In termini pratici, il vortice non appare destinato a spezzarsi in due lobi distinti, ma a essere spinto fuori asse dal Polo geografico, mantenendo perรฒ una struttura sostanzialmente integra.
Le simulazioni, in particolare quelle del modello ECMWF alle quote stratosferiche intorno ai 10 hPa nella finestra del 12โ14 febbraio, convergono su un forte forcing da parte di una onda planetaria dominante di tipo Wave1, con origine pacifico-aleutinica.
Questa onda รจ in grado di riscaldare e sollevare il geopotenziale sul settore Pacifico-siberiano, comprimendo il nucleo freddo del vortice verso il comparto CanadaโGroenlandia, senza tuttavia โtagliarloโ lungo lโasse atlantico-eurasiatico.
In assenza di una Wave2 sufficientemente robusta, il vortice resta quindi compatto, seppur indebolito e decentrato. Questo dettaglio รจ cruciale: nei casi di split, il getto polare tende a collassare in modo marcato, favorendo scambi meridiani profondi e irruzioni fredde anche verso le medie latitudini europee. In uno scenario di displacement, invece, il getto polare si deforma ma non cede, mantenendo una componente occidentale significativa.
I campi di vento in alta troposfera, in particolare intorno ai 150 hPa, suggeriscono proprio questo comportamento: il flusso zonale sullโEuropa resta attivo e, localmente, puรฒ persino rafforzarsi. Ne deriva una circolazione tesa da ovest o sud-ovest, piรน favorevole a condizioni miti e umide sul Mediterraneo, mentre le masse dโaria artiche trovano una traiettoria preferenziale verso il Nord America e, al massimo, il Nord Atlantico.
Per lโItalia, questo tipo di assetto rappresenta uno degli scenari meno favorevoli alle irruzioni gelide dirette. Senza un lobo freddo euro-asiatico ben strutturato e senza un blocco atlantico solido, la classica retrogressione da nord-est diventa dinamicamente complessa. Il freddo resta confinato alle alte latitudini o oltre oceano, mentre sul nostro Paese prevalgono fasi perturbate atlantiche o intervalli anticiclonici temperati.
Va tuttavia sottolineato che il Vortice Polare nel suo complesso rimane piรน debole della climatologia, segno che il sistema รจ comunque vulnerabile a ulteriori ondulazioni. Questo lascia aperta la porta a fasi piรน dinamiche nel prosieguo del mese, soprattutto qualora il forcing dโonda dovesse modificarsi o propagarsi piรน efficacemente verso la troposfera.
Proprio per lโelevata volatilitร delle soluzioni modellistiche a queste scadenze, lโattuale configurazione va letta come una tendenza evolutiva, non come una previsione deterministica.
I prossimi aggiornamenti saranno decisivi per capire se il displacement resterร lโunico esito dellโevento stratosferico o se, con il passare dei giorni, potranno emergere assetti piรน favorevoli a un coinvolgimento invernale diretto anche sul Mediterraneo centrale.
Credit: questo articolo รจ stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.
