La fotografia qui sotto ritrae uno dei chicchi caduti ieri pomeriggio nel Teramano. La supercella, nata nell’Ascolano, si è intensificata proprio sopra questa provincia, colpendo soprattutto Bellante, Mosciano Sant’Angelo, Roseto degli Abruzzi e Pineto; e a Roseto è stato misurato un chicco da 15 centimetri, un valore che potrebbe valere il primato regionale. Il disco lobato, più largo del palmo di una mano, con il nucleo bianco opaco e il bordo vetroso, è un libro aperto sulla propria storia.
Cosa racconta la sua struttura
Un chicco di grandine è come un tronco d’albero: cresce ad anelli, e ogni anello registra le condizioni che ha attraversato. In questo esemplare si distinguono chiaramente due materiali diversi.
Il cuore bianco latte e opaco è l’embrione, con i primi strati di crescita. Si forma per accrescimento a secco: in una zona molto fredda della nube (indicativamente tra i -20°C e i -40°C) e con poca acqua liquida disponibile, le minuscole goccioline sopraffuse congelano istantaneamente all’impatto. Gelando così in fretta, intrappolano bollicine d’aria, ed è proprio l’aria a rendere il ghiaccio bianco e opaco, lo stesso motivo per cui la neve appare candida.
Il guscio esterno, trasparente e vetroso, con le lamelle e i lobi, è invece frutto di accrescimento umido. Qui il chicco è passato attraverso zone ricche di acqua sopraffusa e con temperature più vicine allo zero. Ne arrivava talmente tanta da non poter congelare subito: si formava un velo liquido che gelava con lentezza, e questa lentezza lasciava sfuggire l’aria. Ghiaccio senza bolle significa ghiaccio limpido, come i cubetti trasparenti che si ottengono con un congelamento lento.
L’alternanza tra opaco e limpido racconta quindi una cosa precisa: il chicco ha attraversato più volte ambienti diversi dentro il temporale, salendo e ricadendo nella corrente ascensionale, campionando di volta in volta zone più fredde e secche e zone più calde e ricche d’acqua. Si può così ricostruire la sua intera biografia, cioè il percorso che porta alla formazione della grandine di grosse dimensioni: il tragitto dentro la supercella, con le fasce di temperatura e i punti in cui si sono formati i diversi strati.

Perché è diventato così grande
Un chicco da 15 centimetri non è semplicemente un chicco grosso: è un fenomeno estremo. Bastano pochi numeri per capire cosa serva a produrlo.
Per restare sospeso e continuare a crescere, un blocco di ghiaccio di 15 centimetri ha bisogno di una corrente ascensionale dell’ordine di 150-200 chilometri orari (40-55 metri al secondo). È esattamente il tipo di updraft che solo le supercelle più violente riescono a generare, e non a caso le cronache parlano proprio di moti verticali imponenti nella cella del Teramano. La velocità di caduta al suolo è simile, intorno ai 160-200 chilometri orari: per questo la grandine gigante spacca i parabrezza, sfonda le tegole e può ferire o uccidere.
Anche la massa è impressionante: una sfera di ghiaccio da 15 centimetri peserebbe circa 1,5 chilogrammi; quello di Roseto, più appiattito e lobato, si aggira comunque intorno agli 0,8-1 chilogrammi. È come lasciar cadere una piccola anguria da un palazzo. L’intera crescita, dall’embrione ai 15 centimetri, si è probabilmente svolta in una manciata di minuti, dell’ordine di 10-15, tutti passati a rimbalzare tra la base e la sommità della corrente ascensionale.
Un dettaglio sui lobi e sulle sporgenze a petalo del bordo, molto evidenti nell’immagine: sono la firma della fase finale, quella di crescita bagnata più rapida. Quando un chicco è grande e ruota nella corrente raccogliendo acqua a raffica, il ghiaccio non cresce in modo uniforme ma preferenzialmente su alcune facce, e il velo d’acqua che cola verso il basso gela in protuberanze. La forma irregolare è quindi la prova che, poco prima di cadere, stava crescendo velocissimo. Alla fine è diventato semplicemente troppo pesante perché anche una corrente da 180 chilometri orari potesse trattenerlo, ed è precipitato.
Il contesto è raro
Per farsi un’idea, il record europeo confermato dall‘ESSL è di circa 19 centimetri, misurati ad Azzano Decimo (Pordenone) il 24 luglio 2023, mentre il record mondiale resta quello di Vivian, in South Dakota, del 2010, con 20,3 centimetri. I chicchi giganti, oltre i 10 centimetri, restano rarissimi: nel 2023, l’anno peggiore mai registrato, in tutta Europa ci furono ben 92 segnalazioni di grandine di queste dimensioni.
C’è però un motivo se càpita proprio qui: il Nord e il Centro Italia sono l’area europea con il maggiore aumento di frequenza della grandine grossa negli ultimi decenni, per via del Mediterraneo caldo che alimenta temporali di enorme energia e umidità. Ieri, con temperature fino a +43/44°C e forte instabilità, l’ambiente era di quelli da record. Se i 15 centimetri di Roseto verranno confermati dalle verifiche, si tratterà con ogni probabilità di un primato regionale abruzzese e di uno degli eventi più estremi mai documentati sul versante adriatico.
In sostanza, quello che vediamo nell’immagine è il diario di un viaggio di pochi minuti, attraverso 40°C di sbalzo termico e correnti a 180 chilometri orari: il nucleo bianco è la partenza in alta quota, il guscio limpido e lobato è la corsa finale nella zona più ricca d’acqua, appena prima della caduta.
La velocità con cui un blocco da 15 centimetri tocca il suolo è la sua velocità limite, circa 50 metri al secondo (all’incirca 180 chilometri orari), e si ricava dall’equilibrio tra il peso e la resistenza dell’aria. Quanto alla massa, una sfera piena di ghiaccio da 15 centimetri peserebbe circa 1,5 chilogrammi, ma trattandosi di un disco lobato il valore realistico è di circa un chilogrammo.
L’energia cinetica si calcola con la formula E = ½ m v²:
E = ½ × 1 kg × (50 m/s)² ≈ 1.250 joule (fino a circa 2.000 joule nel caso di una sfera piena).
Per dare un senso a quel numero:
- È circa 2-3 volte l’energia alla bocca di una pistola da 9 millimetri (circa 500 joule). Non la velocità, che è molto più bassa, ma l’energia trasportata sì.
- Equivale a farsi cadere in testa un sasso da un chilogrammo da circa 130 metri d’altezza. Il che ha perfettamente senso: è esattamente ciò che è accaduto, perché è precipitato dalla nube.
- Contro un parabrezza, quell’energia si scarica in pochi millisecondi su una piccola area, e la forza di picco arriva all’ordine di diverse tonnellate. Ecco perché i cristalli esplodono e le lamiere si ammaccano.

Il punto chiave: l’energia esplode con il diametro
Qui sta l’aspetto decisivo. La velocità limite cresce con la radice del raggio, la massa cresce con il cubo: mettendo insieme le due cose, l’energia d’impatto cresce come la quarta potenza del diametro. Tradotto: un chicco tre volte più grande non fa tre volte più danno, ne fa circa 80 volte tanto.
In termini concreti, un chicco comune da 2 centimetri trasporta meno di 1 joule, quello da 5 centimetri circa 26, mentre uno da 15 centimetri come quello di Roseto sfiora i 2.000 joule e il record europeo da 19 centimetri ne supera addirittura 5.000. È questa curva ripidissima a spiegare perché la grandine gigante appartiene a una categoria di pericolo completamente diversa: non è “più grande”, è un’altra cosa. Un chicco da 5 centimetri rovina la carrozzeria; uno da 15 centimetri sfonda i tetti e può uccidere.
Credit
- ESSL – Il record europeo di grandine confermato in Italia (19 centimetri, Azzano Decimo)
- ESSL – Hailstorms of 2023, la rassegna della stagione record
- NOAA – National Weather Service: il record statunitense e mondiale di Vivian, South Dakota
- WTW – Grandine gigante nel Nord Italia: variabilità naturale o cambiamento climatico?

