- Caldo estremo in Francia e al Nord Italia: Parigi verso i 42°C, Milano sfiora i 40°C e l’attesa del refrigerio
- Perché fa così caldo: il meccanismo dietro l’ondata
- Francia nella morsa: temperature atroci e pronto soccorso presi d’assalto
- Italia e Nord nella stessa fornace: Milano e la Pianura Padana
- Quando finirà il caldo: le previsioni dei prossimi giorni
Caldo estremo in Francia e al Nord Italia: Parigi verso i 42°C, Milano sfiora i 40°C e l’attesa del refrigerio
Perché fa così caldo: il meccanismo dietro l’ondata
Come abbiamo evidenziato più volte, la causa del gran caldo non è soltanto l’arrivo di aria dal Nord Africa: questa, in realtà, si raffredderebbe lungo il Mediterraneo. La Francia è particolarmente colpita, così come la Penisola Iberica, ma ci sono anche altre ragioni, e vale la pena vederle in breve, perché poi andremo ad analizzare quelle che influenzano direttamente l’Italia.
Innanzitutto, l’aria calda africana si sposta verso nord in un campo di alta pressione: nella Penisola Iberica, che è un territorio molto vasto, ci si surriscalda soprattutto nelle aree continentali, distanti dal mare. A questo punto l’aria calda prosegue il suo viaggio verso est-nord-est, deviata dalle correnti atmosferiche dominanti. Con questo movimento risale l’area dei Pirenei, per poi scendere verso le vallate e le pianure francesi, dove si surriscalda ulteriormente, complice anche la presenza di un campo di alta pressione particolarmente imponente, soprattutto in quota, che tende a comprimere l’aria nei bassi strati.
Ecco perché in Francia, e a queste latitudini che vanno dal Nord Italia verso nord, si registrano temperature elevatissime: parliamo di valori superiori alle medie, che arrivano persino a 20°C oltre la norma. A Parigi, ad esempio, secondo il nostro modello matematico sono previsti picchi termici tra mercoledì e giovedì compresi tra i 41 e i 42°C, mentre martedì 23 si dovrebbe arrivare sui 40°C. Sono temperature destinate ad abbattere i record storici del mese di giugno, considerando che il primato di Parigi è di 43°C; ma è prima di quel giorno che si registrarono valori così incredibili, quando fece davvero molto caldo.
Francia nella morsa: temperature atroci e pronto soccorso presi d’assalto
In Francia, al momento, le temperature sono atroci – non ci sono altre definizioni – su gran parte del territorio, e la colonnina di mercurio si aggira tra i 40 e i 42°C. Sono valori che mai avremmo immaginato, se non quasi nella fantascienza ipotizzata oltre una decina d’anni fa da un meteorologo francese, che aveva previsto temperature di questo tenore. Sono numeri davvero spaventosi per la Francia: considerate che i francesi non sono attrezzati come noi in Italia ad affrontare queste ondate di calore, e infatti ci sono molte lamentele in merito, anche perché si registrano accessi di massa nei pronto soccorso. La situazione è drammatica, e lo è anche in Svizzera, nei Paesi Bassi e in Germania, certamente non con temperature così elevate, ma con indici di calore che toccano comunque i 40°C.
Italia e Nord nella stessa fornace: Milano e la Pianura Padana
E in Italia come vanno le cose, e perché soprattutto il Nord Italia è attanagliato da questa ondata di calore? Ebbene, l’Italia è vicina alla Francia, dove l’anticiclone raggiunge i suoi picchi massimi e comprime l’aria nei bassi strati: così, anche in Toscana e nella Pianura Padana, si registrano valori elevatissimi. C’è poi da dire che nei centri urbani il caldo è ancora peggiore: pensate che a Milano, in centro città, alle ore 18:00 sono stati misurati all’ombra 38°C. Ovviamente non si tratta di una temperatura ufficiale, rilevata in una capannina meteorologica, ma è comunque un valore smisuratamente elevato.
Vedremo poi che cosa hanno registrato le varie stazioni meteorologiche e se è stato battuto qualche record del mese di giugno, considerando che avremo un lievissimo calo termico e poi una nuova impennata verso il fine settimana, addirittura maggiore di quella che stiamo vivendo. Ed ecco che nel fine settimana, all’ombra, a Milano si potranno toccare – pensate – 40°C in giugno. Insomma, stiamo parlando di fantascienza che si sta concretizzando: è come se fosse cambiato in modo incredibile il nostro clima estivo. Ed effettivamente è così.
Secondo i dati del servizio meteorologico statunitense NOAA, le terre emerse del nostro pianeta hanno una temperatura media superiore di 3°C rispetto al periodo preindustriale; al contrario, la temperatura globale, che considera anche tutti gli oceani, è di quasi 1,5°C sopra il valore preindustriale. In sostanza siamo vicini a quel limite che l’Accordo di Parigi sul clima aveva fissato come soglia da non superare, e lo stiamo raggiungendo sia per le fortissime emissioni di gas serra, sia perché queste stesse emissioni hanno creato altre problematiche.
Quando finirà il caldo: le previsioni dei prossimi giorni
Vorrete ovviamente sapere quando finirà questo caldo, anche perché chi possiede un climatizzatore vive blindato in casa, mentre chi ha solo un ventilatore – o nemmeno quello – percepisce questa situazione come una vera sofferenza, soprattutto nelle ore notturne, quando il sonno viene disturbato: e questo lo stabiliscono i medici. Ci sono numerose indicazioni in merito, ma al momento non possiamo fare altro che aspettare, aspettare che il tempo cambi. I dati meteorologici, infatti, non sono molto rassicuranti.
Abbiamo previsioni che lasciano intravedere un calo della temperatura nel corso di questa settimana, a metà, per poi rivedere un aumento. La diminuzione dovrebbe avvenire intorno a mercoledì e giovedì sul Nord Italia; nel resto d’Italia, invece, la temperatura dovrebbe salire pian piano. Per quanto riguarda il fine settimana, forse potrebbe tornare a crescere: stamattina sembrava più probabile un incremento, mentre adesso lo diamo con un “forse”, anche se questo “forse” potrebbe purtroppo tramutarsi in realtà, nel senso che potremmo avere un ulteriore picco termico proprio nel fine settimana.
Temporali, grandinate e il Po in sofferenza
C’è però da dire che in atmosfera qualcosa sta cambiando, perché soprattutto sulla penisola abbiamo notizia di molti temporali sviluppatisi in queste ore, con anche delle grandinate, e questi fenomeni abbattono temporaneamente la temperatura in modo sensibile. Ci sono temporali sparsi: il Lazio, per esempio, non è stato colpito più di tanto, mentre sono state interessate, con numerose celle temporalesche, la Campania e la Basilicata, oltre al Pollino, tra Calabria e Basilicata. Altri temporali sono in atto sulle Alpi della Lombardia, nei settori orientali, sul Trentino-Alto Adige, in questo momento sulle Alpi Giulie e in Carnia, con minaccia di rovesci anche sulla Venezia Giulia, come a Trieste.
Ma il discorso dei temporali è qualcosa che va a rompere quell’equilibrio dell’anticiclone: basta semplicemente un lievissimo cedimento del geopotenziale – cioè, in sostanza, della pressione atmosferica in quota – per fare in modo che l’aria calda presente nei bassi strati, peraltro umidissima, si innalzi verso l’alto, generando nubi a forte sviluppo verticale e quindi i temporali stessi. Le grandinate, invece, si verificano perché, quando le nubi raggiungono una certa quota, le goccioline di pioggia si aggregano in ghiaccio e, nelle turbolenze, i chicchi possono crescere fino a dar luogo a fenomeni importanti. Una violentissima grandinata, ad esempio, ha interessato tra il tardo pomeriggio e la sera alcune aree della Valtellina e poi diverse zone lombarde, con chicchi che hanno raggiunto localmente anche i 5 centimetri di diametro, capaci di provocare danni alle auto, oltre che in agricoltura.
Ma ciò che fa più danni è proprio questo caldo, che provoca anche una forte evaporazione: e infatti si parla del fiume Po, che – avrete visto in TV o letto sui giornali – ha subìto una riduzione sensibile di portata. Ulteriori danni si stanno creando sull’arco alpino. Insomma, c’è una situazione meteorologica davvero molto delicata.
La via d’uscita: il refrigerio di inizio luglio e la prevenzione
Ora dobbiamo capire quando cadrà questo geopotenziale, cioè quell’alta pressione presente in quota che spinge l’aria nei bassi strati e fa in modo che si surriscaldi. Secondo i dati del Centro Europeo per le previsioni a medio termine (ECMWF), nella prima parte di luglio, nella prima decade, avremo un cedimento dell’anticiclone in quota. Questo comporterebbe una diminuzione del caldo, ma non verso valori nella media: è difficilissimo che si possano avere temperature nella media, perlomeno per ora. Un refrigerio, comunque, è possibile, e quindi si uscirebbe dalla calura estrema per avere temperature più accettabili, almeno al Nord Italia; al Centro-Sud, invece, l’aria calda stavolta arriverebbe dall’Africa, e perciò le temperature sarebbero piuttosto elevate e aumenterebbero rispetto ai valori attuali, eccetto in alcune aree dove ci sarà l’influenza temporanea di correnti settentrionali, come per esempio la Sardegna.
Sono comunque tendenze che vanno confermate. Però noi, da qualche giorno, vi stiamo annunciando che c’è una via d’uscita da questo tunnel di calore estremo, e si chiama refrigerio: un refrigerio che, nel caso, sarà accompagnato da violenti temporali e – attenzione – grandinate, nubifragi e violentissime raffiche di vento. È un fenomeno ormai consueto, l’avete già visto numerose altre volte, e su questi eventi è necessario fare prevenzione. Quindi, se sono previsti temporali di forte intensità, prestate attenzione: soprattutto non cercate riparo sotto gli alberi, evitate di restare per strada in condizioni di pericolo e, se ne avete la possibilità, proteggete le vostre auto – cosa che si può fare anche con le apposite coperture vendute su diversi siti web.
Crediti
- Copernicus Climate Change Service (C3S) / ECMWF – Monitoraggio dell’ondata di calore europea di inizio estate
- NOAA Climate.gov – Global temperature
- World Meteorological Organization (WMO) – Global temperature records ahead
- Copernicus Climate Change Service – Maggio 2026, secondo più caldo a livello globale ed eccezionale ondata di calore sull’Europa occidentale
- Carbon Brief – State of the climate 2026