Meteo nella fornace africana ma luglio apre due spiragli di fresco
I modelli intravedono due finestre di respiro dopo il picco del caldo africano.
Meteo ancora una volta sotto i riflettori per una fase estiva che si preannuncia molto delicata. Nei prossimi giorni l’Italia si troverà infatti nel cuore della fase più intensa dell’ondata di caldo africano, quella che potrebbe raggiungere il suo apice tra martedì, mercoledì e giovedì, quando in molte regioni della Penisola i termometri potrebbero spingersi oltre la soglia dei 40 gradi.
Una situazione che non va sottovalutata, perché oltre ai valori termici elevati sarà soprattutto la persistenza del caldo a rappresentare il vero elemento di criticità. L’origine di questa nuova accelerazione dell’anticiclone nordafricano va ricercata in una particolare configurazione atmosferica: una goccia fredda in quota tenderà infatti a isolarsi tra la Penisola Iberica, il Marocco e le coste settentrionali africane.
Quando una massa d’aria più fresca si isola a ovest del continente europeo, spesso si innescano risposte dinamiche importanti. In questo caso la presenza di aria più fredda in quota favorirà una maggiore spinta verso est dell’aria calda sahariana, che verrà richiamata con decisione verso il Mediterraneo centro occidentale e quindi verso l’Italia.
Il segnale più evidente sarà rappresentato dalla possibile risalita della massa d’aria molto calda, con valori prossimi ai +30 gradi a circa 1500 metri di quota, che potrebbero interessare soprattutto la Sardegna e il cuore del Mediterraneo. Una configurazione che, se confermata, potrebbe regalare giornate davvero pesanti dal punto di vista del caldo e del disagio fisico.
Ma la meteorologia, soprattutto in estate, è fatta anche di continui equilibri e di cambiamenti. Ed è proprio guardando più avanti che emerge qualche spiraglio interessante dai principali modelli di calcolo.
L’inizio della terza decade potrebbe infatti segnare un primo tentativo di scalfire il dominio dell’anticiclone africano. L’attività ciclonica nordeuropea potrebbe riuscire a erodere i bordi orientali dell’alta pressione, favorendo la discesa verso l’Europa centro-meridionale e l’Italia di correnti più fresche.
Non parliamo ancora di una vera e propria rottura definitiva dell’estate africana, ma di un possibile ridimensionamento del promontorio anticiclonico, che potrebbe essere costretto a ritirarsi verso occidente, tra Penisola Iberica e coste nordafricane. Sarebbero giorni preziosi, con venti settentrionali in grado di ripulire l’aria e riportare condizioni sicuramente più vivibili.
Attenzione però ai contrasti: quando masse d’aria così diverse entrano in contatto, l’energia in gioco può essere notevole. Non sono esclusi temporali anche intensi, colpi di vento e grandinate, soprattutto su Alpi, Prealpi con possibili sconfinamenti sulle pianure del Nord e lungo la dorsale appenninica.
Il quadro successivo resta comunque molto dinamico. L’attività ciclonica nordeuropea potrebbe poi spostare il proprio interesse verso Francia e Penisola Iberica, favorendo nuovamente una risposta calda sul Mediterraneo centro-occidentale. In questa fase le regioni nord-occidentali italiane potrebbero rimanere esposte a correnti più umide e instabili, con il ritorno di temporali soprattutto sui rilievi e possibili sconfinamenti nelle zone vicine.
Meteo quindi da seguire con grande attenzione nei prossimi aggiornamenti: quello che emerge oggi dai modelli è una flebile ma concreta speranza, con due possibili finestre di respiro nella terza decade, una legata a correnti più fresche settentrionali e una successiva collegata a un flusso più umido e instabile da sud-ovest. Non sarà probabilmente la fine del caldo africano, ma potrebbe essere sufficiente per interrompere almeno temporaneamente il suo strapotere e restituire all’Italia qualche prezioso giorno di sollievo.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE.
