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Home A Scelta dalla Redazione

VALLE PADANA: come mai non nevica più come una volta

Davide Santini di Davide Santini
30 Gen 2026 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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ID 30700285 ©
Eddygaleotti | Dreamstime.com

 

(METEOGIORNALE.IT) Continua a piovere in maniera incessante in Valle Padana. Ma appunto: piove. E non nevica più! Ma cosa sta accadendo al clima? Dove sono finite quelle ondate di maltempo che portavano neve fino in pianura? Che fine hanno fatto le condizioni meteo invernali per settimane? Scopriamo insieme tutte le risposte a queste domande.

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Prima un’introduzione

Al netto di un breve periodo mite registrato nella prima parte di dicembre, con temperature elevate soprattutto in montagna, a partire dalla metà di novembre si sono susseguite numerose fasi perturbate, spesso accompagnate da condizioni di maltempo.

 

Le precipitazioni non sono mancate e in diverse occasioni si sono protratte per giorni interi. Non ci sono state alte pressioni! E questo già è qualcosa di fortemente anomalo visti gli ultimi tempi. E come se non bastasse: ha fatto pure parecchio freddo a gennaio. Ma la neve non si è vista! Se non qualche effimera spolverata occasionale qua e là.

 

Cosa accadeva un tempo

Fino a non molti anni fa, diciamo ai primissimi degli anni 2000, quando masse d’aria fredda di origine continentale si scontravano con correnti umide provenienti dall’Atlantico, si creavano le condizioni ideali affinché la pioggia si trasformasse in neve fino a quote molto basse.

 

E qual era la zona dove il tutto funzionava al meglio? Ma ovviamente la Pianura Padana! Grazie alla sua conformazione geografica che favoriva il ristagno dell’aria fredda nei bassi strati. In particolare, nelle aree occidentali. Dove la neve era qualcosa di garantito almeno una o due volte ogni inverno. Poi c’erano annate dove ne nevicava pure sette o otto!

 

Qualcosa si è rotto

Oggi, però, il meccanismo che garantiva la neve è inceppato e l’inverno in corso ne è un esempio emblematico. Sembra quasi una presa in giro. Nei momenti in cui l’aria fredda era ben presente, vedasi la prima metà di gennaio, spesso mancavano le precipitazioni.

 

Per tutto contro, quando le perturbazioni portavano o portano pioggia come tuttora, le temperature sono sempre leggermente troppo alte, trasformando la neve in pioggia o, nel migliore dei casi, in fiocchi bagnati destinati a fondere rapidamente. Non si vedono più quindi le nevicate di una volta non perché non piova più, anzi paradossalmente ci sono pure più precipitazioni rispetto a un tempo, ma è quasi sempre tutta acqua!

 

E non da ultimo…

A complicare ulteriormente questo quadro già complesso contribuisce il riscaldamento del mare. Le masse d’aria che risalgono dal Mar Ligure e dal Tirreno sono più miti rispetto al passato e riescono a erodere con maggiore facilità quel poco di aria fredda presente nei bassi strati.

 

La combinazione di cuscinetti freddi sempre più deboli e di richiami meridionali più caldi di una volta spiega in modo chiaro perché la neve in pianura sia diventata un fenomeno molto meno frequente rispetto a un secolo fa, ma anche fino a un paio di decenni orsono. E il trend meteo climatico non ci viene incontro…

 

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anomalie climatichearia freddacambiamento climaticoclimaclima invernaleCopernicus Climate Change Servicecorrenti atlanticheECMWFgfsinvernoIPCCmaltempoMar Liguremeteomodelli meteoneveneve in pianurapianura padanapioggiaprecipitazioniriscaldamento globaletemperatureValle Padana
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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