Piรน volte abbiamo scritto articoli che delineavano i contorni di un inverno decisamente diverso dal solito, complici degli Indici Climatici che puntavano verso una direzione ben precisa. Questo, in termini pratici, significava attendersi una stagione nettamente piรน fredda su scala continentale. Ma proviamo a tirare le somme, comโรจ andata realmente in Italia? Diciamolo apertamente, abbiamo vissuto un Dicembre a dir poco anomalo. Il Nord Italia ha sperimentato temperature incredibilmente miti, con la Neve rilegata a comparse del tutto sporadiche esclusivamente sulla fascia alpina.
Verso Natale, perรฒ, lโaria รจ cambiata e la colonnina di mercurio ha finalmente iniziato a scendere. Un bel salto rispetto agli ultimi due anni, ricordate le feste passate avvolti in una surreale ondata di calore nordafricano capace di spingersi fino al cuore dellโEuropa centrale? In quellโoccasione toccammo quasi i 20ยฐC tra Germania e i paesi del Benelux. Questโanno la musica รจ stata ben diversa e quelle stesse regioni hanno fatto i conti con il gelo crudo.

Lโestremizzazione delle precipitazioni nel bacino del Mediterraneo
Proprio a cavallo tra Capodanno e lโEpifania abbiamo assistito a un forte abbassamento termico, con gelate molto intense a mordere le regioni settentrionali della nostra penisola. Nel resto dโItalia, invece, il freddo ha fatto solo una timida comparsa, lasciando rapidamente il palcoscenico a un periodo estremamente piovoso, quasi indistinguibile dallโautunno. Certo, sappiamo bene che al Sud Italia il picco massimo delle Precipitazioni si registra storicamente proprio in inverno, ma in questa presunta normalitร climatica abbiamo toccato veri e propri eccessi.
Ha piovuto decisamente oltre le medie stagionali e in lassi di tempo fin troppo ristretti, pause intervallate da improvvisi e duraturi periodi di siccitร . Questa, a conti fatti, รจ la nuova e inequivocabile faccia del nostro clima, lunghe settimane senza una goccia dโacqua alternate a fenomeni atmosferici violenti. Basti pensare agli sbalorditivi 700 millimetri di pioggia scaricati in sole 24 ore nella Sicilia orientale. Fenomeni legati a Precipitazioni Orografiche esaltate dalle raffiche umide di scirocco sulle aree in quota, dinamiche molto simili a quelle che hanno riversato 400 millimetri in Sardegna, sempre nellโimmediato entroterra della costa orientale. Il mese di Dicembre si รจ poi chiuso con un grave deficit pluviometrico al Nord e temperature medie altissime, delineando un inverno che per quelle zone sembrava giร spacciato.
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Le sorprese bianche e i mostri atmosferici
Poi a Gennaio รจ accaduto lโinaspettato. Una intensa Nevicata ha abbracciato gran parte dellโEmilia Romagna, spingendosi audacemente fino alle coste e imbiancando il centro urbano di Bologna.
Un evento meteorologico che, immersi nellโattuale contesto di Riscaldamento Globale, fa enorme notizia. Le immagini delle spiagge romagnole sepolte di bianco hanno fatto il giro del web, eppure, spulciando i registri climatici dellโultimo trentennio, questa dinamica rientra perfettamente in un quadro di normalitร . Il resto di Gennaio ha mostrato un volto freddino al Nord, alternando fisiologiche fasi rigide a parentesi piรน miti, ma la tanto agognata fioccata sulla Pianura Padana ha continuato a disertare lโappuntamento.
Il motivo di questa latitanza va ricercato nellโingerenza estrema di un incredibile flusso dโaria di origine lontanissima, un vero e proprio Fiume Atmosferico nato ai Caraibi. Questa lingua di vapore ha scaricato piogge torrenziali sulla penisola iberica e nubifragi sul Centro e Sud Italia, innescando per giunta un minaccioso Sistema Ciclonico a ridosso di Sardegna, Sicilia e coste ioniche. I danni sui litorali sono stati pesantissimi, pensate che una boa nello Ionio ha registrato onde alte ben 16 metri, numeri che certificano una situazione meteorologica di portata eccezionale. Il vento violento e le Burrasche si sono riproposti prepotentemente anche a Febbraio, insistendo con copiose piogge sulle regioni centro-meridionali.
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Il gelo ha paralizzato lโEuropa centrale settentrionale
Mentre da noi lโatmosfera scimmiottava un bizzarro autunno, appena a nord delle Alpi andava in onda un inverno crudo e dโaltri tempi. Lโaria polare ha regalato scenari suggestivi quanto problematici, bloccando lโaeroporto di Parigi sotto una fitta nevicata, seppellendo lโInghilterra e lโIrlanda, e portando la neve a Madrid per ben due volte nello stesso mese, un evento tuttโaltro che frequente nella capitale spagnola.
A questo punto sorge spontanea la domanda, gli indici climatici avevano sbagliato tutto? Assolutamente no. Il loro compito, lo abbiamo ribadito fino alla noia, รจ delineare proiezioni di massima su scala continentale, non azzeccare la previsione giornaliera su Milano o Roma. Troppo spesso questi strumenti scientifici vengono confusi per strillare lโarrivo della fantomatica tempesta perfetta, una deriva inevitabile. Chi legge i nostri articoli sa bene che le proiezioni stagionali hanno inquadrato alla perfezione un inverno europeo che non si manifestava cosรฌ rigido da oltre ventโanni.
Il gelo siderale ha paralizzato le acque, non solo nel Golfo di Botnia, ma spingendosi prepotentemente a sud fino a congelare le coste del Mar Baltico, toccando le repubbliche baltiche, le coste della Polonia, la Germania orientale e le graziose isolette della Danimarca. Nei Paesi Bassi i famosi canali sono diventati specchi di ghiaccio solidi, trasformandosi in piste di pattinaggio chilometriche sotto i colpi di temperature crollate fino a -15ยฐC. Anche a Mosca le Nevicate sono state eccezionali, saturando un mese di Gennaio che solitamente risulta avaro di precipitazioni. Il meccanismo fisico dietro tutto ciรฒ รจ spietato, unโatmosfera globalmente piรน calda immagazzina enormi quantitร di umiditร , carburante puro che genera precipitazioni singole nettamente piรน intense rispetto ai decenni passati.
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Lโimpatto della NAO e le prospettive di inizio Primavera
Anche il drastico crollo dellโindice NAO, fortemente negativo nellโinverno, ha lasciato un segno, dirottando massicce ondate di maltempo sul Mediterraneo e sulla penisola iberica. Lโazione devastante di questo Fiume Atmosferico ha seminato alluvioni tragiche in Portogallo e in Spagna, dove nei pressi di Siviglia si รจ riversata in poche settimane lโacqua di un intero anno solare, per non parlare delle abbondanti nevicate precipitate sorprendentemente sui rilievi del Marocco.
Ora stiamo assistendo alla risalita invadente dellโAlta Pressione Africana, ma non abituatevi troppo a questo tepore. Gli strumenti di calcolo suggeriscono che questa bolla calda avrร vita breve, costantemente minacciata dallโintrusione incipiente di nuove e fredde correnti oceaniche. Le mappe meteorologiche a lungo termine, aggiornate proprio nelle ultime ore, ribaltano gli scenari e fiutano il ritorno in grande stile di vaste nevicate sullโEuropa centro-settentrionale.
Per lโItalia, lโidea della neve a bassa quota o in Val Padana rimane al momento improbabile, ma stiamo scivolando inesorabilmente verso Marzo, un mese maestro nei colpi di scena. Storicamente, questa finestra di transizione fondeva in modo equilibrato gli strascichi invernali e i primi tiepidi respiri primaverili. Oggi, invece, stiamo assistendo alla lenta agonia della primavera, sostituita da un caotico e violento scontro tra sprazzi dโestate anticipata e ritorni di Gelo Artico. Un mix letale per lโagricoltura, basti rammentare le drammatiche gelate tardive arrivate a spingersi fino a Maggio, con gli agricoltori disperati e costretti ad accendere falรฒ tra i filari per salvare i raccolti.
Insomma, questa superba fiammata anticiclonica, esplosa con una prepotenza inattesa fino a lambire le Isole Britanniche, si sgonfierร esattamente con la stessa rapiditร con cui รจ nata. Nei prossimi giorni la pressione atmosferica subirร un tracollo evidente, riconsegnando le piogge alle regioni tirreniche, al Nord e in Sardegna. Torneremo ad assaporare dinamiche prettamente invernali, ma sempre allโinterno del nostro nuovo e instabile recinto climatico. LโAmplificazione Artica sta riscrivendo le regole del gioco, alterando la spinta delle correnti atmosferiche.
E mentre noi scrutiamo il cielo in attesa dei prossimi rovesci, sul Nord-Est degli Stati Uniti dโAmerica si sta abbattendo la seconda violentissima Bomba Ciclonica della stagione, forte di una conformazione geografica che lascia praterie aperte allโaria gelida canadese, un incubo di ghiaccio da cui noi, protetti dalla debole ma fondamentale Corrente del Golfo, siamo per ora al riparo.
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Credit
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
- World Meteorological Organization (WMO)
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- Nature Climate Change
- Met Office UK