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      Home » Temporali violenti in arrivo, poi un nuovo anticiclone rovente a Luglio
      A La notizia del giornoMeteo NewsZoom

      Temporali violenti in arrivo, poi un nuovo anticiclone rovente a Luglio

      L'ondata di calore tocca il culmine e si sposta verso est: in arrivo temporali violenti e grandinate, ma senza un vero refrigerio. E sulla penisola iberica si prepara già un nuovo anticiclone rovente per i primi di luglio.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 29/06/2026
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      9 Min Lettura
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      Contents
      • Caldo estremo al culmine
        • L’apice dell’ondata di calore sta per finire
        • La svolta in arrivo, ma senza un vero refrigerio
      • Un nuovo Heat Dome in formazione sulla penisola iberica
        • Il ruolo del cambiamento climatico
        • Solstizio d’Estate, radiazione solare e mari sempre più caldi
      • L’ITCZ e le proiezioni stagionali per luglio
        • Nord Italia e Francia: dove il caldo pesa di più
        • Il prossimo caldo è già pronto nelle previsioni meteo

       

      Caldo estremo al culmine

      L’apice dell’ondata di calore sta per finire

      Ebbene, siamo in quella fase che potremmo ancora definire l’apice della furiosa ondata di calore che investe l’Italia. Il fenomeno si è poi esteso ai paesi a nord delle Alpi, mentre in Francia si va attenuando; ora si sposterà verso la parte orientale dell’Europa per attenuarsi e infine disintegrarsi. È questa campana di alta pressione che comprime l’aria nei bassi strati ed è stata responsabile di un’ondata di calore da record per la Francia. Per quanto riguarda l’Italia settentrionale, invece, l’evento è stato molto più marginale: non abbiamo avuto temperature diffusamente superiori a 40°C, e questa è stata davvero una nostra fortuna.

       

      La svolta in arrivo, ma senza un vero refrigerio

      Ora la situazione andrà cambiando. I miei colleghi vi stanno ampiamente documentando sulla possibilità di avere dei temporali nei prossimi giorni. Ci sarà un abbassamento della temperatura, ma attenzione: non aspettatevi un refrigerio come quello di tanti anni fa, quando i valori scendevano di parecchio. All’epoca dalla Valle del Rodano discendeva aria fresca che abbassava sensibilmente la temperatura sulle coste tirreniche e sulla Sardegna, dove i valori calavano in modo deciso; anche nelle regioni settentrionali si attenuava la calura e scendeva il tasso di umidità.

      Purtroppo, questa volta non accadrà, perché la bolla d’aria fredda in quota sarà modesta. Tuttavia, poiché entrerà in un’area di alta pressione e soprattutto in una massa d’aria di origine subtropicale, produrrà molti temporali, che potrebbero risultare – come documentato dai colleghi – anche molto violenti. Potrebbero verificarsi parecchie grandinate, oltre a colpi di vento locali e nubifragi. Non sarà una perturbazione oceanica a interessarci, ma sostanzialmente una goccia d’aria fredda in quota: una fase di tempo instabile, che si inserisce in un quadro dove il caldo non molla davvero la presa.

       

      Un nuovo Heat Dome in formazione sulla penisola iberica

      Nel frattempo, a ovest, sulla penisola iberica si andrà di nuovo a organizzare un nuovo dome, un anticiclone a campana – una vera e propria cupola di calore – che poi potrebbe espandersi verso l’Italia. I modelli matematici, purtroppo, tracciano questa possibilità, e sinceramente le probabilità che avvenga ci sono; ne parlano anche diversi esperti.

       

      Il ruolo del cambiamento climatico

      A causare questi fenomeni di gran caldo concorre anche il cambiamento climatico. Non ne è direttamente responsabile e non li innesca, ma ne incrementa gli effetti: le ondate di calore sarebbero state molto meno frequenti e molto meno intense se la temperatura non fosse salita come è avvenuto in questi anni, soprattutto negli ultimi due decenni, e in particolare negli ultimi cinque o sei anni. Da tempo osserviamo stagioni estive sempre molto calde: in Europa è in atto un cambiamento imponente. E così accade anche d’inverno, quando le condizioni atmosferiche si presentano con scarse precipitazioni nevose: la neve, ormai, ad esempio, non cade più in pianura padana, lo sapete, non è il caso che io lo ripeta. A causare tutto questo, secondo alcune analisi, è anche l’innalzarsi verso nord dell’ITCZ.

       

      Solstizio d’Estate, radiazione solare e mari sempre più caldi

      Una curiosità: in questi giorni siamo vicini al solstizio d’estate, che è ormai già passato. Il sole è talmente alto sull’orizzonte che nella regione dei Tropici, proprio lungo la linea del Tropico del Cancro – che è praticamente il nostro tropico -, a mezzogiorno raggiunge lo zenit, cioè il massimo della sua altezza: bisogna alzare la testa verso l’alto per poterlo osservare. È un sole che, in quell’ora, non lascia praticamente ombre. Siamo quindi alla massima radiazione solare, e questa grande intensità riscalda, più che in altre stagioni, le terre emerse e i mari. Ecco perché anche la temperatura dei mari sta aumentando in modo galoppante.

       

      L’ITCZ e le proiezioni stagionali per luglio

      Insomma, ci troviamo in una situazione atmosferica ideale per le ondate di caldo, che risultano anche peggiori – come ho detto – sia perché siamo in questo periodo dell’anno, sia perché quella linea di confluenza tropicale, l’ITCZ, troppo spesso si sposta verso nord. Nelle regioni interessate da questa linea si verificano grandi precipitazioni: in alcune aree dell’Africa si sono formati addirittura dei laghi, o delle vere e proprie paludi, a causa di piogge ricorrenti e molto abbondanti, in zone che prima conoscevano precipitazioni ben più scarse. Più a sud, invece, piove di meno. Il clima, sotto questo aspetto, è effettivamente molto variabile: è sufficiente che si modifichi una linea come quella perché, a catena, se ne modifichino altre. Una di queste conseguenze è la maggiore facilità con cui le masse d’aria di origine subtropicale si espandono verso nord, portandoci queste forti ondate di caldo.

      Come mi è capitato di scrivere in un altro articolo nella giornata di ieri, le proiezioni stagionali, soprattutto del centro meteo europeo (ECMWF), prospettano un quadro piuttosto grigio per l’estate. Si intravede un mese di luglio molto più caldo rispetto alla media, ma con una novità: precipitazioni superiori alla norma sulle regioni centrali e meridionali, in Sardegna e in Sicilia, soprattutto nelle zone interne. Questo perché il Mediterraneo pullula di umidità: ne possiede grandi quantità, che rilascia a causa delle alte temperature, diventando un mare con valori simili a quelli dei tropici. E alle nostre latitudini, dove possono verificarsi temporanei cedimenti dell’alta pressione, ecco che l’instabilità atmosferica può dare luogo a temporali e quindi a precipitazioni.

       

      Nord Italia e Francia: dove il caldo pesa di più

      Per il Nord Italia, però, la situazione è un po’ diversa. Queste regioni si trovano molto spesso vicino al centro di queste grandi alte pressioni, chiamate heat dome, che spesso preferiscono estendersi a ridosso della Francia. È infatti uno dei territori europei più colpiti da questi anticicloni, e ha visto cambiare in maniera radicale le proprie stagioni estive: immaginate che in questi giorni ha registrato temperature fino a 20°C superiori alla media, cioè 20°C in più rispetto a quanto dovrebbe essere normalmente. È evidente che i francesi non sono preparati ad affrontare simili ondate di caldo. Nei paesi mediterranei, invece, anche la costruzione degli edifici e la disponibilità molto più diffusa di climatizzatori e ventilatori rendono il caldo più sopportabile, pur lamentandoci anche noi per la gran calura.

      Il caldo, comunque, colpisce in maniera più gravosa la pianura padana e le regioni del Nord Italia, perché sono più vicine alla Francia e perché lì si forma rapidamente un’area molto umida, con una situazione di afa piuttosto importante, che si percepisce anche in collina e in bassa montagna, attorno agli 800 metri di quota. Molto spesso si sente dire che in casa fa caldo e che si starebbe meglio in città, magari dove si ha a disposizione il climatizzatore: ed è vero. Luglio e agosto sono diventati due mesi estremamente caldi ed estremamente vulnerabili a eventi di calura storici.

       

      Il prossimo caldo è già pronto nelle previsioni meteo

      Questo caldo se ne andrà, ma se ne prepara subito un altro per i primi di luglio sulla penisola iberica e sulla Francia, e colpirà anche l’Italia. C’è da augurarsi che transiti a nord delle Alpi, investendoci solo marginalmente; in caso contrario avremmo una replica, in peggio, dell’ondata di caldo del luglio e della prima decade di agosto del 2017.

       

      Crediti

      • World Meteorological Organization (WMO) – Records fall as extreme heat grips Europe
      • Copernicus Climate Change Service (C3S) – Climate Bulletin
      • Copernicus / EU Space – Heatwave affecting Western Europe (Sentinel-3, giugno 2026)
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