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Soqquadro stagionale: Marzo, tantissima neve a quote basse. A rischio Val Padana

Primavera in crisi: marzo e aprile con freddo e piogge sopra la media secondo ECMWF e NOAA

Federico De Michelis di Federico De Michelis
25 Feb 2026 - 19:26
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News, Zoom
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Vortice Polare verso Europa.

(METEOGIORNALE.IT) La primavera vuole andare via. È questo ciò che si intravede osservando i modelli matematici, soprattutto sul lunghissimo termine, in particolare le mappe – comunque tutte da confermare – del Centro Meteo Europeo ECMWF.

Il Centro Meteo Europeo offre uno dei principali modelli matematici a livello mondiale ed è considerato tra i più affidabili, se non il più affidabile, per l’Europa, in una visione d’insieme.

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Nella nostra analisi stiamo però utilizzando la versione che prospetta proiezioni fino a 46 giorni, esattamente sino al 9 aprile. Si tratta quindi di previsioni decisamente a lungo termine. Tuttavia siamo curiosi di capire come potrebbe essere questo primo scorcio di primavera meteorologica, che inizierà proprio domenica.

Orbene, siamo avvolti da un’area di alta pressione, e questo emerge in tutte le previsioni dei modelli matematici. È un anticiclone che tenderà però a migrare verso est, cominciando anche a perdere forza: tenderà a “invecchiare”. Sembra comunque restare abbastanza presente anche nella prima parte di marzo, e questa è una fortissima anomalia che ormai si presenta con una certa ricorrenza.

 

Andando a osservare più nello specifico queste proiezioni emergono peculiarità piuttosto interessanti. L’anticiclone perderà forza e, soprattutto, si raffredderà, in particolare sull’Italia del Nord e su parte del Centro Italia, specie nelle zone interne. Raffreddamento atteso anche nelle aree interne del Sud, così come nella Penisola Iberica e nuovamente in Scandinavia.

Tutte queste aree vedranno temperature sotto la media climatica, quella calcolata sulla base dei rilevamenti di un trentennio di riferimento. Il clima, infatti, viene stabilito su trent’anni di osservazioni, non su periodi inferiori.

 

Per tutta la prima parte di marzo, e addirittura proseguendo verso la fine del mese, si evidenziano valori sotto la norma su gran parte dell’Italia: temperature inferiori anche di 2-4°C, specialmente sulle regioni settentrionali. Non è un elemento trascurabile, anzi è piuttosto significativo.

 

Osservando le precipitazioni previste, queste cominceranno ad arrivare dalla fine della prima decade di marzo, in un contesto che vedrà un calo delle temperature e l’aumento dei fenomeni. Sappiamo bene che nel mese di marzo le precipitazioni possono assumere un’intensità maggiore rispetto ai mesi invernali: questo genera un forte raffreddamento del suolo in coincidenza con i rovesci di pioggia.

 

Durante i rovesci, infatti, lo zero termico si abbassa sensibilmente, trascinato verso il basso dalle precipitazioni stesse, con conseguente riduzione della quota neve. Ecco perché le nevicate potranno comparire anche in modo abbondante sulle Alpi, dove peraltro potrebbero manifestarsi già prima, secondo modelli a più breve raggio previsionale, che tuttavia mostrano ancora una certa incertezza.

 

Nel corso della seconda decade di marzo le precipitazioni tenderanno a estendersi con decisione su tutte le regioni settentrionali. Sul resto dell’Italia non mancheranno, ma risulteranno più contenute rispetto alla media. Va ricordato che marzo è ancora un mese abbastanza piovoso per il Centro-Sud, quindi le piogge saranno presenti, ma non eccessive.

Il contesto termico resterà però sotto la media: valori inferiori anche di circa 4°C rispetto alla norma iniziano a configurare un meteo più tipico di febbraio che di un marzo ormai inoltrato. E questa situazione non sembra volersi esaurire. Anche verso la fine del mese proseguiranno temperature inferiori alla norma e precipitazioni frequenti.

 

Marzo, dunque, si annuncia come un mese ideale per le nevicate su Alpi e Appennini, in un quadro decisamente interessante. Dopo dieci giorni senza grandi precipitazioni organizzate, ci troviamo di fronte a un cambiamento che assume connotati prettamente invernali proprio nel primo mese della primavera meteorologica.

 

Spingendoci oltre, verso la prima decade di aprile, lo scenario non cambierebbe molto. Le precipitazioni vengono viste diffusamente sopra la media su tutta l’Italia, mentre le temperature resterebbero sotto la norma. È quanto emerge sempre dalle proiezioni di ECMWF: valori più bassi rispetto alla media e un mese che potrebbe farci patire un po’ di fresco, se non di freddo. Non il gelo di dicembre o gennaio, ma comunque una situazione di disagio.

 

Per quanto riguarda le precipitazioni, è normale che in primavera siano presenti, anche copiose sulle regioni settentrionali. Tuttavia sono previste quantità superiori alla norma, altro elemento di rilievo. In una visione d’insieme, questa circolazione atmosferica instabile, più perturbata, richiama quasi una fase primaverile avanzata ma, paradossalmente, con caratteristiche poco primaverili.

 

Abbiamo voluto osservare anche cosa propone il Centro Meteo Americano NOAA. Ebbene, anche il modello americano appare piuttosto concorde, soprattutto sulle temperature: valori sotto la media e precipitazioni superiori alla norma.

Tutto questo a carico di una primavera 2026 che sembra non voler decollare come dovrebbe. Si assiste a una contrazione della durata del periodo primaverile a fronte di un’espansione di quello invernale, che però negli ultimi anni si è spesso presentato con anomalie opposte, cioè temperature sopra la media per lunghi periodi e presenza dell’anticiclone africano.

 

Quest’anno, si potrebbe dire, è andata relativamente bene: l’anticiclone africano dovrebbe avere una durata più breve rispetto ad altri anni, anche se parliamo comunque di circa due settimane, non poco. Inizialmente sembrava confinato verso le Isole Canarie e il sud della Spagna, invece si è espanso notevolmente.

Attualmente in Italia le temperature sono molto miti, soprattutto al Centro-Sud, ma risultano estremamente elevate nella Penisola Iberica e in molte aree della Francia, dove si è improvvisamente instaurata una fase quasi estiva, con valori oltre i 25°C e punte che si avvicinano ai 30°C in alcune zone della Spagna. Davvero viene da dire che non ci sono più le stagioni di una volta: viviamo sempre più spesso a ridosso di condizioni atmosferiche estreme.

 

Questa è la tendenza che emerge. Attendiamo naturalmente le conferme, perché si tratta pur sempre di proiezioni fino a 46 giorni. Tuttavia, questi pattern spesso trovano poi riscontro nella realtà, pur con tutte le sfumature del tempo quotidiano, che non sarà costantemente piovoso o freddo.

 

Ho cercato di spiegare nel modo più semplice possibile la linea di tendenza di un periodo piuttosto ampio. Ribadisco che sono previsioni da confermare, ma offrono una visione d’insieme utile per comprendere l’evoluzione generale.

Va ricordato che queste elaborazioni sono disponibili anche in ambito professionale, ma non possono essere utilizzate, attraverso un articolo descrittivo come questo, per assumere decisioni importanti da parte di aziende o enti, né per programmare scelte rilevanti come una vacanza.

 

Crediti
Dati e proiezioni: ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
https://www.ecmwf.int

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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