
(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo vissuto un mese di gennaio dal meteo a più velocità. La prima parte è stata decisamente fredda, con temperature ben al di sotto delle medie. Poi c’è stata una buona nevicata in Emilia-Romagna, l’unica zona che ha beneficiato di una bella imbiancata. Il resto del Nord invece, molto meno.
Successivamente c’è stato il violentissimo ciclone Harry, che ha provocato un sacco di danni soprattutto tra Sicilia e Calabria. Infine una lunga fase di maltempo, cui siamo ancora dentro, e che non ce ne libereremo per un bel po’. Questo perché i flussi occidentali oceanici saranno molto decisi e prolungati.
Gli indici meteorologici
Questo tipo di scenario, benché più autunnale che invernale, rientra perfettamente nella normalità di una fase dominata da NAO negativa. Avevamo trattato un approfondimento in questo articolo. Tale configurazione favorisce il transito di perturbazioni atlantiche, una infila all’altra, le quali, dopo aver attraversato la Penisola Iberica, raggiungono il Mediterraneo e coinvolgono direttamente l’Italia.
Sebbene sia più tipico di novembre, anche questo fa parte della normale dinamica invernale, soprattutto per le regioni centrali e meridionali, il Sud e le Isole Maggiori, dove proprio l’inverno rappresenta il periodo più piovoso dell’anno. Giova ricordare comunque che il freddo di qualche anno fa non si vede nemmeno nelle regioni meridionali.
Cosa emerge in quota
Quando parliamo di tendenze meteo a lunghissimo termine, non possiamo fare altro che analizzare il Vortice Polare. Dalla mappa che vi mostriamo qui sotto, appare estremamente disturbato e instabile, tanto da tentare più volte di spingere masse d’aria molto fredda verso le basse latitudini. Questa tendenza emerge chiaramente anche dalle proiezioni del Centro Meteo Europeo, soprattutto in vista della prima parte di febbraio.


Due tipi di flussi
Dall’immagine si nota molto bene che il freddo rimane confinato Alle alte latitudini, mentre al di sotto si apre un canale depressionario piuttosto deciso. Ma occhio che potrebbe esserci un piccolo colpo di scena. Non è escluso, anche se poco probabile, che si apra un varco.
L’aria fredda potrebbe avvicinarsi al nostro Paese, spingendosi fino alla Svizzera, per poi scivolare rapidamente verso sud attraverso la porta della Bora o dal Golfo del Leone, sfruttando un corridoio creato da una delle numerose depressioni in transito sul Mediterraneo.

Mancherebbe un niente, anche se…
Basterebbe poco, qualcosa di non prevedibile con precisione a distanza di 15 giorni. Ma attenzione che non vogliamo illudere nessuno. In questo editoriale abbiamo spiegato che la possibilità di avere un varco freddo ci potrà essere non solo nella seconda metà di febbraio ma persino ai primi di marzo.
L’immagine parla chiaro. Il vortice polare sarà instabile fino alla prima decade marzolina. Non è cosa da poco. Attenzione però che vortice debole non sempre vuol dire freddo a tutti i costi in Italia. Però la probabilità aumenta. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire quanto freddo arriverà nelle prossime settimane.
Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
