
(METEOGIORNALE.IT) Siamo alla fine di Aprile e tra pochissimi giorni farà il suo esordio Maggio, con il quadro meteo generale ancora un po’ altalenante. I primi caldi si stanno facendo sempre più decisi e nel mese di maggio ci potrebbe essere la svolta anticipata verso uno scenario climatico tipicamente estivo. Le simulazioni climatiche più aggiornate per l’estate tratteggiano infatti uno scenario a dir poco inquietante per l’Italia ed il Mediterraneo, ma non ci sarà molto da stare allegri in gran parte d’Europa.
Le proiezioni stagionali rilasciate a livello ufficiale dal centro europeo per le previsioni meteorologiche, il rinomato ECMWF, lasciano pochissimo spazio alle interpretazioni ottimistiche o alle speranze. In effetti, l’estate in arrivo sembra ineluttabilmente destinata a finire sotto la schiacciante morsa di una estesa Alta Pressione a tratti persistenti. Tradotto in parole semplici e dirette, questo significa un lungo ed estenuante periodo dominato dal solleone, accompagnato da una cronica latitanza di precipitazioni significative, a parte quelle legate ai temporali a carattere violento ed irregolare.
Gli indici che non lasciano scampo
Ci sono sempre fondamenta matematiche e fisiche solidissime alla base di queste elaborazioni. Gli scienziati incrociano continuamente una mole impressionante di dati per metterli in connessione fra loro. Tutte queste complesse variabili, se lette nel loro insieme da professionisti, indicano coerentemente una stagione estiva caratterizzata da condizioni meteorologiche che difficilmente varieranno dal trend sempre più caldo degli ultimi anni.
Tra alti e bassi il caldo sarà l’elemento dominante. La possibilità di un’estate 2026 nella norma o con temperature contenuta, appare oggi un’ipotesi estremamente remota. Il protagonista indiscusso, il vero tiranno atmosferico di questa caldissima stagione, sarà ancora una volta lui, l’Anticiclone Africano. A maggio probabilmente le sue comparse non saranno ancora così evidenti e vivremo un mese nel quale le anomalie termiche maggiori potrebbero riguardare il Nord Europa, a causa di massimi di pressione probabilmente sbilanciati sulla Scandinavia.
Numeri e dati che spaventano
L’assenza del flusso oceanico atlantico non depone bene con le correnti fresche che avranno difficoltà a bucare lo scudo anticiclonico. Di conseguenza, le temperature si impenneranno rapidamente verso valori costantemente elevati, a tratti localmente eccezionali. Ormai siamo abituati a misurare sempre nuovi record, non sarebbe una novità. I modelli a nostra disposizione indicano anomalie spiccate rispetto alla normale media climatologica di riferimento del periodo fra il 1981 ed il 2016.
Parliamo di un preoccupante surplus termico che galopperà agilmente tra i +1,0°C e i +2,5°C su scala nazionale. I mesi più roventi potrebbero essere luglio ed agosto, quando l’obiettivo delle vampate sarà proprio il nostro Paese, assieme alla Spagna, alla Francia, parte dell’Europa Centrale ed i Balcani. Considerando la potenziale persistenza di ondate di caldo, senza tregue significativa, la fatidica soglia dei 40°C potrebbe essere raggiunta anche laddove un tempo era impossibile o una rarità assoluta. Numeri che un tempo facevano grande notizia e che oggi, purtroppo, rappresentano l’amara normalità quotidiana.
Tra il picco di Luglio e la calura di Agosto, uscire di casa persino nelle ore serali potrebbe comportare il concreto rischio di subire severi colpi di calore o cali di pressione improvvisi. Un pericolo immenso, specialmente per le fasce più fragili della popolazione. Bisognerà tenere in forte considerazione quest’insidia, perché il caldo rappresenta ormai una delle emergenze maggiori con cui dover fare i conti.
Troppo caldo prolungato e rischio siccità
Al caldo feroce e prolungato si aggiungerà presto il dramma silenzioso e inesorabile della grave aridità estiva. C’è da dire che veniamo da mesi super piovosi e soprattutto al Centro-Sud l’acqua a disposizione è generalmente abbondante. Questo è un elemento incoraggiante, anche se sulle regioni settentrionali le riserve idriche e le portate dei fiumi sono in calo e potrebbero generarsi elementi di preoccupazione, in caso di scarsissime piogge nei prossimi mesi.
Le simulazioni idrologiche e territoriali suggeriscono apertamente che i totali pluviometrici potrebbero crollare, registrando ammanchi gravi, stimati con apprensione tra il 20% e il 60% sulle regioni del centro e del nord dell’Italia. Una scarsità d’acqua così persistente e diffusa, unitamente alla calura eccessiva, rappresenta un vero e proprio incubo per l’’agricoltura. I terreni si presenteranno molto presto secchi, profondamente screpolati, del tutto incapaci di trattenere nei propri strati l’umidità vitale.
Aria pesante da respirare
La lunga e monotona calma piatta atmosferica porterà con sé un altro invisibile ospite molto indesiderato nelle nostre giornate. Lo smog legato alle polveri sottili. Senza la giusta ventilazione naturale e senza il provvidenziale lavaggio generato dalle grandi piogge temporalesche, le micro polveri sottili e le pericolose concentrazioni di ozono a bassa quota si accumuleranno giorno dopo giorno in quantità oggettivamente preoccupanti per la salute.
Le metropoli della Pianura Padana, ma anche svariati importanti poli urbani del sud, vedranno la propria qualità dell’aria crollare miseramente ai limiti di guardia. Questo mix chimico letale, composto da forte calore e inquinamento cronico persistente, affaticherà notevolmente i nostri delicati sistemi respiratori, specie in chi si soffre di tali patologie.
Mari caldi ed eventi meteorologici intensi
Anche il nostro amato Mediterraneo sta vivendo la sua preoccupante e silenziosa febbre. Le acque superficiali sono già adesso molto più calde del normale storico. Tutto è dovuto ai periodi soleggiati di aprile, che hanno prevalso sulla dinamicità e le incursioni perturbate. Se questo trend dovesse insistere, rischiamo d’arrivare all’inizio dell’estate con un mare già molto caldo.
Se il sole picchierà forte e senza concedere tregua, nel mese di Giugno toccheremo anomalie termiche marine davvero spaventose, proiettate ben oltre i +3°C rispetto alle medie consuete. Questi mari fortemente surriscaldati immagazzinano un’energia termica spaventosa nei loro vasti abissi e sulla loro vasta superficie. Un vero e proprio gigantesco serbatoio esplosivo pronto a innescarsi. Basterà infatti una minima e rapida infiltrazione in quota di aria fresca dal lontano nord Europa per generare fenomeni atmosferici di inaudita e pura violenza.
Il rischio è quello di avere a che fare con forti Temporali carichi di grandine straordinariamente grossa, molto spesso accompagnati da quelle raffiche di vento lineari devastanti che in gergo tecnico chiamiamo comunemente Downburst. Sempre più spesso la potenza di questi temporali è in grado di causare danni e scenari apocalittici, talvolta accompagnati dalla formazione di tornado. Il meteo estremo è l’altra faccia della medaglia di questo caldo globale così febbrile che non sembra voler rallentare, tutt’altro.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (METEOGIORNALE.IT)
