
I primi effetti si avvertiranno già durante il weekend, quando il rialzo termico inizierà a interessare soprattutto la Sardegna e parte delle regioni tirreniche del Centro. Da quel momento il caldo tenderà ad aumentare giorno dopo giorno, accompagnato da un’umidità elevata che renderà l’afa particolarmente pesante nelle aree costiere e nelle principali città. Anche i valori del disagio bioclimatico sono destinati a crescere sensibilmente, rendendo più difficile sopportare le ore centrali della giornata e limitando il naturale raffrescamento notturno. Le condizioni meteo saranno caratterizzate da cieli in prevalenza sereni e da una ventilazione generalmente debole, elementi che favoriranno un ulteriore accumulo di calore nei bassi strati dell’atmosfera.
Temperature estreme e notti sempre più tropicali
Il momento più intenso dell’ondata di calore è previsto nei primi giorni della nuova settimana, quando il cuore dell’aria rovente raggiungerà prima la Sardegna e successivamente gran parte del Centro-Sud. Le simulazioni meteorologiche indicano valori eccezionalmente elevati già in quota, con temperature vicine ai 30°C intorno ai 1.500 metri di altitudine. Una situazione di questo tipo lascia immaginare facilmente quali possano essere le conseguenze al livello del suolo.
Nelle aree più esposte, in particolare sulle due Isole Maggiori e in alcuni settori del versante tirrenico, i termometri potrebbero raggiungere o addirittura superare i 43-44°C durante le ore più calde. Si tratta di valori che richiedono particolare attenzione, soprattutto per anziani, bambini, persone fragili e lavoratori che trascorrono molte ore all’aperto. Anche le città saranno interessate dal fenomeno dell’isola di calore urbana, con temperature percepite ancora più elevate rispetto alle zone rurali circostanti.
Le ore notturne offriranno ben poco sollievo. Le cosiddette notti tropicali diventeranno una costante, con minime che in molte località faticheranno a scendere sotto i 26-27°C. Dormire sarà quindi più complicato e il corpo avrà maggiori difficoltà a disperdere il calore accumulato durante il giorno, aumentando il senso di affaticamento e di disagio.
Quando potrebbe cambiare la situazione
Anche il Nord Italia, pur rimanendo ai margini del nucleo più caldo dell’anticiclone, continuerà a fare i conti con temperature decisamente superiori alle medie del periodo. L’afa interesserà soprattutto la Pianura Padana, dove l’elevata umidità contribuirà ad aumentare la temperatura percepita e a mantenere elevati gli indici di disagio bioclimatico, come già osservato nelle scorse settimane con i temporali e il caldo in arrivo sul weekend.
Lo sguardo è ora rivolto alla seconda parte della prossima settimana, quando alcuni modelli previsionali iniziano a intravedere un possibile indebolimento dell’alta pressione sulle regioni settentrionali. In questa fase la massa d’aria più rovente potrebbe lentamente arretrare verso il Sud, consentendo al Nord di beneficiare di un lieve calo delle temperature e di una maggiore instabilità atmosferica, con la possibilità di qualche temporale, come raccontato anche nell’approfondimento su quando il peggio arriverà tra il 15 e il 20 luglio.
Resta però ancora prematuro parlare di una svolta definitiva. Le tendenze a medio termine mostrano infatti un quadro ancora piuttosto incerto e non è escluso che l’anticiclone possa tornare rapidamente a rafforzarsi anche dopo un eventuale temporaneo cedimento, come sottolineato anche nell’analisi su quanto durerà il caldo africano secondo l’ECMWF. Per il momento, quindi, l’Italia si prepara ad affrontare un’altra fase di caldo intenso, con temperature elevate, afa persistente e condizioni climatiche che continueranno a mettere a dura prova gran parte del Paese.