
Mentre le regioni meridionali e le due Isole Maggiori risentono delle prime, asfissianti avvezioni del promontorio subtropicale sahariano, le regioni Centro-settentrionali continuano ad essere la zona più colpita da questa serie incessante di forti perturbazioni.
Per comprendere le dinamiche climatiche su vasta scala che regolano questo sistema su scala globale, la meteorologia contemporanea non può limitarsi all’osservazione degli eventi locali. È necessario analizzare una delle principali teleconnessioni atmosferiche del comparto euro-asiatico: lo Scandinavia Pattern (SCAND), l’indice d’alta quota che assumerà il ruolo di assoluto timoniere del caos meteo previsto a metà mese sulla nostra Penisola.
Lo SCAND Pattern è un indice climatico che misura le variazioni di pressione atmosferica tra la Penisola scandinava, le Isole Britanniche e la Russia. Questo schema influenza profondamente le condizioni meteo in Europa, determinando periodi di alta pressione o ondate di freddo.
Questo indice si divide sostanzialmente in due fasi principali: la Fase Positiva è associata ad alta pressione (spesso di blocco) sulla Scandinavia e sulla Russia occidentale che, soprattutto durante la stagione invernale, richiama correnti gelide continentali verso l’Europa e l’Italia. La Fase Negativa è invece caratterizzata da anomalie di bassa pressione sulle medesime zone, favorendo un flusso più umido e perturbato proveniente dall’Atlantico verso il Mediterraneo.
COS’È LO SCAND PATTERN: La fisica del blocco anticiclonico nord-europeo
Questa dinamica emisferica trae origine dalla ridotta circolazione zonale alle medie latitudini europee, accentuata dall’accentuazione dell’ampiezza delle onde di Rossby. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli fisico-matematici GFS ed ECMWF confermano che la struttura dello SCAND positivo guiderà le dinamiche sinottiche di metà giugno.
L’anticiclone scandinavo, bloccando le perturbazioni a nord, aprirà un vero e proprio corridoio perturbato sul suo bordo orientale. Il flusso instabile, principalmente di matrice polare-marittima, verrà indirizzato direttamente verso il bacino del Mediterraneo centro-occidentale, irrompendo dalla porta del Rodano e dal Golfo del Leone a causa del transito di profonde saccature a ridosso dei rilievi.
Tale configurazione sinottica impedirà l’avanzata e l’affermazione di una solida area di alta pressione sull’Italia. La costante presenza di una lacuna barica ad ovest della nostra Penisola attiverà un richiamo di correnti piuttosto instabili, esponendo in modo particolare il Nord e i settori tirrenici a un continuo rischio di temporali, in perfetto accordo con le nostre tendenze a lungo termine.
RIFLESSI SULL’ITALIA: Perché metà Giugno sarà ostaggio di super temporali
Le conseguenze dirette di questa nuova dinamica si manifesteranno con una forte variabilità, concentrata specialmente nella settimana tra il 15 e il 21 giugno. L’afflusso di aria fresca e instabile in quota, pilotata dallo SCAND Pattern positivo, si scontrerà frontalmente con un microclima locale già rovente a causa delle precedenti ondate di calore subtropicale. Questo forte sbalzo termico verticale accentua l’energia potenziale convettiva (CAPE), che sulle pianure interne e sui mari raggiungerà valori straordinari.
Secondo la mia prospettiva scientifica, dovremo fare i conti con precipitazioni irregolari e fenomeni meteo estremi. L’energia latente accumulata nei bassi strati fungerà da carburante per la genesi di sistemi convettivi a mesoscala (MCS) e violente supercelle. Questi violenti nubifragi, quasi stazionari a causa di un’alta pressione statica, scaricheranno al suolo la pioggia di un mese in poche ore, accompagnati da improvvise tempeste di vento e chicchi di grandine giganti.
Lo SCAND positivo, in pratica, condanna il mese di giugno a un regime di instabilità persistente, dove il cambio di circolazione atmosferica non avviene in modo graduale. Si scatena invece all’improvviso, sotto la spinta di shock termodinamici immediati e violenti. Questo comportamento imprevedibile rende indispensabile un controllo costante e in tempo reale dei flussi d’aria ad alta quota che si muovono a livello emisferico. (METEOGIORNALE.IT)