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L’Italia divisa in due: caldo al Sud, instabilità al Nord
Nei prossimi giorni l’Italia tornerà a dividersi in due sul fronte meteorologico. Le regioni del Sud e gran parte del Centro saranno avvolte da una calda coperta anticiclonica che, giorno dopo giorno, si farà sempre più determinante ai fini di un contesto meteo stabile e molto caldo.
Ci sarà però un angolo d’Italia dove il tempo non riuscirà ancora a mettersi tranquillo. Mi riferisco alle regioni del Nord, dove soprattutto le zone alpine, prealpine e alcuni tratti della Valle Padana resteranno ostaggio delle ondulazioni del flusso oceanico che, a fasi alterne, si abbasseranno spingendo masse d’aria più fresca e umida proprio in direzione settentrionale. Queste masse d’aria più fresche si troveranno a scorrere su un tappeto d’aria più calda, generando così forti contrasti pronti a innescare, a loro volta, lo sviluppo dei classici temporali Termoconvettivi.
Cosa sono i temporali Termoconvettivi
Per chi non lo sapesse, i temporali Termoconvettivi sono fenomeni atmosferici che si sviluppano a seguito del forte riscaldamento del suolo da parte dei raggi solari. Quando il terreno accumula calore durante la giornata, soprattutto nei mesi estivi, trasferisce parte di questa energia all’aria che si trova negli strati più bassi dell’atmosfera. L’aria riscaldata diventa più leggera e tende a salire verso l’alto, dando origine a movimenti verticali che rappresentano il motore principale di questo tipo di temporale.
Man mano che l’aria calda e umida sale di quota, incontra temperature sempre più basse e inizia a raffreddarsi. Il vapore acqueo contenuto al suo interno condensa, formando le nuvole. Se l’atmosfera è sufficientemente instabile e l’umidità disponibile è elevata, le nuvole continuano a svilupparsi in altezza fino a trasformarsi in imponenti nubi temporalesche: i Cumulonembi. All’interno di queste nubi si instaurano forti correnti ascendenti e discendenti che favoriscono la formazione di precipitazioni intense, fulmini, tuoni e, in alcuni casi, grandinate. Il fenomeno tende a manifestarsi soprattutto nelle ore pomeridiane, quando il riscaldamento del suolo raggiunge la sua massima intensità.
I temporali Termoconvettivi si distinguono per il loro sviluppo rapido e per la natura spesso localizzata. Possono interessare aree relativamente ristrette, scaricando in poco tempo grandi quantità di pioggia, mentre zone poco distanti possono rimanere completamente all’asciutto. Sono particolarmente frequenti durante l’estate e nelle aree montuose, dove il riscaldamento del terreno e la conformazione del territorio favoriscono le correnti ascendenti.
A differenza dei temporali associati ai fronti atmosferici – che si formano dall’incontro tra masse d’aria con caratteristiche diverse e possono coinvolgere regioni molto estese – quelli Termoconvettivi nascono principalmente da condizioni locali legate al calore e all’umidità presenti nell’atmosfera. Per questo motivo possono comparire improvvisamente dopo una giornata calda e afosa e dissolversi nel giro di poche ore.
Alpi, Prealpi e Valle Padana nel mirino dei temporali
Insomma, mentre il Sud e gran parte del Centro si godranno una parentesi da piena estate, le regioni del Nord – e in particolare le Alpi, le Prealpi e alcuni settori dell’alta Valle Padana – saranno spesso bersagliate da una fastidiosa attività temporalesca, il tutto accompagnato da un contesto termico decisamente meno caldo. (METEOGIORNALE.IT)
