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      Home ยป Doppio attacco freddo dall’Artico, la Primavera si addormenta
      A Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Doppio attacco freddo dall’Artico, la Primavera si addormenta

      Giร  finito il bel tempo. Arrivano freddo, maltempo, grandine e neve. Almeno due le ondate di freddo consecutive dirette in Italia, a rischio anche Pasqua.

      Raffaele Laricchia
      Raffaele Laricchia
      Pubblicato: 25/03/2026
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      10 Min Lettura
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      Contents
      • Primavera in crisi al suo esordio
      • Prima ondata di freddo: temporali, neve e vento forte
      • Seconda ondata di freddo: settimana Santa a rischio

      Sembrava fatta per la primavera, ma in realtร  si รจ trattato dellโ€™ennesimo fuoco di paglia. Le temperature sono aumentate improvvisamente su tutta Italia nelle scorse ore, addirittura abbiamo registrato massime fino a 20-21ยฐC su molte cittร  da nord a sud, ma si tratta dellโ€™ennesimo scherzetto della natura, come sempre pronta a stupirci. Lโ€™inverno ha ancora qualcosa da dire e ce lo dimostrerร  molto chiaramente nei prossimi dieci giorni.

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      Primavera in crisi al suo esordio

      Giร  vi avevamo avvertito ad inizio mese, mentre si manifestava un precoce final warming in stratosfera, segno della fine ufficiale dellโ€™inverno agli alti piani dellโ€™atmosfera. Gli anni scorsi il riscaldamento finale avveniva tra la fine di marzo e la metร  di aprile (non cโ€™รจ una data precisa annuale in cui avviene), e gli effetti si manifestavano in modo piรน blando nei mesi successivi.

      Quando il final warming arriva cosรฌ in anticipo rispetto alla media, come accaduto questโ€™anno, lโ€™intero equilibrio atmosferico tende a rompersi prima del tempo. Il vortice polare, che durante lโ€™inverno resta compatto e ben strutturato, comincia a perdere consistenza giร  a inizio marzo e questo favorisce una maggiore dispersione delle masse dโ€™aria fredda verso le medie latitudini. In pratica il โ€œserbatoioโ€ di aria gelida non resta piรน confinato attorno al Polo, ma si frammenta e diventa molto piรน mobile, pronto a inviare impulsi freddi verso Europa e Mediterraneo.

      Questo anticipo nei tempi comporta effetti piรน caotici e persistenti: invece di un passaggio graduale verso la primavera, ci si ritrova in una fase estremamente dinamica, fatta di continui sbalzi termici e ripetute irruzioni fredde. Il segnale piรน evidente รจ proprio la facilitร  con cui lโ€™aria artica riesce a scendere verso sud anche a stagione ormai avviata. Non รจ un caso che proprio negli anni caratterizzati da final warming precoci si siano verificati diversi episodi di freddo tardivo tra fine marzo e aprile, con nevicate anche a quote molto basse. รˆ una sorta di โ€œcoda lungaโ€ dellโ€™inverno, che anzichรฉ esaurirsi in modo ordinato continua a manifestarsi a piรน riprese.

      Solitamente ci vogliono tra le due e le tre settimane per osservare gli effetti del final warming nei bassi strati, in troposfera, ed effettivamente ci siamo con le tempistiche.

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      Prima ondata di freddo: temporali, neve e vento forte

      Mappe alla mano la situazione รจ fin troppo chiara: almeno due ondate di freddo rischiano di colpire lโ€™Italia, in appena una settimana. La prima ondata di freddo fuori stagione รจ ormai alle porte: sarร  una frustata fredda di stampo artico che sbatterร  sulle Alpi e darร  vita ad una depressione orografica (sottovento alla catena alpina) sulla Val Padana. Il ciclone che ne verrร  fuori sarร  esplosivo, ossia causerร  un repentino calo della pressione in breve tempo, che si tradurrร  inevitabilmente in fortissime raffiche di vento che sferzeranno nord, centro e sud Italia soprattutto tra questo giovedรฌ e venerdรฌ.

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      Cosa aspettarsi nei prossimi giorni:

      • temperature in picchiata e clima da pieno inverno
      • venti burrascosi e freddi
      • temporali intensi con neve a bassa quota e gragnola
      Ondata di freddo tra 26 e 28 marzo

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      Le temperature scenderanno in picchiata, riportandosi su valori da pieno inverno. Inoltre, giร  posso confermarlo, si svilupperanno numerosi temporali sul nordest e sul versante adriatico. Da questi temporali nasceranno forti rovesci, locali grandinate e soprattutto nevicate tardive. I temporali in questo periodo dellโ€™anno diventano sempre piรน frequenti grazie alla maggior energia presente nei bassi strati, dovuta alla maggior insolazione presente. I contrasti aumentano in presenza di perturbazioni e aria fresca, figuriamoci col passaggio di un nucleo freddo proveniente dallโ€™artico.

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      In questo periodo dellโ€™anno il terreno e gli strati piรน bassi dellโ€™atmosfera iniziano giร  a riscaldarsi durante il giorno, mentre in quota puรฒ arrivare aria estremamente gelida: questo crea un forte gradiente termico verticale che alimenta celle temporalesche molto attive. Allโ€™interno di queste celle temporalesche si sviluppano correnti discendenti capaci di trascinare rapidamente verso il basso lโ€™aria fredda presente alle alte quote, provocando un crollo improvviso delle temperature anche di diversi gradi in pochi minuti.

      รˆ proprio questo meccanismo che consente alla neve di comparire a quote insolitamente basse, talvolta persino in pianura, anche se per brevissimi intervalli. Spesso la precipitazione inizia come pioggia, poi si trasforma in neve mista o gragnola e, nei momenti piรน intensi del rovescio, puรฒ diventare neve vera e propria. Sono fenomeni molto localizzati, legati alla singola cella temporalesca, e per questo difficili da prevedere nel dettaglio.

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      Basti pensare che in quota ci saranno temperature davvero proibitive: parlo di temperature di circa -30ยฐC a 5000 metri di altitudine, tipiche delle ondate di freddo pienamente invernali provenienti dallโ€™artico. Temperature cosรฌ basse, che scorrono su un terreno piรน tiepido, inevitabilmente causano forti turbolenze e temporali. In piรน, lโ€™aria fredda viene trascinata verso il basso durante i temporali, ed ecco spiegato lโ€™improvviso calo delle temperature a cui andranno incontro molti territori del nordest e del versante adriatico nel corso della notte ed il primo mattino di giovedรฌ 26 marzo. La neve scenderร  improvvisamente โ€“ e momentaneamente โ€“ di quota, sfiorando addirittura le pianure di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Marche. Fiocchi di neve sicuri per colline e montagne, dove cadranno diversi centimetri di neve fresca. In pianura la neve sarร  momentanea, pertanto sarร  difficile assistere ad accumuli.

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      Ma le cose potrebbero cambiare con lโ€™arrivo di grandine e gragnola: qualora i temporali scatenassero chicchi di gragnola (la via di mezzo tra grandine e neve), ecco che lโ€™accumulo bianco al suolo diverrebbe molto piรน probabile, visto che resisterebbe molto piรน facilmente della neve. La gragnola diventa un fenomeno molto frequente in queste circostanze di forti turbolenze e con la presenza di aria molto gelida alle medio-alte quote.

      Man mano lโ€™aria fredda scivolerร  verso il centro-sud, per cui anche questโ€™altra porzione dellโ€™Italia dovrร  fare i conti con forti turbolenze, temporali, grandinate e nevicate tardive. Venerdรฌ 27 marzo sarร  indubbiamente la giornata piรน fredda e instabile per il centro-sud: le temperature saranno pienamente invernali, i temporali e gli acquazzoni molto frequenti, cosรฌ come le grandinate o gli episodi di gragnola, anche sui litorali e le pianure. I fiocchi di neve arriveranno fino a 500-600 metri tra Abruzzo, Molise, Puglia settentrionale, Basilicata. Anche piรน in basso, in presenza dei temporali, sullโ€™Appennino centrale.

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      Seconda ondata di freddo: settimana Santa a rischio

      La suddetta perturbazione si allontanerร  pian piano nella giornata di sabato, dopodichรฉ una piccola pausa arriverร  tra la domenica delle Palme e lunedรฌ. Lโ€™ennesima pausa illusoria: ci sarร  un poโ€™ di sole e clima piรน tiepido, ma non dovremo farci trarre in inganno.

      Unโ€™altra ondata di freddo รจ stata ormai inquadrata dai principali centri meteo, e sarร  quella che riporterร  di nuovo lโ€™inverno su tutta Italia. Sarร  anche questa unโ€™ondata di freddo di stampo artico, ma lโ€™obiettivo sarร  direttamente il centro-sud Italia ed il medio-basso Adriatico.

      Ondata di freddo tra 31 marzo e 1 aprile

      Nuovo affondo artico in arrivo:

      • nuova irruzione fredda tra 31 marzo e 1 aprile
      • ancora instabilitร , vento e neve in montagna

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      La settimana Santa, insomma, non partirร  sicuramente nel migliore dei modi. Questโ€™altra offensiva fredda invernale farร  crollare le temperature ovunque tra 31 marzo e 1 aprile. No, non si tratta di un pesce dโ€™aprile anticipato, ma degli effettivi aggiornamenti dei centri di calcolo. Le temperature crolleranno, i venti di tramontana acutizzeranno la sensazione del freddo intenso ed arriveranno ancora acquazzoni, temporali e grandinate. La neve imbiancherร  di nuovo lโ€™Appennino centro-meridionale, fin sotto i 900 metri. Su coste e pianure gragnolate e grandinate saranno piuttosto frequenti. Insomma si respirerร  ancora unโ€™atmosfera tipicamente invernale.

      Anche Pasqua รจ a grosso rischio: la tendenza meteo รจ incerta, non lo nascondo, ma al momento sembra davvero difficile che possa arrivare un solido e duraturo campo di alta pressione. Bisognerร  puntare anche sulla fortuna, vale a dire nellโ€™arrivo di un paio di giorni di pausa dal maltempo e dal freddo, in concomitanza di Pasqua e Pasquetta. Ma chiaramente ci ritornerรฒ nei prossimi aggiornamenti, con informazioni piรน utili e affidabili.

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      Per la redazione di questo contenuto ho utilizzato le principali elaborazioni modellistiche dei centri internazionali: GFS โ€“ NOAA, ECMWF e i dataset ufficiali NOAA.

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      TAG:aprilearticofreddogelomaltempomarzometeometeo aprilemeteo Pasquameteo Pasquettameteo primaveranevePasquaprimavera
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