La terza ondata di calore è già entrata nel vivo dopo la parentesi meteo più sopportabile di cui abbiamo goduto nei primi giorni di luglio quando l’Italia ha risentito del passaggio di una goccia fredda. Le temperature nelle ultime 24 ore si sono impennate soprattutto al Nord, dove localmente sono caduti dei record storici. Il caldo africano nei prossimi giorni concentrerà maggiormente la sua azione al Centro-Sud, mentre al Nord la canicola si smorzerà parzialmente. Ci sarà infatti un leggero indebolimento dell’anticiclone, che favorirà l’insinuarsi d’aria più fresca in quota. Ci attendiamo il ritorno dell’instabilità con temporali che colpiranno duro nel weekend sulle regioni settentrionali.
Si tratterà però di disturbi temporanei, poi l’anticiclone subtropicale tornerà a ruggire. L’attenzione è puntata alla forte recrudescenza del caldo africano della prossima settimana. Il rischio concreto è quello di vedere temperature ancora più elevate, le più estreme di quest’estate. L’obiettivo di questa fiammata sahariana sarà diverso e probabilmente sarà il Centro-Sud a pagare il prezzo più alto. L’anticiclone africano stavolta potrebbe infatti investire in pieno il cuore del Mediterraneo e non dirigersi più ad ovest, com’è successo ripetutamente nelle ultime settimane.
Cosa ci dobbiamo attendere? Già sul finire della settimana inizieranno ad affluire masse d’aria roventi a ridosso delle due Isole Maggiori, tanto che in Sardegna si potrebbero toccare punte di oltre 40 gradi. Discorso diverso al Nord e sulle Adriatiche, dove ci sarà un allentamento della calura a suon di temporali. Questo scenario si consoliderà dall’inizio della prossima settimana e specie nei giorni di metà mese, con masse d’aria roventi dirette verso il Centro-Sud. La Sardegna rischia di vedere il termometro schizzare sino alla soglia dei 45 gradi come picchi estremi. Non s’intravede al momento la fine del caldo, con meteo infuocato fin dopo metà luglio. La fase peggiore è attesa tra il 15 ed il 18. Solo dopo il 20 luglio emergono i primi segnali di un possibile cambiamento tutto ancora da definire.
Le Estati sono così, totalmente diverse da quelle che vivevamo più di trent’anni fa
Fa sempre più caldo e non è un semplice modo di dire. Ogni ondata di caldo estremo rischia di essere seguita da una peggiore ed è questo che stiamo osservando in questa prima parte dell’Estate 2026. Le estati sono sempre più calde e, a parità di configurazioni, le masse d’aria che raggiungono l’Italia durante la stagione estiva si presentano con termiche maggiori in quota. In presenza di un certo assetto, favorevole all’arrivo d’aria calda subtropicale, è molto più probabile che presenti temperature più elevate rispetto a quelle che riscontravamo trenta o cinquant’anni fa.
Non è solo questione di estremi, ma anche di frequenza e da ciò sono cambiate le caratteristiche delle estati moderne. Il meteo delle estati di un tempo era totalmente diverso, ma ormai la normalità è diventata quella che stiamo sperimentando da ormai un ventennio e in modo più intenso negli ultimi dieci anni.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo.