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Lo scenario barico che si va delineando sullโEuropa centro-meridionale racconta una storia tuttโaltro che monotona. I due principali modelli matematici di riferimento, lโECMWF del Centro Europeo e il GFS-NCEP statunitense, convergono su un quadro evolutivo movimentato, con unโItalia chiamata a fare i conti con un alternarsi rapido di figure bariche. Si parte da una struttura anticiclonica un poโ fiacca, si passa per unโincursione fresca di matrice atlantica e si arriva, in estensione, a un possibile rinforzo dellโAnticiclone Subtropicale verso la seconda metร del periodo. Insomma, primavera nel pieno della sua imprevedibilitร . Per un quadro dโinsieme aggiornato si veda anche questa analisi sulla svolta di maggio.
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Quadro sinottico per il 4-5 maggio
Il punto di partenza, lunedรฌ 4 maggio e martedรฌ 5 maggio, vedrร lโItalia sotto lโinfluenza di un campo di pressione modestamente livellato, con valori in quota a 500 hPa attorno ai 5650-5700 metri sul Mediterraneo centrale secondo la corsa operativa ECMWF. Una saccatura in quota, originatasi sullโAtlantico settentrionale e ora in transito sul Regno Unito, comincerร a stendere il proprio asse verso le latitudini iberiche.
Il GFS-NCEP propone una lettura sostanzialmente sovrapponibile, con qualche piccola sfumatura sullโinclinazione dellโasse della saccatura, leggermente piรน meridiana rispetto al modello europeo. Differenze, in fondo, di poco conto sul piano applicativo. Sul Settentrione il cielo si mostrerร velato a tratti, con nubi medio-alte in graduale aumento dal pomeriggio. Il Centro vivrร una giornata stabile, mentre il Meridione e le Isole Maggiori, Sardegna e Sicilia, si terranno per ora ai margini di ogni dinamica perturbata.
Le temperature minime, secondo lโECMWF, oscilleranno fra 8ยฐC e 12ยฐC nelle pianure del Nord, con valori prossimi a 14ยฐC lungo le coste tirreniche. Le massime, in attesa del cambiamento, si manterranno gradevoli, fra 22ยฐC e 25ยฐC su gran parte della Penisola. Niente di estremo, niente di drammatico: una primavera che recita la sua parte con il consueto garbo.
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Lโincursione atlantica del 6-9 maggio
La situazione cambierร passo, e nemmeno troppo lentamente, fra mercoledรฌ 6 e venerdรฌ 8 maggio. Il modello ECMWF vede la saccatura allungarsi sul Mediterraneo occidentale, con un minimo barico in quota che traslerร dalla Francia meridionale verso il mar Tirreno. Pressione al suolo in calo deciso sul Centro-Nord, con valori che potranno scendere fino a 1005 hPa sul golfo Ligure entro la mattinata di giovedรฌ 7 maggio.
Le conseguenze? Piuttosto evidenti, diciamolo. Una fase di tempo perturbato investirร a piรน riprese le regioni settentrionali, in particolare i settori alpini e prealpini, dove il GFS-NCEP suggerisce accumuli pluviometrici localmente superiori ai 50-70 millimetri nellโarco di 48 ore. La quota neve, e qui veniamo a un dettaglio interessante per la stagione, si attesterร inizialmente attorno ai 2000 metri sulle Alpi occidentali, per poi rialzarsi verso i 2400-2600 metri. Per i dettagli sulla genesi di questa perturbazione si rimanda al quadro che individua nel 4 maggio lโavvio di una lunga fase di piogge.
Sul Centro italiano, Toscana, Lazio e Umbria in particolare, i due modelli concordano su rovesci sparsi, con possibili temporali pomeridiani lungo le dorsali appenniniche. Il Sud rimarrร ai margini, ma non immune. Campania e Puglia vedranno un aumento dellโinstabilitร a partire da venerdรฌ 8 maggio, con qualche temporale isolato sui rilievi.
I venti meritano un capitolo a parte. Il GFS-NCEP prospetta intense raffiche di scirocco sul mar Tirreno, con punte che potranno raggiungere i 70-80 chilometri orari sulle coste di Sardegna e Lazio. LโECMWF, leggermente piรน conservativo, indica valori massimi attorno ai 60-70 chilometri orari, ma sostanzialmente conferma la dinamica. Il maestrale subentrerร nelle ore successive al passaggio della perturbazione, soffiando teso fra Bocche di Bonifacio e canale di Sardegna.
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Il weekend del 9-10 maggio: tregua o nuovo affondo?
Qui le proiezioni cominciano a divaricarsi un poโ. LโECMWF, nella sua corsa operativa, vede un parziale recupero della pressione al suolo giร nel pomeriggio di sabato 9 maggio, con un campo anticiclonico debole ma sufficiente a riportare la stabilitร sul Centro-Nord. Il GFS-NCEP, invece, mantiene unโattivitร residuale di nuvolositร e qualche rovescio sulle regioni adriatiche fino alla serata di domenica 10 maggio.
Una divergenza, come spesso accade, non clamorosa. Resta utile, in effetti, per ricordare quanto la previsione meteorologica oltre i 5-6 giorni richieda sempre prudenza interpretativa. Le temperature, intanto, subiranno un calo apprezzabile dopo il transito della perturbazione: si parlerร di valori massimi attorno a 18ยฐC-20ยฐC al Nord, fra 20ยฐC e 23ยฐC al Centro, ancora estivi al Sud con punte di 26ยฐC sulla Sicilia orientale. Una conferma di quel braccio di ferro tra maltempo e Anticiclone Africano che caratterizza lโintera prima decade del mese.
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La svolta dellโ11-15 maggio
Da lunedรฌ 11 maggio in avanti, il quadro tenderร a una nuova riconfigurazione. Entrambi i modelli, ECMWF e GFS-NCEP, intravedono una rimonta del campo di alta pressione di matrice subtropicale verso il Mediterraneo centrale. La cosiddetta promontoriale africana, il famoso Anticiclone Africano, comincerร a far sentire la propria presenza, con isoterme a 850 hPa in graduale aumento.
LโECMWF propone valori a 850 hPa che potrebbero raggiungere i 12ยฐC-14ยฐC sullโItalia centro-settentrionale entro giovedรฌ 14 maggio, mentre il GFS-NCEP รจ leggermente piรน caldo, spingendosi fino a 15ยฐC-16ยฐC sulle medesime aree. Tradotto al suolo, e qui occorre una certa cautela, parliamo di temperature massime che potrebbero stabilmente superare i 27ยฐC-28ยฐC sulle pianure interne, con punte locali oltre i 30ยฐC nelle aree piรน riparate. Unโevoluzione in linea con le previsioni che vedono lโestate aprire i battenti in anticipo.
Nessuna anomalia eccezionale, va detto. La media climatologica di metร maggio prevede per molte localitร italiane massime fra 22ยฐC e 26ยฐC, dunque parliamo di uno scarto di 3-5ยฐC rispetto al normale. Significativo, sรฌ, ma compatibile con un episodio di Riscaldamento Globale ormai parte integrante dei pattern primaverili recenti. La pressione al suolo si manterrร su valori elevati, con isobare attorno a 1020-1024 hPa sul Mediterraneo centrale.
Le notti, e questo รจ un dettaglio che spesso sfugge, resteranno fresche allโinizio del periodo. Le minime sulle pianure settentrionali oscilleranno fra 10ยฐC e 13ยฐC, segno che lโinerzia termica del suolo non si รจ ancora completamente smaltita. Solo verso il fine settimana del 16-17 maggio anche i valori notturni cominceranno a salire in modo piรน convincente.
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Verso la metร del mese: 16-19 maggio
Le ultime emissioni dei modelli per la fase finale del periodo analizzato, dal 16 maggio al 19 maggio, prospettano un consolidamento dellโAnticiclone Africano sullโEuropa meridionale. LโECMWF, nelle sue uscite piรน recenti, mantiene un campo di alta pressione vigoroso, con la possibilitร di una prima vera ondata di calore precoce sulle regioni meridionali. Il GFS-NCEP si allinea, pur con qualche oscillazione sul posizionamento del massimo barico. Una linea che alcuni modelli rivedono parzialmente, come emerge da questa lettura ECMWF che ipotizza una svolta piรน fresca fino a metร mese.
Sulla Sardegna, sulla Sicilia e sulle regioni ioniche le temperature massime potrebbero localmente superare i 30ยฐC-32ยฐC giร a partire da lunedรฌ 18 maggio. Sul Nord il caldo si farร piรน temperato, complice lโeffetto mitigatore dei rilievi alpini, ma comunque le massime si attesteranno fra 26ยฐC e 29ยฐC.
Resta un dubbio, e i modelli lo segnalano con discreta evidenza: sul versante settentrionale dellโarco alpino non si esclude un debole impulso instabile fra martedรฌ 19 maggio e mercoledรฌ 20 maggio, capace di innescare temporali di calore sulle Alpi centro-occidentali. Un classico delle stagioni di transizione, in fondo. La pressione al suolo, comunque, resterร su valori prossimi ai 1018-1020 hPa sulla Pianura Padana, indicativi di un contesto generalmente stabile.
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Considerazioni
Il quadro, riassunto in poche righe, sarร questo. Una prima settimana caratterizzata da unโincursione atlantica con maltempo soprattutto al Nord e su parte del Centro, una breve tregua nel fine settimana e poi lโaffermazione progressiva di un regime anticiclonico di matrice africana. La grande variabilitร tipica del mese di maggio italiano, insomma, si conferma anche per il 2026. Aggiornamenti piรน ravvicinati su questa fase si trovano nellโanalisi che giร intravede il risveglio dei temporali e il ritorno dellโAfrica al Sud.
Va da sรฉ che, oltre il decimo giorno, ogni proiezione richiede aggiornamenti continui. La capacitร predittiva sui dettagli, lo sappiamo, decade rapidamente con lโavanzare dellโorizzonte temporale. Restano comunque utili le indicazioni di tendenza, che entrambi i modelli, ECMWF e GFS-NCEP, forniscono in modo coerente.
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Credit:
- ECMWF โ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA NCEP โ Global Forecast System
- Met Office โ Long-range forecast
- Copernicus Climate Change Service โ Seasonal forecasts