
(METEOGIORNALE.IT) Siamo nel cuore di una fase meteo di blocco. Avevamo trattato in un nostro articolo un interessante approfondimento che vi invitiamo a leggere. Si tratta di una figura barica piuttosto tosta, proprio quella che sta tenendo in scacco l’Europa da ormai una decina di giorni.
Un vasto, anzi vastissimo, campo di alta pressione si è gonfiato con una rapidità che ha dell’incredibile, quasi esplosiva direi, piazzandosi sopra gran parte del continente. Fa impressione come, nel giro di pochi giorni, siamo passati da precipitazioni infinite a un anticiclone Monster come questo.
Gli effetti
Lampanti direi. In primis, temperature schizzate decisamente oltre le medie del periodo, specialmente in Francia e su diverse zone della Spagna. Anche l’Europa centrale non scherza: pensate che in Germania, dove c’era la neve fino a due settimane fa, il termometro è salito di oltre 15 gradi.
Qui in Italia, diciamocelo, ci è andata anche bene. L’anomalia calda si è sentita, eccome, ma è risultata più contenuta. Probabilmente dobbiamo ringraziare il nostro Mar Mediterraneo che, con la sua azione mitigatrice, ha dato una bella smorzata all’intensità di questa ondata di calore fuori stagione.
Senza contare che la Valle Padana, per sua conformazione geografica, è spiccatamente incline a non avere delle impennate termiche in questo periodo dell’anno, grazie al famoso fenomeno dell’inversione termica.
Dome di calore
Tutto questo ci suggerisce che siamo entrati in quella fase dove i cosiddetti Dome di calore vengono con più frequenza. Quelle strutture di alta pressione che all’inizio sembrano solo di passaggio, ma che poi si consolidano e non te le levi più di torno per settimane.
Quando si instaura un blocco atmosferico vero e proprio, diventa un’impresa mandarle via. È un meccanismo che, purtroppo, stiamo osservando con una frequenza preoccupante, e non solo in piena estate ma pure in inverno.
Facciamo un focus sulla stagione estiva
È proprio nei mesi più caldi che le alte pressioni che risalgono dal Nord Africa tendono a espandersi verso l’Europa, creando quel fenomeno opprimente chiamato Heat dome. Una vera e propria cupola di aria compressa che schiaccia gli strati inferiori dell’atmosfera verso il suolo, surriscaldandoli in maniera brutale.
E badate bene, questo processo non guarda in faccia al calendario: è accaduto di recente, tra la Spagna e la Francia centro-meridionale, generando temperature folli pur essendo negli ultimissimi giorni di febbraio. Valori da fine maggio o metà giugno ancora a fine inverno. Non è preoccupante?

Un approfondimento tecnico ma utile
Se d’estate configurazioni del genere sono un vero problema per quasi tutti, perché portano ondate di calore persistenti e asfissianti, quello che più sconcerta è vederle spuntare in stagioni dove ci si aspetterebbe ben altro. In inverno, in linea di principio, l’alta pressione dovrebbe tenere il freddo giù nei bassi strati. Quante volte è capitato con il fenomeno dell’inversione termica!
Invece questi mostri di alta pressione presentano geopotenziali estremi in quota. Per farla semplice. Questo peso enorme schiaccia la colonna d’aria verso il basso, determinando un riscaldamento per compressione adiabatica. Non è quindi solo questione di aria calda in quota, ma proprio un meccanismo fisico legato al comprimere la colonna d’aria. Un fenomeno che dovrebbe essere appannaggio del periodo tra fine primavera e inizio autunno. Ma che negli ultimi anni è arrivato persino nel cuore di dicembre o gennaio!

Le incognite sul mese di marzo
E adesso? Quando finirà questa agonia? Tutti sperano che il mese di marzo riesca a dare una bella spallata, magari con il ritorno delle piogge. Però, a essere onesti, i modelli matematici fanno una fatica bestiale a individuare una data precisa per il via libera alle perturbazioni. Noi li guardiamo quotidianamente, anche più volte al giorno, ma non si vedono dei cambiamenti notevoli.
Al momento, quello che salta all’occhio è proprio la persistenza di questa palude anticiclonica sull’Europa, con un perno proprio tra l’Italia e l’Europa centrale che appare difficile da scalfire. Insomma, abbiamo ancora pazientare. E secondo noi nemmeno per poco.
Sì certo. Qualche pioggia potrebbe arrivare, alcuni temporali lambiranno la Sardegna. Qualche precipitazione può tornare tra il 9 e il 10 marzo. Ma non si vedono quelle belle saccature che possono portare maltempo diffuso e un generale calo termico. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo!
