(METEOGIORNALE.IT) Il meteo delle prossime settimane continua a regalare spunti decisamente interessanti e, soprattutto, sembra voler smentire ancora una volta chi dava ormai per imminente l’affermazione di un’estate stabile e dominata dal caldo. Le ultime elaborazioni mostrano infatti un quadro atmosferico che resta molto dinamico e che potrebbe riservare una fase sorprendentemente fresca per il periodo, con effetti avvertibili non soltanto al Nord ma anche su gran parte del Centro-Sud.
A far discutere sono soprattutto gli ultimi aggiornamenti del modello europeo ECMWF, che nelle recenti elaborazioni non solo conferma la tendenza già intravista da altri centri di calcolo internazionali, ma in alcuni passaggi propone addirittura uno scenario ancora più incisivo sotto il profilo del raffreddamento.
Da giorni l’attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori è concentrata sulla possibile discesa di aria fredda dalle alte latitudini europee verso il Mediterraneo. Una dinamica che, qualora venisse confermata nei dettagli, favorirebbe la formazione di una profonda area depressionaria in grado di alimentare instabilità diffusa e un deciso calo delle temperature.
L’aspetto più interessante riguarda ciò che potrebbe accadere dopo il primo affondo perturbato. Secondo le più recenti simulazioni, infatti, il Mediterraneo centrale potrebbe continuare a ricevere apporti di aria relativamente fresca provenienti dall’Europa orientale e dall’area balcanica. Una configurazione che contribuirebbe a mantenere il clima piuttosto gradevole anche nei giorni successivi, evitando una rapida rimonta dell’alta pressione subtropicale.
In altre parole, non si tratterebbe soltanto di un passaggio instabile di breve durata. La circolazione atmosferica potrebbe infatti mantenersi favorevole a correnti settentrionali o nord-orientali capaci di alimentare temperature inferiori rispetto a quelle normalmente associate alla seconda decade di giugno.
Naturalmente è bene ricordare che stiamo parlando di una previsione a diversi giorni di distanza e che alcuni dettagli potranno ancora cambiare. Tuttavia, il fatto che più elaborazioni continuino a proporre una linea evolutiva simile aumenta l’interesse verso questa possibile svolta.
Particolarmente indicativi risultano alcuni valori previsti in quota. Le simulazioni mostrano infatti masse d’aria decisamente fresche per il periodo, con temperature attorno ai 1500 metri di altitudine che richiamano scenari più tipici della tarda primavera che dell’estate ormai imminente. Si tratta di parametri che, se confermati, potrebbero tradursi al suolo in temperature massime contenute e soprattutto in serate e prime mattinate decisamente fresche.
Le regioni settentrionali sarebbero naturalmente le prime a risentire di questo cambiamento, ma gli effetti potrebbero propagarsi con decisione anche verso il Centro e il Sud. Anzi, proprio le zone adriatiche e meridionali potrebbero beneficiare maggiormente dell’afflusso di correnti nord-orientali, sperimentando valori termici inferiori alle medie del periodo.
Per questo motivo appare prematuro parlare di una fase estiva pienamente consolidata. L’estate astronomica è ormai vicina, ma l’atmosfera sembra voler seguire percorsi differenti rispetto a quelli osservati in molte recenti stagioni calde. Al momento, infatti, l’alta pressione africana continua a trovare ostacoli importanti lungo la sua strada verso il Mediterraneo centrale.
Questo non significa che il caldo non arriverà. Significa piuttosto che la sua affermazione potrebbe richiedere ancora tempo e che giugno potrebbe proseguire all’insegna di una maggiore variabilità, alternando giornate piacevoli a fasi più instabili e ventilate.
Il meteo dei prossimi giorni sarà quindi fondamentale per capire se questa tendenza riuscirà a consolidarsi definitivamente. Se le attuali proiezioni dovessero trovare ulteriori conferme, molte città italiane potrebbero ritrovarsi a vivere un fine settimana dal sapore quasi primaverile, con temperature serali fresche e ben lontane dagli eccessi tipici delle ondate di calore estive. In altre parole, almeno per il momento, potrebbe essere davvero presto per archiviare felpe leggere e maglioncini, soprattutto nelle ore serali e nelle zone interne della Penisola.
Ci ritorneremo.
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)