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Non c’è inverno in questo periodo. C’è un vero e proprio autunno senza fine. Condizioni meteo più tipiche di novembre che di gennaio o febbraio. È un periodo dove la neve è confinata quasi esclusivamente alle Alpi e solo a sporadiche e limitate aree semi-pianeggianti. Gli Appennini poi non ne parliamo. Tantissima pioggia ma Dama Bianca inesistente.

 

Una novità?

Qualcosa sembra muoversi all’orizzonte: proprio in prossimità di metà mese, tra il 13 e il 14 febbraio, i principali modelli previsionali iniziano a intravedere segnali di possibile cambiamento. Non si può ancora parlare di una svolta definitiva e men che meno di qualcosa di sicuro. Diciamo che il pattern meteorologico potrebbe subire una variazione.

 

L’atmosfera potrebbe rallentare i flussi, favorendo una maggiore ondulazione del getto polare e creando le condizioni ideali per consentire a masse d’aria più fredde di spingersi verso basse latitudini. Ovviamente non possiamo dire gelo o neve, ma intanto qualche indizio comincia a emergere.

 

Cosa possiamo notare

Il modello americano GFS propone una dinamica di stampo pienamente invernale. Secondo questa visione, una massa d’aria di origine artica verrebbe intercettata da una depressione in formazione sull’Europa centrale.
Una bella manovra fredda! Anche perché, tale massa sarebbe convogliata verso sud, raggiungendo il Mediterraneo centrale e coinvolgendo direttamente l’Italia.

 

Le conseguenze potrebbero essere un sensibile abbassamento delle temperature e la possibilità di nevicate a quote relativamente basse, soprattutto tra il Nord e parte del Centro del Paese. Il che sarebbe congruo con un vortice polare debole.

 

Maltempo con neve a bassa quota dal 15-16 febbraio in poi secondo il modello americano.

 

L’altra visione

Il modello europeo ECMWF è un po’ più cauto. Non esclude affatto un cambiamento rispetto alla situazione attuale. Ma non per quanto riguarda il freddo. Le sue proiezioni mostrano infatti un’ondulazione meno pronunciata, ma comunque sufficiente a determinare un ricambio d’aria.

 

Le correnti tenderebbero a disporsi da nord-ovest, risultando più tese e portando con sé un generale calo termico su buona parte dell’Europa e dell’Italia. Con questa modalità però il settentrione sarebbe quasi sempre sottovento.

 

Questo vuol dire belle giornate di sole pomeridiane e gelate notte tempo. Quale visione sarà la corretta? Ci saranno dei colpi di scena? Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo.

 

Il modello europeo è più cauto e suggerisce comunque una colata fredda, anche se l’Italia sarà coinvolta in maniera marginale. E soprattutto le correnti da nord-ovest portatrici di grandi precipitazioni.
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