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      Home » Caldo fino a 42°C, poi la svolta: temporali e grandine in arrivo
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      Caldo fino a 42°C, poi la svolta: temporali e grandine in arrivo

      Picco rovente nel weekend con valori percepiti vicini ai 50°C, poi temporali e grandine: ma le temperature resteranno sopra la media per settimane, fino a nuove ondate di calore a luglio.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 27/06/2026
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      14 Min Lettura
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      Contents
      • Caldo rovente fino a 42°C, poi temporali e grandine: la svolta meteo tra fine giugno e luglio
        • Caldo in ulteriore aumento: i valori di oggi
        • Un anticiclone insidioso: in Francia caldo da record
        • Quando si attenua, ma con due settimane sopra la media
        • Temperatura percepita oltre i 45°C
        • L’anticiclone ammalato e il rischio grandine
        • Verso luglio: nuove ondate di calore in vista
        • Estremi meteo e cambiamento climatico

       

      Caldo rovente fino a 42°C, poi temporali e grandine: la svolta meteo tra fine giugno e luglio

      Caldo in ulteriore aumento: i valori di oggi

      Da giorni ci stiamo chiedendo quando questa ondata di calore, che interessa soprattutto le regioni centro-settentrionali, comincerà ad attenuarsi. Vediamo innanzitutto qualche valore della giornata di oggi, sabato 27 giugno: stiamo registrando temperature molto elevate, superiori a quelle di ieri, perché si sta avvicinando – traslando verso est – l’heat dome, ovvero quella bolla d’aria caldissima sostenuta da un anticiclone in quota estremamente poderoso. Quest’alta pressione schiaccia l’atmosfera e ne determina il surriscaldamento: è come se soffiasse una sorta di favonio o garbino, cioè un vento di caduta dai monti. In questo caso, però, non ci sono montagne, ed è proprio la pesantezza dell’atmosfera a generare questa fortissima impennata dei termometri.

      Pensate che alle ore 15:00 i termometri ufficiali di Piacenza segnavano 39°C, mentre a Firenze Peretola e a Foggia si registravano 38°C. Va detto che per Foggia non sarebbe un valore particolarmente eccezionale, dato che può essere toccato più volte nel corso dell’estate; molto elevato, invece, quello di Firenze, così come i 37°C di Parma. Oserei dire che sono altissimi anche i valori di Bologna con 36°C, replicati da Brescia Montichiari, Cuneo aeroporto, Forlì, Milano Malpensa, Padova, Torino Caselle, Treviso e Verona Villafranca. Con 35°C troviamo Milano Linate e Bolzano – che ormai raggiunge spesso queste soglie, proprio come la stessa Milano – oltre a Torino città e Udine.

      C’è dunque un addensamento di valori superiori ai 35°C soprattutto sulle regioni settentrionali e su parte del Centro. Nelle prossime ore le temperature, in particolare nelle aree continentali, continueranno a salire: in Pianura Padana avremo picchi oltre i 40°C, presumibilmente con 42°C nella zona di Piacenza, tenuto conto che la colonnina salirà ancora nella giornata di domenica.

       

      Un anticiclone insidioso: in Francia caldo da record

      Questo è un heat dome, vale a dire un grosso anticiclone estremamente insidioso e aggressivo. I francesi raccontano che un evento meteorologico del genere non si verificava dal 1700, ed è stata addirittura superata la temperatura media nazionale toccata nel 2003: parliamo quindi di un caldo davvero imponente. Lo stesso potrebbe accadere nel nord Italia, anche perché Italia settentrionale, Svizzera e dunque i Paesi alpini – quindi anche parte di Austria, Germania e Benelux – saranno investiti da questo anticiclone di violenza incredibile. Come possiamo definirlo? Un vero mostro di calura.

       

      Quando si attenua, ma con due settimane sopra la media

      Questa tempesta di caldo tenderà gradualmente ad attenuarsi con l’avvento di correnti oceaniche, di cui parliamo ormai ripetutamente. Il problema, però, è un altro: non vedo l’arrivo di una situazione nella norma. Per le prossime due settimane non avremo temperature miti, ma valori costantemente superiori alla media. Faccio un esempio: la Pianura Padana, che ha un clima continentale, e le zone interne dell’Italia centrale e meridionale toccheranno spesso i 35°C, con punte ancora più alte verso il Centro-Sud, perché a quel punto entreranno in gioco le masse d’aria nord-africane, particolarmente attive dalla Sardegna verso il sud Italia.

      Nel frattempo ecco profilarsi la possibilità di temporali in teoria rinfrescanti. Ho letto anche le previsioni di alcuni colleghi e su qualche aspetto non sono del tutto d’accordo; del resto ciascuno di noi ha la libertà di esprimere le proprie linee di tendenza. Il modello matematico europeo, l’ECMWF, è particolarmente aggressivo, perché propone temperature decisamente superiori alla media e, soprattutto, valori notturni definiti tropicali – cioè oltre i 20°C – su un amplissimo territorio italiano. Stiamo dunque parlando di una situazione che va ad aggiungersi alle due settimane di caldo già vissute, con un picco ora eccezionale a cui seguiranno ancora temperature sopra la norma, sebbene più basse.

       

      Temperatura percepita oltre i 45°C

      Avremo allora una percezione, per così dire, di refrigerio, ma soprattutto là dove cadranno acquazzoni e temporali isolati. Tenete conto che un rovescio di pioggia regala una sensazione di sollievo maggiore rispetto a quanto indichi poi il termometro: la percezione umana è cosa ben diversa dalla temperatura percepita calcolata attraverso gli algoritmi e dalla temperatura semplicemente misurata. In meteorologia, infatti, siamo in grado di stimare i valori percepiti combinando temperatura reale, umidità atmosferica e ventilazione.

      Attualmente, così come domani e lunedì, avremo condizioni di temperatura percepita molto elevata, spesso superiore a quella misurata dai termometri. Ecco perché in alcuni approfondimenti abbiamo parlato di valori percepiti oltre i 45°C in Pianura Padana, localmente vicini alla soglia dei 50°C. Questo non significa che il termometro segnerà 50°C, né che sentiremo davvero 50°C: sono però condizioni che restituiscono un indice capace di far preoccupare chi deve, ad esempio, regolamentare le attività all’aperto.

      In Italia, finalmente, stanno entrando in vigore normative man mano più severe, e mi sono documentato sul divieto di svolgere attività all’esterno in condizioni climatiche estreme. Tra l’altro, molte fabbriche – soprattutto le maggiori – stanno installando impianti di climatizzazione: il Paese, insomma, si sta attrezzando seriamente. Nella giornata di ieri è circolato un video virale dalla Francia, dove c’è stato un vero e proprio assalto all’acquisto di climatizzatori, perché là il caldo ha raggiunto un’intensità molto maggiore rispetto a quella che vivremo noi, e per giunta su un territorio dal clima estivo più fresco del nostro. Una zona, dunque, decisamente impreparata a un caldo di tale portata.

      La penisola iberica, ad esempio, è abituata a picchi di 40°C, come può capitare nelle nostre regioni centrali e meridionali: ci si lamenta del gran caldo, ma alla fine si è imparato a organizzare gli ambienti domestici e il lavoro. Una cosa che invece, nel nord Italia, non è ancora concepibile, e lo è ancor meno per i francesi e per i tedeschi, che hanno già misurato 40°C in alcune località e vedranno peggiorare la situazione da oggi e soprattutto domenica.

       

      L’anticiclone ammalato e il rischio grandine

      In tutto questo, come dicevo, ci saranno anche dei temporali. Prima ancora interverranno bolle isolate di aria più fresca, che andranno a modificare la struttura di questa campana anticiclonica insinuandosi al suo interno: avremo, in sostanza, un anticiclone ammalato. Proprio questo favorirà la genesi di temporali, che si svilupperanno anche sul mare, dato che il mare si sta surriscaldando notevolmente e rilascia grandi quantità di umidità. Da qui prenderanno forma pure i temporali marittimi.

      Sulla terraferma, soprattutto, potranno verificarsi temporali di forte intensità, in particolare a inizio della prossima settimana, e questa volta il rischio di grandine è davvero maggiore rispetto al passato: chicchi di grosse dimensioni potrebbero comparire già nella tarda serata di domenica sul nord Italia, colpendo anche aree metropolitane piuttosto importanti. Va detto, innanzitutto, che non si può prevedere dove grandinerà, né stabilire le località esatte interessate dai temporali. Possiamo parlare della probabilità che questi fenomeni si verifichino, ma non del punto preciso e, soprattutto, della loro intensità.

       

      Verso luglio: nuove ondate di calore in vista

      Per concludere, avremo questo grande cambiamento atmosferico: una situazione che ci darà la parvenza di una mitigazione del caldo estivo, ma con temperature ancora ben sopra la media, soprattutto sulle regioni settentrionali. Purtroppo, a mio avviso, anche sul resto d’Italia le cose non andranno bene, perché dai vari modelli matematici non vedo un grande refrigerio, né anomalie negative a 2 metri, se non in modo molto isolato.

      Per esempio, nei primi giorni di luglio si potrebbe osservare una moderata anomalia temporanea nella giornata di giovedì, quando arriveranno molti temporali sulle regioni centrali e su parte del sud Italia, oltre che nelle zone interne di Sardegna e Sicilia, soprattutto di giorno. Nel nord-ovest, invece, avremo temperature sopra la media, mentre tornerà ad aumentare il caldo sulla penisola iberica, a partire dal Portogallo, con il calore che risale dal Marocco.

      Questo grande caldo si espanderà poi verso l’Europa orientale: nei primi giorni della settimana saranno colpite Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Ungheria, parte della Romania, la Bielorussia, i Paesi baltici, parte dell’Ucraina – soprattutto nel settore occidentale – e i Balcani settentrionali. Questa fase di calura andrà poi scemando. Attenzione, però: osservando i modelli a lungo termine, pur tutti da confermare, intorno al 4 luglio si profila una nuova ondata di calore, importantissima sul Portogallo, dove si arriverebbe addirittura ad anomalie di 15°C sopra la media – una follia assoluta – con valori di 10°C oltre la media su tutta la Francia, il Benelux, la Germania occidentale, il sud delle Isole Britanniche, l’Italia nord-occidentale e le coste tirreniche.

      Stiamo parlando di situazioni che, pur portando qualche temporale, alla fine attenueranno il caldo più nella percezione che nei fatti: sarà una sorta di tregua flash, perché il gran caldo tornerà a farsi sentire nel mese di luglio. Osservando le previsioni del centro meteo europeo, verso il 7 luglio una bolla d’aria molto calda tornerà sulla Francia occidentale, con situazioni non troppo diverse da quelle dei giorni scorsi. Questa potrebbe colpire tutta l’Inghilterra centro-meridionale, con temperature anche di 20°C sopra la media: signori, qui parliamo davvero di una follia.

      Nel frattempo, nell’Europa orientale farà più fresco rispetto alla media, con temperature più basse anche nell’entroterra nord-africano, come ad esempio in quello algerino e tunisino: sembrerebbero più contenute, ma non di molto, anche perché da quelle parti il caldo è di per sé molto intenso. Nella prima decade di luglio la calura tenderà a espandersi sensibilmente: secondo il modello europeo, intorno al 9 luglio, raggiungerebbe tutta la Germania e arriverebbe addirittura alla Polonia. Sono previsioni da confermare, lo ricordo, ma l’Italia vedrà comunque anomalie importanti, con una calura persistente soprattutto dal Centro al nord, fino alla Sardegna.

      Rispetto alla norma, però, le nostre anomalie non saranno marcate come quelle di Francia o Germania: questi Paesi hanno una media climatica estiva molto diversa dalla nostra, con massime di poco superiori ai 20°C, e per loro toccare 35°C o 40°C rappresenta una vera follia meteorologica e climatica.

       

      Estremi meteo e cambiamento climatico

      Questi sono gli estremi meteorologici che derivano dal cambiamento climatico. Proprio in questi giorni gli studiosi sottolineano che ondate di calore come quella attuale sono possibili solo perché la temperatura di fondo è salita: un evento del genere, in Francia, cinquant’anni fa avrebbe avuto una temperatura media di circa 3,5°C inferiore. Le ondate di calore vissute in Italia nel 1983, oggi, avrebbero probabilmente svariati gradi in più. Pensate un po’ verso quali eventi meteorologici estremi siamo indirizzati.

      Tutto ciò significa riorganizzare gli ambienti domestici, ripensare le ore di lavoro e, in fondo, riprogettare la vita. Del resto, in molti Paesi del mondo si convive con temperature altissime, persino superiori a queste. Dobbiamo perciò ristrutturare collettivamente abitazioni e infrastrutture, a partire dalla distribuzione dell’energia elettrica, con impianti meno vulnerabili alle alte temperature e capaci di dissipare meglio il calore. D’estate, infatti, i consumi crescono enormemente a causa della diffusione dei climatizzatori, destinati a diventare sempre più presenti nelle nostre vite, come già accade in Nord America.

      Avremo quindi bisogno di una quantità maggiore di energia, e di certo non dovremo affidarci – come ancora avviene da qualche parte – al carbone o al petrolio: l’energia dovrà essere verde e il meno impattante possibile sull’ambiente naturale.

       

       

      Crediti

      • World Meteorological Organization (WMO)
      • Copernicus, programma spaziale dell’Unione Europea
      • Carbon Brief, sullo studio di attribuzione World Weather Attribution
      •  Rivista scientifica Nature
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