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      Home » Freddo CONFERMATO dai modelli meteo da Martedì 17: cosa può succedere
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      Freddo CONFERMATO dai modelli meteo da Martedì 17: cosa può succedere

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 14/03/2026
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      4 Min Lettura
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      Contents
        • Le dinamiche della circolazione atmosferica
        • Prendiamo il modello americano GFS
        • Cosa vede il modello europeo
        • Guardando oltre
      • CREDITS

       

      Cambio di scena in campo meteo. Tra martedì 17 e giovedì 19 marzo, una buona parte dell’Europa meridionale e centrale potrebbe fare i conti con un vero e proprio colpo di coda invernale. Aria decisamente fredda in arrivo? Sembra proprio di sì. I principali modelli previsionali concordano sul raffreddamento, ma divergono, e non di poco, sulla traiettoria esatta di questa nuova colata. Ma vediamo gli ultimissimi dettagli.

       

      Le dinamiche della circolazione atmosferica

      Alla base di questo ribaltone troviamo una imponente cambio di configurazione a livello europeo. Stiamo passando in una fase antizonale. Si tratta, per farla semplice, di un flusso di correnti che viaggia in direzione ostinata e contraria rispetto alla consueta marcia delle correnti da ovest verso est.

       

      Questa dinamica spalanca letteralmente la porta a masse d’aria molto più fredde di quelle consuete, in rapido scivolamento dai Balcani verso la parte orientale Mediterraneo. Il nocciolo della questione capire con precisione quanta massa fredda riuscirà a coinvolgere l’Italia.

       

      Prendiamo il modello americano GFS

      La sua sentenza è piuttosto decisa. L’irruzione di aria fredda scenderebbe senza tanti complimenti verso la penisola, puntando dritto al centro e al sud dell’Italia. A farne le spese sarebbero soprattutto Marche, Abruzzo, Molise e Puglia, con una menzione speciale per l’Appennino.

       

      Con i venti tesi da est, le temperature crollerebbero rapidamente sul versante adriatico. Qualche fiocco bianco? Poche precipitazioni, per la verità, ma particolarmente interessante la quota neve. Potrebbe essere anche sotto gli 800 metri. Con qualche spruzzata fin verso i 500.

       

      Il modello americano vede una decisa colata fredda sui Balcani, con parziale interessamento del nostro paese. Freddo abbastanza pungente per il periodo per un paio di giorni.

       

      Cosa vede il modello europeo

      La colata fredda si fermerebbe più sui Balcani, sfiorando appena il medio adriatico. Un raffreddamento più blando, insomma. La Pianura Padana vedrebbe le colonnine di mercurio scendere su valori anche sotto i 10 gradi, questo è vero, ma in un contesto di cieli grigi a ovest, senza precipitazioni degne di nota. Sarebbe un clima fosco, umido e più freddo, ma con pochissime precipitazioni.

       

      Il modello europeo è più cauto e vede una veloce passata fredda della durata di 36-48 ore. Poche precipitazioni e cieli grigi. 

       

      Guardando oltre

      La musica non sembra cambiare di molto. Entrambi i centri di calcolo annusano la persistenza di correnti orientali verso il nostro stivale. Nuovi impulsi moderati potrebbero farsi strada, mantenendo l’Europa del sud nella morsa dei flussi antizonali.

       

      Troppo presto per trarre conclusioni definitive. Possiamo dire, con ragionevole sicurezza, che nella terza decade di marzo non sono previste fasi meteo di stampo primaverile. Ci sarà freddo a oltranza, ma ovviamente non parliamo di temperature invernali. Intendiamo solamente un periodo sotto le medie tipiche di riferimento.

       

      CREDITS

      • World Meteorological Organization (WMO) – Analisi sui modelli globali

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – Dati e carte previsionali

      • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Proiezioni GFS

      • American Meteorological Society (AMS) – Pubblicazioni sulle circolazioni antizonali

      • Royal Meteorological Society – Studi sui flussi freddi europei

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      TAG:circolazione antizonaleirruzione freddamodello ECMWFmodello GFSquota nevetemperature marzoversante adriatico
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