
(METEOGIORNALE.IT) Sembrava finita, e invece no. Le ultime elaborazioni dei modelli meteo parlano chiaro. Ci aspetta una decisa sferzata tardo-invernale, pronta a investire buona parte dell’Italia a partire da mercoledì 18. Chiariamo subito il concetto per i nostri lettori. Non è poi così anomalo. Anzi semmai erano più anomale le temperature che abbiamo avuto nella prima decade di marzo.
Le dinamiche atmosferiche
Il primo mese della Primavera è da sempre molto capricciosa. Fasi miti spazzate via da irruzioni fredde improvvise. Ma quest’anno il quadro è fin troppo eloquente e lineare. Alcuni anticicloni stanno migrando verso il nord dell’Europa, complice una configurazione di NAO negativa che stravolge le normali circolazioni.
Cosa ne consegue? Già da mercoledì 18 avvertiremo il cambio di passo. Una massa d’aria di chiara origine continentale busserà alle nostre porte. In pianura il raffreddamento sarà tutto sommato contenuto. Questo perché avviene mitigato dal sole. Una eventuale affezione gelida lontana dall’inverno non riesce a mostrare il suo potenziale nei bassi strati. Ma attenzione che, salendo verso le cime, la musica cambia.

Cosa dicono i modelli previsionali
È la firma tipica delle fasi atmosferiche condizionate da indici negativi, note proprio per la loro estrema instabilità. Diamo un’occhiata a questa mappa. Sta ipotizzando un’espansione del gelo fino a toccare i 2-4 gradi sotto zero a circa 1500 metri.
Ma c’è un dettaglio cruciale in questa delicata evoluzione. La possibile collisione frontale tra quest’aria fredda da est e una depressione mediterranea dormiente al sud. Se i calcoli dei supercomputer verranno confermati, tra mercoledì 18 e giovedì 19 prenderà vita una vera e propria fase di maltempo organizzato. Per il meridione.

Sorprese bianche?
Molto probabilmente sì. Questo perché, con l’aria fredda in quota, i fiocchi bianchi torneranno a imbiancare le cime dell’Appennino. Dai 700-900 metri in su, i rilievi di Abruzzo, Molise e della vicina Lucania cambieranno completamente veste. Saranno veramente degli scenari suggestivi. L’ultimo regalo di neve a bassa quota perché poi le condizioni meteo da aprile in poi difficilmente promuoveranno irruzioni fredde e simili. Ma staremo a vedere…
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