(METEOGIORNALE.IT) Gentili lettori, in questo articolo voglio analizzare come potrebbe essere il trimestre estivo. Sappiamo subito una cosa molto importante. Quando trattiamo di scenari meteo non potremo mai sapere se un determinato giorno di giugno o di luglio avrà temporale Nella località X, oppure sole in quella Y. Bisogna andare a linee di tendenza. È quello che voglio mostrarvi in questa mia attenta analisi è il concreto rischio di un’estate a due facce.
Cominciamo con quantificare qualche data
La prima decade di giugno è caratterizzata da un andamento meteorologico piuttosto capriccioso. Pronti perturbati Tutto sommato rapidi ma intensi hanno interessato e interesseranno ancora alcune nostre regioni. Va da sé che, con un tipo di configurazione meteorologica mostrata nella mappa, le regioni che sentono più precipitazioni sono quelle settentrionali, e in particolare le aree a nord del fiume Po.
Attorno al 10 giugno, infatti, l’anticiclone subtropicale tornerà di nuovo a espandersi. Questa configurazione favorirà un aumento della pressione in quota e un rialzo delle temperature, con temperature molto alte al meridione. Attenzione però che non sarà sole e caldo da Bolzano a Siracusa. Le zone più temporalesche dovrebbero proprio essere le Alpi, quelle meno coinvolte da questa nuova cupola calda.
In linea generale, la circolazione atmosferica a livello del Bacino del Mediterraneo Occidentale manterrà una certa ondulazione, che potrebbe favorire lo sviluppo di fenomeni temporaleschi anche quando i geopotenziali in quota saranno piuttosto elevati.

E a metà giugno?
Nella seconda metà di giugno lo scenario potrebbe cambiare nuovamente. Le proiezioni del modello europeo ECMWF indicano un nuovo aumento della pressione in quota su Francia, Spagna e Nord Italia, segnale di un possibile ritorno del caldo intenso. Se tutto andasse in questa direzione, sarebbe lecito pensare non solo a un periodo dalle temperature al di sopra delle medie tipiche di riferimento, ma soprattutto alla quasi totale cessazione dei fenomeni temporaleschi.

Guardando oltre
Sempre analizzando gli scenari di lunghissima gittata, verso l’inizio di luglio, i modelli ECMWF e GFS, che sto analizzando più o meno parallelamente, vedono un periodo leggermente meno caldo e stabile. In questa fase aumenterebbe il rischio di precipitazioni. Successivamente, intorno alla metà di luglio, l’alta pressione subtropicale potrebbe tornare a rafforzarsi, riportando condizioni più stabili e una generale riduzione dell’instabilità.
Nel complesso, tra giugno e la prima metà di luglio si possono individuare due attori principali. Un anticiclone subtropicale che manterrà quasi saldamente il controllo del tempo soprattutto sulle regioni centro-meridionali, area dove non si vedono grandi piogge nelle prossime settimane.
L’altro è un flusso atlantico che, a dispetto di quanto si possa credere, non sarà mai molto debole e quindi potrebbe mandare sulle nostre regioni settentrionali numerosi impulsi, ovviamente a tratti. Stiamo sempre parlando di pattern meteo estivi, quindi sono rare le giornate dove piove 24 ore consecutive.


Europa al caldo
Per quanto riguarda le temperature al suolo, il Centro Meteo Americano CFS-V2 prevede valori generalmente superiori alla media su gran parte del continente. In Italia le anomalie positive dovrebbero interessare quasi tutte le regioni, sebbene in misura meno marcata al Nord. Va comunque ricordato che negli ultimi mesi sono già stati registrati episodi di caldo eccezionale, e soprattutto le anomalie sono confrontate con il clima moderno, quindi già di per sé è molto caldo.
Come è facile intuire dalle mappe che vi mostriamo, il caldo continuerà a farsi sentire per buona parte della stagione, accompagnato da un progressivo aumento dell’umidità e e dalle temperature superficiali marine. Il riscaldamento delle acque, infatti, favorirà un maggiore rilascio di vapore acqueo nell’atmosfera, con un forte aumento di afa nelle zone costiere e un carburante che sarà molto intenso anche per i primi periodi autunnali.

Un ultimo sguardo all’ITCZ
Sono sicuro che molti di voi non sanno di cosa sto parlando. E allora facciamo un piccolo approfondimento. Un ruolo importante potrebbe essere svolto dalla Zona di Convergenza Intertropicale (ITCZ). Si tratta di una fascia atmosferica che separa masse d’aria differenti e indica all’incirca fin dove arrivano le piogge dal monsone di Guinea.
Questo vuol dire che se tale indice è molto in alto indica che anticicloni africani possano farci visita con grande frequenza. Se invece rimane piuttosto basso Allora l’instabilità fa da padrona. Non è un’equazione assoluta e incontestabile, ma è un buon indicatore che ci può dire, con una certa sicurezza, se andiamo incontro a un’estate infernale, molto calda e siccitosa, oppure calda e a tratti piovosa. Ricordando sempre che le condizioni meteo di stampo estivo oramai ce l’abbiamo almeno 4 mesi.
Approfondisci il ruolo dell’ITCZ sull’estate.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)
- ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- Copernicus Climate Change Service – Seasonal Forecasts
- ECMWF – Seasonal Forecasts (Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine)
- Copernicus Climate Change Service – Seasonal Forecasts
- Copernicus – Come leggere le previsioni stagionali
- NOAA Climate Forecast System (CFS) – National Centers for Environmental Information
- NOAA CPC – CFSv2 Seasonal Climate Forecasts
.Climate Impact Company – Europe Summer 2026 Outlook - NOAA Climate Prediction Center – Africa Hazards Outlook e monitoraggio della fascia tropicale africana
- World Meteorological Organization (WMO)

