Caldo, picchi di temperatura, durata e due occasioni per temporali
Abbiamo sintetizzato le opinioni delle varie firme del Meteo Giornale che questi giorni hanno raccontanto l'evoluzione meteo, la durata e intensità del caldo, quando potrebbe finire. Ma si è parlato anche di temporali, quando ci saranno. Poi di caldo e influenza sulla nostra quotidianità.
Caldo, quanto durerà e dove esploderanno i temporali
Nell’intervista ai redattori del Meteo Giornale i vari esperti spiegano perché l’anticiclone africano non allenta la presa, il rischio di calura come in Francia e Spagna, localmente fino a 45°C, ma anche dove scoppieranno i temporali del prossimo fine settimana e come il tema del clima sia ormai finito nel tritacarne politico, quando dovrebbe restare terreno della scienza.
Contents- Caldo, quanto durerà e dove esploderanno i temporali
- Quanto durerà il grande caldo e quali picchi aspettarci
- Dove colpiranno i temporali del prossimo Weekend
- Il clima tra scienza e politica
- Le ricadute su economia e vita quotidiana
Abbiamo riunito attorno allo stesso tavolo alcune delle firme che in questi giorni stanno raccontando la lunga fase rovente sull’Italia. Ne è nata una conversazione a più voci, utile per fare il punto su un’estate che, numeri alla mano, si preannuncia tra le più impegnative degli ultimi anni.
Quanto durerà il grande caldo e quali picchi aspettarci
Mauro Meloni, descrive che Estate abbiamo davanti?
“Ci troviamo ancora all’inizio di luglio e siamo già dentro la terza ondata di calore della stagione. L’anticiclone africano ha gioco facile e finora si è espanso soprattutto sull’Europa occidentale. La partenza così precoce di temperature altissime rischia perfino di insidiare il primato del 2003. Non è un dettaglio: il mare si è scaldato in fretta e presenta anomalie già di 2-4°C sopra la norma, un serbatoio di energia che alimenta tutto il resto. Difficile, con questo andazzo, sperare in un prosieguo più clemente. È una fase che descriviamo come una possibile estate peggiore in assoluto, e non lo diciamo per allarmismo.”
Antonio Iannella, scende nei dettagli delle temperature.
“Fino a metà mese l’asse del promontorio resta un po’ defilato a ovest; quindi, il caldo sale ma non ovunque in modo estremo. Il salto vero lo attendiamo tra il 15 e il 20 luglio, quando una nuova fiammata nordafricana potrebbe portare i valori più roventi dell’estate. In quella fase le due Isole Maggiori sarebbero le più esposte: sulla Sardegna parliamo di punte fino a 44-45°C, sulla Sicilia intorno ai 42-43°C, con temperature massime diffusamente sui 33-37°C nelle pianure da Nord a Sud. È quanto emerge dai dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).”
Ivan Gaddari è stato ancora più netto sui numeri.
“Dice, capisco che possano sembrare cifre folli. Nei prossimi giorni le massime supereranno facilmente quota 40°C, ma proprio attorno al 20 luglio potremmo assistere a un ulteriore incremento, con picchi che localmente rischiano di toccare i 45°C. Su gran parte del Centro-Sud e sulle isole questa fase potrebbe durare almeno fino a quella data. Non è tanto l’intensità di un singolo giorno a preoccupare, quanto la durata: è tutta un’esagerazione meteo climatica, e lo sarà probabilmente anche nelle prossime settimane.”
Dove colpiranno i temporali del prossimo Weekend
Federico De Michelis, un margine di speranza per una tregua
“C’è incertezza nelle previsioni a lungo termine, a tratti osserviamo qualche segnale di cambiamento, ma va preso con le pinze. Il modello americano GFS intravede una possibile svolta attorno al 18 luglio, con l’ingresso di aria più fresca e temporali diffusi al Nord. Il modello europeo ECMWF, al momento, è più cauto. Siamo dentro una configurazione che gli addetti ai lavori chiamano Heat Dome, una campana di alta pressione difficile da scardinare. Insomma, staremo a vedere: le previsioni a così lunga scadenza vanno confermate giorno per giorno.”
Il clima tra scienza e politica
Antonio Lombardi, io segue soprattutto il fronte del cambiamento climatico. Domanda diretta che mi viene fatta è se lo stiamo vivendo davvero.
“I dati parlano chiaro. Il bacino del Mediterraneo, Italia compresa, è tra le aree più sensibili del Pianeta al Riscaldamento Globale, e l’estate è la stagione che più di tutte ha cambiato volto. Milano, per esempio, viene ormai descritta come un vero hotspot climatico: avrà oltre un mese all’anno con temperature superiori ai 35°C, le notti tropicali triplicate e i giorni di gelo quasi scomparsi. Questo è ciò che ci raccontano gli studi, ed è materia da laboratorio, da osservazione, non da tifoseria.”
Eppure, il tema è diventato politico.
“Purtroppo sì, ed è un problema. Le sarà capitato di seguire la polemica sui climatizzatori a New York: una semplice raccomandazione tecnica sulla temperatura dell’aria condizionata, i 25,5°C, si è trasformata in una guerra culturale. La fisica dei consumi resta la stessa a prescindere da chi la enuncia, ma il dibattito pubblico l’ha travolta. Ecco il punto: quando un fatto misurabile diventa una bandiera da agitare, si perde la possibilità di prendere decisioni razionali. La scienza descrive, la politica sceglie. Il guaio è quando la politica pretende di riscrivere anche la descrizione.”
Come uscirne, secondo la redazione?
“Distinguendo i piani. A noi spetta dire cosa accade e perché, con onestà e senza sconti. Poi ci sono scelte che riguardano l’economia, l’organizzazione delle città, il modo stesso di vivere le giornate: quelle appartengono alla comunità e ai suoi rappresentanti. Il nostro compito è fornire informazioni corrette perché quelle scelte siano consapevoli, non spaventate.”
Le ricadute su economia e vita quotidiana
Davide Santini, oltre alle temperature c’è il capitolo acqua.
“La persistente assenza di piogge sta aggravando la siccità, soprattutto al Nord, dove il deficit idrico è tra il 30 e il 45%. In Pianura Padana il fabbisogno d’acqua in questo periodo è enorme per via delle colture. E paradossalmente i temporali violenti aiutano poco: quando l’acqua cade tutta insieme scorre in superficie senza infiltrarsi, con più rischi di allagamenti che benefici per le falde. Le ripercussioni sull’agricoltura, e poi sugli usi cittadini, sono concrete.”
Antonio Lombardi, chiudiamo con la salute, il costo più diretto di tutti.
“Sul colpo di calore va sfatato un mito: non colpisce solo anziani e malati. Nella forma da sforzo può abbattersi anche su persone giovani e sane, con una letalità che nei casi peggiori supera il 50%. Il cuore è il primo organo a cedere, perché la termoregolazione lo mette sotto sforzo per ore. Da qui il senso pratico di tante misure che vengono discusse: dagli orari di lavoro alle abitazioni climatizzate, fino ai sistemi di raffrescamento urbano che si sperimentano altrove. Sono risposte a un clima nuovo, a cui dovremo adattarci. E l’unica cosa che la scienza ripete senza mezzi termini è che questi effetti sono in larga parte prevedibili e prevenibili. Il paradosso è tutto qui: una minaccia che si può anticipare, ma che continua a cogliere di sorpresa proprio chi si credeva al sicuro.”
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