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Temporali di Marzo: nulla da temere, per ora…

Davide Santini di Davide Santini
09 Mar 2026 - 11:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Siamo oramai da diversi giorni nel mese di marzo. E come Non citare le condizioni meteo temporalesche? Se al Centro e al Sud le nuvole cariche di pioggia in questo periodo ci possono essere senza problemi, discorso diverso per quanto riguarda la Pianura Padana.

 

Fino a qualche anno fa era quasi impensabile vedere fulmini e saette a marzo. Oggi, invece, e in effetti lo confermano i dati degli ultimi vent’anni, questo mese è diventato decisamente più elettrizzante. Non che un tempo fossero impossibili, ma di sicuro non avevano la frequenza di quelli odierni.

 

Il timore della grandine

Quando si scatena un temporale, la paura è sempre quella: la grandine. I ricordi bruciano ancora, eh sì, perché episodi violenti ne abbiamo visti troppi negli ultimi anni. Come dimenticare quel disastroso luglio 2023? Devastazioni in pochi minuti, migliaia di ettari compromessi. Ma facciamo chiarezza e possiamo dirvi di stare tranquilli.

 

È quasi impossibile, o comunque molto improbabile, assistere a eventi di quella violenza nel mese di marzo.. Quando la grandine si fa vedere, tendenzialmente entro aprile, tende a essere modesta, molto localizzata. Chicchi piccoli, a volte si tratta di palline di ghiaccio tenero che fondono subito al suolo. E che raramente fanno danni veri e propri. La situazione, in effetti, inizia a farsi seria più avanti, diciamo che la probabilità di fenomeni intensi cresce gradualmente solo a partire da maggio. E in particolar modo in estate.

 

Come si formano i chicchi giganti

Ma perché a marzo no e a luglio sì? Tutto dipende dalle condizioni atmosferiche, insomma da quanto calore c’è sotto, nei bassi strati. La grandine grossa ha bisogno d cumulonembi, strutture che si sviluppano in verticale per chilometri. E queste nuvole nascono solo se l’aria nei bassi strati è molto calda e, soprattutto, carica di umidità.

 

Una bomba energetica, detto in parole molto forti. Senza questo carburante, i temporali rimangono deboli, producono precipitazioni normali o, al massimo, una piccola grandinatina di poco conto. Che non dovrebbe creare disturbi.

 

Ma allora quand’è che rischieremo?

La risposta è semplice. In estate. Per avere grandinate davvero distruttive serve, come dicevamo, molto calore accumulato nei bassi strati dell’atmosfera. Proprio per questo motivo, almeno fino a maggio/inizio giugno, la situazione resta generalmente sotto controllo.

 

Certo, se allarghiamo lo sguardo, il periodo favorevole ai temporali violenti va da aprile fino a ottobre, diciamolo pure. Ma ricordiamo che l’incubo di avere sassate su macchine, vetrate e Serre molto probabilmente non è appannaggio dei prossimi due mesi.

 

Le condizioni meteo pericolose si sviluppano soprattutto quando sull’Europa meridionale si piazzano i temuti anticicloni africani. Aria caldissima che arriva dal Sahara verso il Mediterraneo, carica l’atmosfera. Poi, quando arriva aria fredda da nord, ecco che nascono violenti temporali e supercelle.

 

I violenti temporali con la grandine grossa e i venti furiosi sono, solitamente, appannaggio del periodo giugno-settembre. È molto difficile che ci siano fenomeni simili già ad aprile e, a maggior ragione, mese di marzo.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA,

EUMETSAT – European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aria calda africanaclima Italiacumulonembigrandine primaverapianura padanatemporali marzovortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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