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Caldo, di nuovo anche 40 gradi. Meteo di Settembre inquietante

In questi giorni si parlerà di Erin, un grande uragano, considerato il più imponente mai osservato nell’Oceano Atlantico, che come ciclone

In questi giorni si parlerà di Erin, un grande uragano, considerato il più imponente mai osservato nell’Oceano Atlantico, che come ciclone extratropicale si porterà verso l’Europa.
Verso l’Europa non significa necessariamente sull’Europa, e soprattutto non avremo alcun uragano.

Uragani di tale origine che in passato hanno però raggiunto l’Europa, ecco quelli noti:

Portogallo:

Hurricane Vince (2005) — primo ciclone tropicale noto a raggiungere la Penisola Iberica.

Un altro caso significativo è quello dell’uragano Leslie (2018), che, pur essendo ormai un sistema post-tropicale, ha colpito duramente la costa portoghese — in particolare Lisbona — dopo aver portato venti fino a 190 km/h, lasciando centinaia di migliaia di persone senza elettricità e causando almeno 27 feriti.

Irlanda:

Hurricane Ophelia (2017) — uragano che ha impattato l’Irlanda, causando danni, temporali intensi e fenomeni atmosferici insoliti.

Ebbene, siccome stavolta non avremo alcun uragano in Europa, bensì una bassa pressione che, vista la sua ampiezza, andrà a scombussolare la meteo europea, in Italia avremo un’evoluzione alquanto complessa.

Cosa succederà in Italia

Il Nord Italia sarà coinvolto da una forte fase di instabilità con piogge e soprattutto violenti temporali che potrebbero estendersi su parte del Centro, mentre al Sud, a partire dalla Sardegna e poi su tutto il Centro Italia e la Sicilia, arriverà un’onda di calore africano aggressiva, anche se breve, perché associata a una situazione meteo chiamata prefrontale.

Ma il fronte perturbato non affonderà verso sud, cioè sulle regioni meridionali, che potrebbero rimanere con un clima estivo fino alla fine di agosto.

E sul caldo tornerei a soffermarmi perché c’è parecchio materiale in proposito. In particolare, il Centro Meteo Europeo prevede una prima decade di settembre molto calda, con anomalie delle temperature nel Centro e nel Sud Italia, oltre a un deficit pluviometrico.

Osservando anche le anomalie previste su altri parametri, si evince una chiara firma: l’alta pressione africana che tornerà a colpire con forza il Centro-Sud Italia, la Sardegna e la Sicilia nella prima decade di settembre.

Una calura a inizio settembre non è inedita, però allo stesso tempo può risultare poco piacevole dopo una lunga estate, oltretutto manterrebbe fortemente anomala la temperatura dei mari che, in vaste aree del Mediterraneo, si trovano in piena onda di calore marino.

Anche se non è semplice stimare i picchi di temperatura in un arco di due settimane, ecco che al Sud Italia si potranno raggiungere i 40 °C, valori prossimi ai 40 °C in Sardegna e in Sicilia, o forse persino superiori.

Anche il Centro Italia rischia di toccare nuovamente i 38 °C in alcune località, tra cui Roma.

Insistendo sulla situazione di grande calura e soprattutto sulle previsioni del Centro Meteo Europeo, va detto che a causa del ciclone Erin è molto complicato spingersi oltre pochi giorni di previsione, soprattutto in ambito termico, anche perché tutto dipenderà dalla rotta che prenderà la vasta area di bassa pressione che si formerà quando l’uragano diventerà extratropicale.

Se tale depressione si sposterà più verso l’Europa, a quel punto ci sarà un richiamo caldo ancora più intenso rispetto a quanto attualmente indicato dal modello matematico europeo per l’Italia. A ciò seguirà una fase di marcata instabilità atmosferica per le regioni settentrionali e forse anche per parte del Centro.

Come già accennato, però, più avanti la situazione resta da definire. Or ora abbiamo l’immagine di una prima decade di settembre con anomalie termiche positive e il rischio concreto di un’alta pressione africana soprattutto sulle regioni centro-meridionali italiane, mentre il Nord Italia potrebbe beneficiare del flusso oceanico, con temperature più miti e un eccesso di piogge rispetto alla media.

Per il periodo successivo, cioè nella seconda decade di settembre, possiamo soltanto attenerci alle tendenze mostrate dai modelli matematici, così anche per la terza decade. Questi sposano l’idea di un’Italia con deficit pluviometrici, cioè con la cessazione dell’influenza dell’Oceano Atlantico, e con temperature tendenzialmente superiori alla media.

Una situazione atmosferica molto tipica dei mesi di settembre degli ultimi anni, che hanno visto la prosecuzione della stagione estiva per tutto il mese con brevi interruzioni. D’altronde non siamo più ad agosto o a luglio, siamo nell’autunno meteorologico che, com’è noto, inizia tre settimane prima di quello astronomico.

Credit: l’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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