(METEOGIORNALE.IT) Ondata di caldo che viene da nord, come è possibile? Ebbene, si tratta di un effetto dovuto a un fortissimo Anticiclone che attualmente è posizionato sulle Isole Britanniche e che, a causa della sua persistenza, tenderà a generare un fenomeno chiamato subsidenza. Si tratta di una compressione dell’aria verso i bassi strati davvero rilevantissima, perfettamente visibile dalla mappa che alleghiamo di seguito.


Questa cartina intende rappresentare la forza estrema dell’Anticiclone che, questa volta, non agisce solo al suolo. Come potete osservare, sulle Isole Britanniche abbiamo valori intorno ai 1040 hPa in Scozia, mentre l’Italia oscillerà tra i 1020 hPa della Sicilia e i 1025 hPa delle Alpi. Tuttavia, è soprattutto la potenza di questa alta pressione in quota a generare una compressione dell’aria tale da far impennare le temperature. Ad esempio, sul Nord Italia avremo un aumento termico a 1500 metri sul livello del mare, in libera atmosfera, di circa 10°C.
Che cos’è l’Heat Dome e perché ci riguarda
Si tratta di una vera e propria fulminea ondata di calore, anche perché, nel giro di pochi giorni, la temperatura scenderà nuovamente sotto gli 0°C. Questo fenomeno si chiama Heat Dome (cupola di calore) ed è lo stesso evento atmosferico che hanno vissuto in Nord America durante il periodo natalizio, portando le temperature fin sulle Montagne Rocciose, come a Denver, su valori fortemente superiori alla media. In alcune località sono stati addirittura toccati record storici.
È evidente che tale dinamica non sia legata esclusivamente alle normali fluttuazioni del clima, ma sia influenzata dai Cambiamenti Climatici che ne accentuano l’intensità. Sono proprio questi i fenomeni che osserviamo durante la stagione estiva e che causano ondate di calore non dovute necessariamente a intrusioni di aria calda africana. In passato, avrete sicuramente notato fasi estive con temperature superiori a quelle registrate sulle coste nordafricane proprio per questa ragione.
L’impatto sull’Italia e il successivo crollo termico
Eventi meteo così rilevanti interessano al momento soprattutto la Francia, ma anche nelle stagioni intermedie se ne vedono ormai diversi. L’Italia sarà coinvolta da questo evento così significativo specialmente sulle regioni settentrionali. La cosa che sorprende è la contemporanea presenza di una forte bassa pressione a nord-est dei Paesi Baltici, la quale sta richiamando aria fredda proveniente dalle regioni artiche. Questa massa d’aria andrà a raffreddarsi ulteriormente sulle zone innevate e sarà quella che, successivamente, dilagherà verso sud e sud-ovest, interessando la nostra Penisola a partire da Capodanno.
Ci troviamo, come ormai spesso accade, di fronte a eventi meteorologici estremi. Non resta quindi che attenderci un’estremizzazione del tempo atmosferico con repentine variazioni della temperatura. Bisogna dire che in Italia abbiamo la fortuna di avere il Mar Mediterraneo che mitiga gli effetti più violenti e, soprattutto, catene montuose che rallentano scarti termici così vigorosi. In questo caso, però, la persistenza del fenomeno può procurare danni ingenti, ad esempio al manto nevoso presente sull’Arco Alpino, con conseguenti disagi per chi pratica sport invernali in un periodo così frequentato.

Un caldo che viene dall’alto
In conclusione, ci aspetta un’ondata di caldo di fine anno decisamente insolita. Non è corretto definirla africana, perché sarà causata dallo schiacciamento dell’aria, un “caldo che viene dall’alto”. Tecnicamente il processo è definito adiabatico ed è dovuto alla presenza di un forte Anticiclone in quota che comprime l’aria nei bassi strati surriscaldandola. Questo fenomeno tenderà comunque a esaurirsi entro pochissimi giorni, con un picco massimo di circa 24 ore, per poi perdere rapidamente intensità sotto la spinta delle correnti fredde.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): ecmwf.int
- NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): noaa.gov
- Rivista Nature Climate Change: nature.com/nclimate
- WMO (World Meteorological Organization): wmo.int

