in Pianura Padana: un cambiamento preoccupante
Un tempo considerate delle vere eccezioni, le supercelle si stanno facendo strada con sempre maggiore frequenza nel panorama meteo del Nord Italia. Stiamo parlando di eventi temporaleschi particolarmente organizzati e violenti sono capaci di sprigionare raffiche di vento molto forti, chicchi di grandine di grosse dimensioni e, nei casi più estremi, persino tornado.
Se in passato episodi di questo tipo erano relegati a pochi casi sporadici, oggi territori come Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia sperimentano fenomeni supercellulari sempre più spesso, con una prevalenza tra Maggio e Settembre, mesi tipici della Primavera inoltrata e dell’Estate.
Vediamo le cause
La causa principale di questa evoluzione meteo è legata all’aumento della cosiddetta energia potenziale disponibile al sollevamento (CAPE), associata a valori elevati di wind shear verticale, che favoriscono la formazione di questi sistemi temporaleschi complessi e altamente distruttivi.
Con una stagione oramai sempre più bollente e umida, ecco che il clima nostrano comincia a diventare idoneo allo sviluppo di questi mostri. Sia chiaro. Sono sempre esistiti. Ma la frequenza è l’intensità di questi ultimi anni non ha eguali nella storia climatica dei decenni passati.
Grandine estrema: una nuova compagna di viaggio
Tra i segnali più evidenti di questo mutamento meteo vi sono le grandinate eccezionali, capaci di generare danni enormi in pochi minuti. Il celebre Luglio 2023, con macigni di grandine di 15-20 cm, ha scosso tutti. Ma è solo uno dei tanti eventi che hanno segnato l’Italia negli ultimi anni.
I forti moti ascensionali presenti all’interno delle celle temporalesche sono in grado di mantenere in sospensione chicchi di grandine per un tempo sufficiente a farli crescere fino a dimensioni impressionanti. Vetture danneggiate, coperture di serre distrutte, colture compromesse e tetti sfondati sono conseguenze sempre più frequenti. Ultimo, ma non ultimo: la devastazione dei pannelli solari, fonte di investimento ottima e green.
Tornado: ci sono anche loro
Il numero di tornado documentati in Italia ha subito un notevole incremento. In base ai dati dell’European Severe Weather Database, il nostro Paese è oggi quello che, in ambito europeo, presenta la più alta quantità di trombe d’aria censite. La maggioranza di queste ha ancora un’intensità modesta, tra EF0 ed EF1, ma stanno diventando più comuni anche fenomeni di potenza superiore.
Anche qui, i fenomeni tornadici sono sempre esistiti. Essi si formano con un elevato shear del vento, cioè una variazione della direzione dei venti a diverse quote. Se però c’è più calore disponibile e quindi Maggiore Delta termico tra la quota e i bassi strati, ecco che pure in questo caso il pericolo tornadico è maggiore rispetto ad alcuni decenni fa.
Il futuro sarà sempre più turbolento
Secondo le più recenti analisi climatiche, si sta delineando una tendenza consolidata verso un aumento sia nella frequenza sia nell’intensità degli eventi meteo estremi. Non è questione di se, ma di quando. Prima o poi diventeremo come il Midwest americano. Questo perché gli scontri tra masse d’aria particolarmente diverse saranno all’ordine del giorno in Estate. E il rischio di grandine e tornado non sarà trascurabile da fine Primavera a inizio Autunno. (METEOGIORNALE.IT)
