
(METEOGIORNALE.IT) Pensiamo che sia chiaro abbastanza a tutti che stiamo vivendo condizioni meteo tipicamente autunnali, con frequenti perturbazioni, cieli spesso coperti e precipitazioni diffuse. Non possiamo parlare di inverno. È vero che arrivano numerose nevicate in montagna e tante foto di zone sciistiche stracolme di neve.
Ma stiamo comunque parlando dell’inizio di febbraio! Quindi è normale che ci siano nevicate in montagna e anzi dovrebbero esserci pure a quote molto basse. Ma ecco che potrebbe esserci un importante cambiamento poco prima di metà mese.
L’analisi
Chiariamo subito il concetto. Non sarebbe legato a dinamiche particolari o a eventi rilevanti in stratosfera, ma rientrerebbe piuttosto nei normali meccanismi fisiologici dell’avanzamento stagionale. Quindi non c’entra il riscaldamento stratosferico improvviso.
Il progressivo cammino verso la fine dell’inverno potrebbe favorire una diversa disposizione delle grandi correnti atmosferiche. In tale contesto, i flussi atlantici, finora piuttosto tesi e poco ondulati, potrebbero esserci ma a latitudini via via più alte. Questo vuol dire che il getto medio potrebbe spingersi qualche centinaio di chilometri più a nord.
Anticiclone?
Chiaramente, i modelli meteo cominciano a vedere un probabile arrivo dell’anticiclone. Stiamo parlando di qualcosa di ancora incerto e non particolarmente robusto. Dopo un lungo periodo di latitanza, l’alta pressione potrebbe infatti riaffacciarsi sul Mediterraneo occidentale. E non sarebbe certo un problema, anzi dovrebbe essere vista come una buona notizia, dato l’incessante viavai di perturbazioni.
Questo scenario favorirebbe una graduale rotazione delle correnti, con una maggiore incidenza di flussi provenienti dai quadranti settentrionali. Clima stabile, soleggiato ma non particolarmente caldo. Insomma, un finale di inverno più tiepido, ma senza eccessi.

I westerlies
L’ingresso di correnti nord-occidentali avrebbe come effetto immediato un calo delle temperature su gran parte del territorio nazionale. Ci potrebbero essere delle temperature in leggero ribasso soprattutto nelle zone del Centro e del Sud, che sono più soggette ai richiami caldi tipici di questo periodo.
Tale raffreddamento consentirebbe anche la ricomparsa della neve lungo la dorsale appenninica. Finora la neve in Appennino è stata a quote spesso molto alte, ma non è escluso che possa cadere più in basso. Grazie al cambiamento delle correnti.
Il gelo?
Esattamente come accennato in altri articoli, bisognerà vedere l’eventuale percorso del freddo. Molto dipenderà però dalle correnti e dalla capacità della massa gelida di spingersi verso bassa latitudini. Se gli afflussi più freddi riuscissero a inserirsi con decisione, le nevicate potrebbero ancora spingersi a quote relativamente basse.
In caso contrario, con il progressivo avvicinarsi della primavera, la spinta degli anticicloni comincerebbe a essere maggiore e si percepirebbero condizioni meteo oramai tipiche della nuova stagione, per lo meno di inizio marzo. Ma attenzione che non è detto che faccia subito caldo…

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
