Dell’ondata di maltempo ormai imminente abbiamo già scritto tutto, o quasi. Resta da valutare, lo si farà in corso d’opera, l’esatto posizionamento del vortice ciclonico afro-mediterraneo e conseguentemente l’esatta entità, durata e distribuzione delle precipitazioni. Che comunque, giusto ricordarlo, su varie regioni saranno particolarmente intense e persistenti.
La durata del maltempo è l’altro aspetto importante. Perché se è vero che fino a qualche giorno veniva indicata un’intera settimana – la prossima – tra l’instabile e il perturbato è altrettanto vero che nel corso delle ultime c’è stato una virata modellistica importante. Virata che, se confermata, porterebbe notizie positive e quindi notizie orientate verso un miglioramento del tempo.
Quando? Presumibilmente sul finire della prossima settimana, allorquando potrebbe ripresentarsi una propaggine anticiclonica capace di ripristinare sole e temperature tipicamente primaverili. Ed ecco quindi che in tanti si staranno chiedendo, giustamente, se sarà il definitivo miglioramento primaverile. La risposta è no, d’altronde non potrebbe esserlo.
Siamo pur sempre ad Aprile, mese che spesso e volentieri è instabile quanto se non più di Marzo. La presenza dell’Alta Pressione sull’Europa occidentale, quindi, non è affatto garanzia di bel tempo duraturo. Tutt’altro.
Osservando le autorevoli proiezioni modellistiche si evince una rinnovata tendenza meridiana, ovvero una spinta verso nord della struttura anticiclonica. Il risultato? Presto detto: un’irruzione artica verso sud. Ed è lecito domandarsi se tale irruzione, chiaramente se confermata, sarà in grado di spingersi sul Mediterraneo centrale.
Alcuni centri di calcolo internazionali dicono sì, potrebbe raggiungerci. Segnatamente nel corso dell’ultima settimana di Aprile, provocando a quel punto un vero e proprio tracollo termico e un peggioramento meteo degno dell’Inverno. Peggioramento sicuramente insolito, ma si potrebbero rammentare episodi del passato di simile fattura.
Concludiamo dicendovi che si tratta di ipotesi evolutive, non di previsioni. Anzitutto dovremo affrontare il peggioramento della prossima settimana, poi il successivo miglioramento – anch’esso da confermare – infine l’ennesimo peggioramento primaverile.