Sono giorni ormai che l’alta pressione non si schioda dall’Italia. Le giornate sono stabili, le perturbazioni non hanno alcun modo di raggiungere l’Italia, ma alla fin dei conti il tempo non è davvero bello. Siamo ormai a marzo e in molti si aspetterebbero belle giornate di sole con l’alta pressione presente, ma su tantissime città il tempo è grigio, uggioso e autunnale. Come mai?
Perché con l’alta pressione il cielo è grigio?
Il problema risiede proprio nella lunga durata dell’alta pressione, fattore spesso sottovalutato dai non addetti ai lavori, che attribuiscono all’alta pressione il concetto di bel tempo e cielo sereno. Ma non è sempre così, soprattutto nei mesi invernali. È vero, siamo ad inizio marzo, le giornate si allungano e il sole riscalda sempre più, ma alla fin fine l’inverno non è ancora terminato davvero e di notte la temperatura scende con molta facilità. Ed è proprio qui che il tempo cambia.
Di notte, con il cielo sereno o poco nuvoloso, il terreno perde calore rapidamente per irraggiamento. L’aria a contatto con il suolo si raffredda, diventa più densa e tende a restare confinata nei bassi strati. Questo raffreddamento notturno favorisce la condensazione dell’umidità accumulata durante il giorno. E così, quello che inizialmente era solo un velo di foschia si trasforma in uno strato compatto di nubi basse o nebbia, soprattutto nelle pianure e lungo le coste.
Le cause principali di questo cielo grigio sono:
- raffreddamento notturno e condensazione dell’umidità
- ristagno dell’aria nei bassi strati in assenza di ventilazione
Il cielo sereno dei primi giorni dell’alta pressione lascia spazio a nubi basse, foschie e nebbie: più l’alta pressione interessa le stesse città e più l’umidità aumenta, giorno dopo giorno. Poi all’interno del Mediterraneo questo meccanismo si amplifica enormemente visto che il mare evapora senza sosta e contribuisce a far aumentare l’umidità ovunque. Durante le ore di buio tutta questa umidità condensa, dando vita alle nubi basse, davvero ostinate e che faticano ad andar via.
Inversione termica e nubi basse protagoniste
Se manca ventilazione significativa e l’anticiclone mantiene una struttura solida in quota, si crea una vera e propria inversione termica che blocca l’umidità nei bassi strati. Le nubi basse che ne derivano non hanno la forza di svilupparsi verticalmente, ma nemmeno quella di dissolversi facilmente. Restano lì, compatte, talvolta per gran parte della giornata, soprattutto sui versanti tirrenici e in Val Padana.
Le conseguenze di questa situazione sono evidenti:
- cieli grigi e uggiosi anche in presenza di alta pressione
- forti differenze di tempo tra pianure, coste e aree collinari
La presenza del sole è riservata solo a pochi territori fortunati, dove si respira sicuramente aria più primaverile, in virtù di raggi solari sempre più pregni di energia ogni giorno che passa. Nei prossimi giorni ci saranno sprazzi di sereno qua e là, ma le giornate davvero limpide con cieli tersi saranno davvero difficili da ottenere. Il sole dovrà lottare con le molte nubi basse presenti da nord a sud, a cui si aggiungerà anche qualche veloce fronte più organizzato proveniente dalla Spagna, che apporterà addirittura qualche piovasco.
Laddove il sole riesce a farsi strada, soprattutto in collina o nelle aree meno soggette a ristagno, la differenza si avverte immediatamente. L’energia solare di inizio marzo è già ben diversa rispetto a quella di gennaio: l’angolo dei raggi aumenta, il riscaldamento è più efficace e la sensazione diventa quasi primaverile. Ma basta spostarsi di pochi chilometri, verso una pianura o un tratto costiero avvolto dalle nubi basse, per ritrovarsi in un contesto completamente differente, più fresco e umido.
Questa è la tipica faccia dell’alta pressione ostinata di fine inverno: apparentemente stabile, ma non sinonimo di cielo terso e limpido. Finché la struttura anticiclonica non verrà scalfita in modo deciso e finché non si instaurerà una ventilazione capace di rimescolare l’aria nei bassi strati, le nubi basse continueranno a essere le vere protagoniste del tempo su gran parte della nostra penisola.
Per questo approfondimento meteo sono stati analizzati gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli previsionali internazionali, in particolare il GFS – Global Forecast System del NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine, utili per comprendere la persistenza dell’alta pressione e l’evoluzione delle nubi basse nei prossimi giorni.
