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Estate 2026: centinaia di temporali, ma il caldo non molla

Federico De Michelis di Federico De Michelis
03 Giu 2026 - 18:58
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News, Zoom
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Estate più calda della media ma con un’eccessiva quantità di temporali.

Estate 2026, il modello europeo ECMWF vede gran caldo fino a metà luglio: ondate africane e temporali violenti sull’Italia

(METEOGIORNALE.IT) Ed eccomi di nuovo qui con voi per visualizzare e analizzare le proiezioni del centro meteo europeo, che si spingono fino alla metà di luglio 2026. Innanzitutto cerchiamo di capire le linee generali della circolazione atmosferica, partendo dalla temperatura a una quota di circa 1500 metri sul livello del mare.

 

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Le anomalie di temperatura a 1500 metri

Questo genere di modelli matematici ci indica le anomalie della temperatura riferite alla media statistica, ed è un quadro davvero interessante. Ci mostra un’anomalia fortissima nella regione polare, con temperature sopra la media, e un’anomalia parziale sulla penisola iberica, che va poi gradualmente intensificandosi verso la metà del mese, per attenuarsi un po’, ma soprattutto diffondersi in tutta Europa e, questa volta, espandersi anche verso l’Italia.

Ciò significa che la seconda metà di giugno sarà molto calda in Italia, con temperature decisamente superiori alla media: data la presenza di un nucleo molto caldo, i valori potrebbero superare anche i 40°C su alcune località. Sono le mappe del modello europeo a tracciare questo scenario rovente. Una curiosità: nella Russia europea, al contrario, continuerà a fare più freddo rispetto alla media, un andamento iniziato in tarda primavera e protrattosi fino all’inizio di giugno che, secondo i modelli matematici, proseguirà addirittura per tutto il mese di giugno 2026.

In Europa, invece, prevarrà la temperatura sopra la media. Ma attenzione, a luglio qualcosa inizierà a cambiare sull’Europa settentrionale, perché prenderanno vigore le correnti oceaniche; l’aria calda subtropicale, però, non abbandonerà l’Italia e il Mediterraneo, dove rimarrà stabile, anche se temporaneamente potrebbe interrompersi per il transito di qualche perturbazione. Del resto, quando andremo a osservare le precipitazioni previste, vedremo che non sono affatto insignificanti. Ciò vuol dire che ci sarà uno scambio di masse d’aria e anche qualche brusco abbassamento della temperatura. A grandi linee, però, il modello matematico europeo vede temperature sopra la media, e parliamo anche di alcuni gradi Celsius: si prospetta dunque una grande estate calda, con valori decisamente superiori alla norma in tutta la fascia mediterranea, in espansione anche verso l’Europa centrale. Non è un caso che, di recente, le proiezioni indichino i periodi più critici da monitorare della stagione.

 

L’anticiclone subtropicale

Andiamo ora a vedere la pressione atmosferica, sia in quota sia al suolo. Qui la situazione diventa abbastanza vivace, e la vediamo particolarmente movimentata anche perché i modelli matematici, nei primi giorni di previsione, risultano più dettagliati persino quelli a lunghissimo termine. La fase più dinamica riguarda i primi sette giorni; poi la circolazione tende a ondularsi, con un anticiclone africano – un termine che ad alcuni non piace, chiamiamolo allora anticiclone subtropicale – che va a espandersi dal Marocco verso la penisola iberica, fino alla Danimarca, estendendo la sua influenza soprattutto sull’Italia occidentale, con geopotenziali, cioè pressione atmosferica in quota, più elevati rispetto alla media. Siamo attorno al 10 giugno.

Lo vediamo già dai modelli matematici tradizionali, quelli consultabili più o meno da tutti noi. Con il passare dei giorni, però, qualcosa sembra disturbare questo campo di alta pressione e la circolazione atmosferica tende a ondularsi. Significa che, anche se in quota ci saranno pressioni superiori alla media – un dato di fatto, perché i modelli matematici lo prospettano, e parlo sempre del centro meteo europeo -, si nota comunque una corrente ondulata che andrà a interessare anche l’Italia. E una corrente ondulata, di solito, è portatrice di instabilità atmosferica. Abbiamo quindi temperature sopra la media e pressione in quota elevata, quella che poi ci porta il gran caldo, ma con una circolazione che si ondula e diventa instabile.

Stiamo parlando del 10 del mese, ma subito dopo, verso la seconda parte di giugno, la situazione si complica, perché la pressione atmosferica in quota crolla su Francia, penisola iberica e Italia settentrionale: un preludio a un possibile cambiamento del tempo. In generale, in Europa, la pressione in quota sarà elevata nel Nord del continente – parliamo della Scandinavia -, sulle Isole Britanniche, nel basso Mediterraneo e sulle regioni meridionali italiane. Gradualmente, però, ai primi di luglio sembrerebbe farsi spazio una saccatura in quota, che andrà a interessare anche la Sardegna oltre alle regioni settentrionali italiane. Ciò vuol dire che i primi di luglio potrebbero portare instabilità atmosferica e quindi precipitazioni; ma poi, ecco che verso la metà di luglio prevarrà una situazione anticiclonica a tutte le quote, con una nuova espansione dell’alta pressione subtropicale verso l’Italia e una riduzione delle ondulazioni nella circolazione generale, che porterebbe a quel punto a una diminuzione dell’instabilità.

Attese, secondo ECMWF, molte piogge più della media.

Due fasi tra giugno e luglio

In parole povere, nel periodo che va dai primi di giugno fino a metà luglio avremo due fasi. La prima, subito dopo l’attuale fase temporalesca che interesserà soprattutto le regioni del Nord Italia tra il 4 e il 5 giugno, vedrà un periodo di alta pressione: i modelli matematici prospettano temperature molto elevate su alcune località, quindi una nuova ondata di caldo. Proprio in questi giorni, del resto, è attesa una nuova ondata di temporali tra giovedì e venerdì, con il Nord Italia bersagliato da temporali e grandine.

Poi, gradualmente, questo anticiclone tende a smorzarsi, perché subentrerà una circolazione più ondulata che porterà nuovamente temporali, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali italiane e in parte del Centro Italia. Attenzione, è una novità non da poco, anche perché ormai siamo in pieno giugno. Verso la fine del mese si espanderebbe di nuovo l’anticiclone subtropicale, con temperature in aumento e instabilità in calo; ma a luglio, ecco che potrebbe cambiare tutto, con una situazione di marcata instabilità atmosferica, per poi abbandonarsi a una nuova fase di alta pressione. Una fase previsionale molto interessante, dunque: andiamo a vedere ancora altri dettagli.

 

Le temperature al suolo

A questo punto passiamo alle temperature al suolo, dopo aver parlato di quelle in quota. Il centro meteo europeo vede valori superiori alla media un po’ su tutta Europa, molto meno sulle regioni del Nord Italia. Tutto questo, devo essere onesto, è abbastanza strano, perché nella realtà non riscontriamo per le regioni settentrionali anomalie termiche verso il basso. Di recente abbiamo analizzato il modello europeo a lungo termine e abbiamo rilevato che la temperatura al suolo in Italia non è stata sotto la media; anzi, abbiamo registrato anomalie fortissime, anche di 15°C sopra la media. Per alcuni giorni abbiamo avuto picchi di 37°C sul settore nord-occidentale italiano e 36°C a Milano, dove sono stati battuti record storici che risalgono a circa il 1750. Insomma, questa è la variabilità atmosferica.

Nella giornata del 2 giugno il Nord Italia è stato investito dalla fase temporalesca, con un forte abbassamento termico soprattutto sul settore occidentale; nel resto del Paese, però, le temperature sono rimaste estive e soprattutto superiori alla media. I valori, insomma, sono diffusamente sopra la norma in Italia: il Nord sta vivendo una fase tendenzialmente in linea con la media, possiamo dire così, ma non ovunque. E poi, soprattutto, con questa instabilità e il ripetersi di fasi temporalesche nelle regioni centrali e meridionali, oltre che su Sardegna e Sicilia, le temperature resterebbero sopra la media per tutto il periodo. La situazione, come dire, comincerà anche a farsi piuttosto fastidiosa, con un incremento dell’umidità atmosferica dovuto al riscaldamento del Mar Mediterraneo, che rilascerà umidità nell’aria.

 

Le precipitazioni

Cerchiamo ora di capire qualcosa sulle precipitazioni. Non saranno costanti: ci saranno periodi siccitosi, ovvero senza piogge, e altri piuttosto instabili. Peraltro, una certa instabilità viene prevista anche al Sud Italia. Quanto al puntualizzare giorno per giorno quando pioverà al Nord o al Sud, io lo eviterei, perché i modelli matematici sulle piogge, soprattutto nella stagione estiva, non sono molto affidabili. Ci forniscono però delle indicazioni per quanto riguarda le anomalie.

E devo dire che sono interessanti, perché vediamo precipitazioni sopra la media su quasi tutto il Nord Italia, il che non è poco. Tra l’altro, valori superiori alla norma riguardano questa volta anche il settore adriatico centrale e le zone appenniniche dell’Italia centrale, così come l’Appennino meridionale e le aree interne della Sicilia. Questo è molto interessante, perché significa che ci sarà instabilità atmosferica, con molti temporali e, purtroppo, anche fenomeni di forte intensità.

Qualche curiosità: molte aree d’Europa saranno invece interessate da precipitazioni sotto la media, mentre nella regione del Sahara, ancora una volta, durante la stagione estiva si registreranno valori superiori alla norma, con sicuramente alcune zone temporalesche. A causare tutto ciò potrebbe essere la famosa ITCZ, la zona di convergenza intertropicale: per dirla in breve, un’area di scontro tra masse d’aria che innesca precipitazioni. Quando questa si spinge molto a nord, però, ci porta verso l’Italia l’aria calda del deserto del Sahara: teniamone conto.

 

Un’estate diversa dal 2025

Complessivamente, cosa stiamo osservando? Un’estate diversa rispetto a quella del 2025, più ricca di precipitazioni ma comunque calda, forse non più calda del 2025. Ho detto “forse”, perché su questo non metterei la parola fine: potrebbe infatti manifestare vampate di calore con temperature record. Lo dico perché abbiamo già visto valori da primato a maggio, e ora l’estate deve ancora compiersi, al punto che diversi centri indicano luglio come mese più rovente dell’intera stagione. Quando questo accade, gli imprevisti sono davvero molti, perché il tempo che fa giorno per giorno, settimana per settimana, non è leggibile da questi modelli matematici, che invece ci offrono una visione d’insieme. E la visione d’insieme parla di una stagione calda, con precipitazioni superiori alla media su parte dell’Italia e molti temporali che, ahimè, possono risultare anche molto violenti: un’estate che, fin dalle prime proiezioni, parte forte come non mai.

Lo abbiamo visto: c’è stata addirittura una tromba d’aria a Roma, quindi parliamo di situazioni meteorologiche piuttosto anomale e violente. Grandinate si sono verificate su varie aree del Nord Italia, con chicchi di grosse dimensioni: ancora una volta niente di nuovo, ogni anno ne parliamo. Poche grandinate, invece, hanno interessato altre zone d’Europa, dove però le precipitazioni risultano scarse. Insomma, la situazione meteorologica è piuttosto interessante.

Un’ultima curiosità: Russia europea, Balcani e Ucraina vedranno precipitazioni superiori alla media, così come molte aree della Turchia, il nord delle Isole Britanniche, le coste norvegesi – anzi, osservando meglio la mappa, direi un po’ tutta la Norvegia – e l’Islanda. Questo, ovviamente, è il centro meteo europeo: si tratta di previsioni di massima, da leggere in una visione d’insieme, niente di troppo dettagliato, lo ribadisco. Ed è possibile che molti dettagli cambino nel corso dei prossimi giorni. Detto questo, vi auguro ancora una volta una buona estate, e speriamo che il caldo non ci faccia soffrire troppo, come invece parrebbe.

 

Approfondimenti e fonti autorevoli (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – Seasonal forecasts
  • Copernicus Climate Change Service – Seasonal forecasts
  • Copernicus C3S – How to read C3S seasonal forecasts
  • ECMWF – Sub-seasonal-range forecasts
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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