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NEVE TARDIVA in Valle Padana: evento eccezionale ma non impossibile, è già successo

Davide Santini di Davide Santini
16 Feb 2026 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi anni ci siamo abituati a inverni sempre più avari di neve. Le condizioni meteo sono sotto gli occhi di tutti pure per quest’anno. In Valle Padana È nevicato solo in parte in un’ottima occasione il giorno dell’epifania. Ma in diverse aree della suddetta valle non è caduto nemmeno un fiocco di neve. Di per sé non sarebbe un evento eccezionale se fosse isolato nel tempo. Invece è già il quarto inverno di fila che accade!

 

Episodi del passato

Non è insolito assistere a nevicate tardive dopo un inverno povero di fenomeni freddi. Marzo, in fondo, rappresenta ancora un periodo di transizione e gli episodi di gelo o neve possono essere considerati quasi fisiologici. Addirittura, in casi estremi può capitare pure in aprile. E non è un evento impossibile, benché – sia chiaro – molto poco probabile. Il caso del 1991 risulta uno dei più impressionanti.

 

Un inverno a metà

Quell’anno l’inverno fu molto tardivo. Dopo un dicembre e un gennaio miti abbiamo avuto un mese di febbraio molto freddo, con una importante ondata di gelo. Della durata di circa 15 giorni. Ma poi cambio tutto. Da metà di quel febbraio 1991 arrivò aria più mite e marzo trascorse all’insegna di una primavera anticipata, risultando uno dei mesi più caldi mai osservati all’epoca.

 

Alberi completamente in Fiore e persone addirittura a mezze maniche nelle ore centrali. Cosa non comune nel millennio scorso. Anche l’inizio di aprile proseguì su questa linea, senza alcun segnale premonitore di ciò che stava per accadere.

 

Ondata di gelo impressionante

A metà aprile, infatti, la situazione cambiò radicalmente. Una prima discesa di aria fredda colpì il Sud, mentre il 17 aprile una massa d’aria artica raggiunse il Nord. In poche ore le temperature precipitarono e la sera iniziò a nevicare su vaste aree della Pianura Padana.

 

Tra il 17 e il 18 aprile la neve imbiancò città e campagne, con accumuli significativi soprattutto in Emilia e nel Basso Piemonte, dove si raggiunsero anche i 20 centimetri. Fu un evento straordinario, col tempo di ritorno possiamo pure dirlo secolare.

 

In questo articolo non vogliamo prevedere se ci saranno condizioni meteo di stampo invernale nel cuore di aprile. Ma semplicemente rievocare il passato e ricordare che, anche in epoca di global warming, eventi estremi di questo tipo non sono completamente cancellati, anche se diventano sempre più rari.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: accumuli di neveanomalia climaticaaprile 1991basso Piemontecambiamenti climaticiEmilia Romagnaevento meteo estremofreddo tardivogelo articoglobal warminginverni mitiinverno senza neveneve ad aprilenevicata storica 1991nevicate tardiveondata di gelopianura padanaprimavera anticipataValle Padanavariabilità climatica
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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