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Mosca, tempesta di neve da record: vento a 130 km/h

Bufera straordinaria sulla capitale russa nella giornata del 27 aprile, con accumuli fino a 15 centimetri, raffiche oltre i 100 km/h e un ciclone profondo a 978 hPa. È record per fine aprile. Ora la massa d'aria artica si sposta verso ovest e provoca un crollo termico anche in Italia.

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
27 Apr 2026 - 19:19
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Cronaca Meteo, Meteo News
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La tempesta di neve su Mosca.

Una bufera di neve di eccezionale violenza sulla capitale russa

(METEOGIORNALE.IT) Una tempesta di neve di eccezionale violenza ha interessato, nella giornata di oggi 27 aprile, Mosca in Russia. Si è trattata di una vera e propria bufera: vi sono state precipitazioni copiose e al suolo è caduta soprattutto neve bagnata, che ha raggiunto un’altezza compresa tra i 12 e i 15 centimetri di spessore. È stata definita un evento meteo record per la fine di aprile. La temperatura, in alcuni quartieri della città, si è abbassata fino a 0°C.

Il servizio meteorologico russo ha emesso un’allerta meteo arancione per la capitale, segnalando soprattutto raffiche di vento che avrebbero raggiunto i 100 km/h. Nell’aria si è formata una bassa pressione particolarmente profonda, definibile a tutti gli effetti come un ciclone, che ha toccato i 978 hPa. È stata definita dai meteorologi moscoviti come la nevicata più intensa mai registrata in città per la data del 27 aprile.

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Il maltempo ha creato notevoli disagi al traffico su gomma, ormai non più equipaggiato per l’inverno. Nel frattempo anche gli aeroporti moscoviti hanno subito rallentamenti a causa della neve. L’inverno, insomma, è tornato sulla città, anche se le immagini in circolazione non sono molte: pesa la censura che riguarda Internet in questo periodo, oltre ad alcuni problemi tecnici. I video che mostrano Mosca completamente imbiancata sono comunque davvero insoliti per questa stagione. Lo scorso gennaio una storica nevicata aveva già sepolto la capitale russa, in un inverno particolarmente attivo per la Russia europea.

Meteosat con il ciclone di neve su Mosca

Le cause meteo dell’evento

Le cause climatiche di questo fenomeno sono da ricercare principalmente nel ciclone giunto dal Mar Baltico, che si è approfondito sensibilmente tra il 25 e il 26 aprile per poi spostarsi verso l’area di Mosca. Questo sistema depressionario ha agito come una vera e propria pompa, convogliando masse d’aria fredda artica direttamente dal Mare di Barents verso sud, attraverso la Scandinavia e la Russia europea.

C’è da dire che questa massa d’aria fredda si sta ora spostando verso ovest, e infatti andrà a provocare un crollo termico anche in Italia, con cali stimati in alcune località anche di oltre 10°C. È nevicato abbondantemente sulla città di Mosca innanzitutto perché siamo in primavera e le temperature non erano molto basse: è caduta soprattutto neve bagnata. Il ciclone è poi rimasto quasi stazionario per circa 48-72 ore, consentendo un riversamento di aria fredda nei bassi strati e una serie di precipitazioni che, come detto, hanno raggiunto i 15 centimetri soprattutto in periferia.

I danni risultano invece incalcolabili per quanto riguarda la caduta degli alberi: centinaia di esemplari sono crollati sotto le raffiche che hanno superato i 100 km/h, con il vento che, secondo alcune stime, ha toccato anche i 130 km/h in città. Già a inizio anno episodi simili avevano evidenziato la potenza del gelo siberiano in marcia verso l’Europa.

 

Un aprile 2026 fuori dal comune nella Russia centrale

In un contesto più ampio, l’aprile 2026 è stato piuttosto anomalo nella Russia centrale, e parliamo dell’area di Mosca. Dopo un marzo contraddistinto da un caldo record, la capitale è finita ripetutamente nella coda fredda di cicloni provenienti da nord-ovest. Un pattern che ha favorito l’ingresso ripetuto di aria polare, proprio quando la primavera era già avanzata. Anche un anno fa, a inizio maggio 2025, fenomeni simili avevano colpito la regione, a riprova di una variabilità sempre più marcata.

La domanda sorge spontanea: il Riscaldamento Globale ha qualcosa a che fare con tutto questo? I meteorologi del servizio nazionale spiegano che eventi del genere non sono nuovi. Un episodio simile avvenne nell’aprile 2019, e ricorderete che proprio quell’anno il freddo investì anche l’Italia, sebbene non con questa intensità. Secondo il Centro idrometeorologico di Mosca, le primavere stanno comunque diventando molto più variabili rispetto al passato a causa del cambiamento climatico globale: il clima si sregola, sposta in avanti o indietro le stagioni. A volte la primavera arriva in anticipo, altre volte invece l’inverno torna in modo inaspettato, anche tardivamente.

In sintesi, questo evento meteo non ha nulla a che fare con certe dicerie sull’arrivo di una nuova era glaciale: rappresenta piuttosto l’effetto di un ciclone molto profondo e di un’irruzione di aria artica in un periodo di transizione stagionale, resa instabile soprattutto dal cambiamento del clima.

 

Cosa accadrà nei prossimi giorni

La situazione meteo a Mosca migliorerà comunque a partire da mercoledì 29, con lo spostamento del ciclone, e ci sarà anche un sensibile rialzo termico. Nel frattempo il freddo, come detto, si spingerà verso ovest e raggiungerà i Paesi dell’Europa dell’Est e i Balcani, dove sono attese nevicate fino a quote basse. In Italia scenderà la temperatura, anche se stavolta la nostra Penisola non rappresenta l’obiettivo principale dell’aria fredda.

Tuttavia questi cambiamenti climatici sono da tenere in considerazione, perché possono innescare nuove tempeste in primavera. E maggio, mese pienamente primaverile, è ormai divenuto anch’esso particolarmente instabile e variabile, anche da noi in Italia.

 

Credit (METEOGIORNALE.IT)

  • The Moscow Times – Late-April Snowfall Shatters Record in Moscow
  • Xinhua News – Moscow hit by record April snowfall
  • Euronews – Moscow records heaviest snowfall in more than 200 years
  • RTÉ News – Heavy snow in Moscow
  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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