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Primi cambiamenti del pattern meteo attorno al 4-5 marzo. Fino a quella data non ci sono grandi scossoni. La novità sarebbe un possibile rafforzamento e successiva espansione dell’anticiclone delle Azzorre, la quale si sposterebbe verso latitudini più settentrionali. È ovviamente un punto ancora da chiarire. Ma se ciò avvenisse rappresenterebbe un ribaltone importante rispetto alla situazione attuale. Ne conseguirebbe un intenso scambio meridiano. Cosa intendiamo? Scopriamolo insieme.

 

Dove vogliamo andare a parare

Risulta possibile che l’alta pressione azzorriana possa avere lo spazio e la forza necessarie per allungarsi verso nord, creando una sorta di Ponte anticiclonico. Una simile configurazione meteo creerebbe ai suoi margini delle aree favorevoli all’infiltrazione di aria più fredda proveniente dalle alte latitudini. In altre parole, l’eventuale risalita dell’anticiclone potrebbe rompere la monotonia della circolazione occidentale dominante. Così facendo, ne conseguirebbe la reale possibilità dell’arrivo di masse d’aria più fredde alle medie o basse latitudini.

 

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Ipotetica configurazione meteo attorno all’11-12 marzo. È possibile che ritorna il freddo? Il modello GFS lo sostiene, anche se, giova ricordare, che stiamo parlando di tendenze a oltre 10 giorni. Prima non si vedono grossi scossoni meteorologici in grado di far ribaltare la situazione.

 

Andiamoci molto cauti

Resta però da chiarire quale traiettoria potrebbero seguire queste zone di freddo. Anche perché stiamo parlando solo nel campo delle ipotesi. Secondo lo scenario proposto dal modello European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF), l’aria fredda potrebbe dirigersi prevalentemente verso la Penisola Iberica, favorendo la nascita di una depressione secondaria. Con conseguente maltempo. Il cuore di quest’ultimo sarebbero Spagna e Portogallo, mentre l’Italia risulterebbe piuttosto ai margini. Potrebbe piovere solo di striscio, e oltretutto in un contesto tutt’altro che invernale.

 

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Non ci sono le condizioni per l’arrivo di freddo nei prossimi 10 giorni. Anche il modello europeo vede la discesa di un nucleo freddo ben a ovest del nostro paese. Nessuna regione verrà coinvolta da temperature al di sotto della media.

 

L’altra opzione

Un’ipotesi differente emerge invece dalle elaborazioni del modello National Centers for Environmental Prediction (alla base del sistema GFS). In questo caso, l’affondo freddo assumerebbe una direttrice più orientale. Basterebbero alcune centinaia di chilometri per cambiare tutto. Dato che, una simile configurazione meteo, riporterebbe condizioni di instabilità su buona parte del Paese. Il tutto però con valori oramai da piena primavera e quota neve solo a livello di montagna.

 

Due visioni simili ma non coincidenti

Cari lettori, come avete potuto vedere si tratta di due evoluzioni sotto sotto abbastanza simili, ma con conseguenze sul nostro paese molto diverse. Vengono accomunate dalla seguente cosa: la concreta capacità dell’anticiclone delle Azzorre di estendersi verso nord e modificare il pattern meteo attuale. Resta solo da vedere se ci sarà una o l’altra configurazione, oppure se le cose andranno in maniera diversa. Concludiamo dicendo che il comune denominatore è la mancanza di freddo intenso alle nostre latitudini

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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