Inverno PIOVOSISSIMO, ecco le conseguenze della troppa pioggia
L’andamento dell’inverno 2025-2026 sta confermando sempre di più una tendenza meteo climatica particolare. Ci troviamo di fronte a una stagione
L’andamento dell’inverno 2025-2026 sta confermando sempre di più una tendenza meteo climatica particolare. Ci troviamo di fronte a una stagione estremamente piovosa. Ciò si origina dal fatto che è in atto una configurazione atmosferica che da settimane domina il continente europeo. Un vero e proprio pattern di blocco. Abbiamo trattato questo fatto in un precedente articolo.
Cosa sta succedendo
Le correnti principali continuano infatti a favorire l’ingresso di masse d’aria umide di origine atlantica. Il clima è mite, perché di certo non è gelido, mentre il vero freddo rimane relegato alle alte latitudini. Di conseguenza, l’Italia resta esposta quasi senza interruzioni a piogge diffuse, rovesci talvolta intensi e frequenti fasi ventose, mentre la neve riesce a cadere a quote basse solo in Piemonte, la regione in assoluto più favorita dal punto di vista geografico e morfologico.
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Piogge estreme
Già abbiamo avuto un dicembre ultra-piovoso in alcune zone del Nord. Gennaio è stato eccezionale in diverse aree del Sud. E come se non bastasse le elaborazioni del modello meteo ECMWF indicano che, entro la metà di febbraio, settori della Calabria tirrenica e della Campania potrebbero addirittura toccare 500 mm. Si tratta di quantitativi assolutamente spropositati, che, in condizioni climatiche normali, si distribuiscono nell’arco di diversi mesi.
Questo dato evidenzia quanto la circolazione atmosferica attuale sia dinamica e persistente, con una sequenza quasi continua di perturbazioni atlantiche dirette verso il Mediterraneo centrale, senza pause. Anche se qualcosa si comincia a vedere nelle tendenze nel meteo, è fondamentale ricordare che troppa pioggia non fa per niente bene.
Cosa rischiamo
Le conseguenze più delicate di questa situazione meteorologica non riguardano soltanto l’immediato, ma si proiettano anche nei prossimi mesi. L’elevata persistenza delle piogge porta infatti alla saturazione dei suoli (già presente in numerose regioni), all’innalzamento dei livelli dei fiumi e a una crescente instabilità dei versanti. Purtroppo, le gravi cronache di Niscemi ne sono un esempio.
Tutti elementi che non fanno altro che aumentare il rischio di frane, smottamenti ed esondazioni in numerose aree del Paese. Se anche la primavera dovesse confermarsi più piovosa della norma, lo scenario potrebbe diventare ancora più critico. Ma quello che stupisce è la rapidità con cui si passa da un pattern meteo estremo all’altro. Vi ricordate la gravissima siccità del 2022 al Nord? Due anni dopo, ecco le alluvioni record. Vi ricordate l’altrettanto grave siccità in Sicilia nel 2024? Adesso c’è fin troppa pioggia…
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
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