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Inverno SENZA Alta Pressione, una situazione meteo anomala, vediamo perché

Davide Santini di Davide Santini
30 Gen 2026 - 10:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Che sia una stagione estremamente dinamica Lo capiamo tutti. Continue fasi meteo perturbate E assenza di alte pressioni dominanti. Addirittura eccessivamente. Le lamentele non riguardano più l’anomala stabilità, bensì il continuo maltempo, talvolta incessante è davvero esagerato.

 

L’unica fase stabile

Stiamo parlando della prima metà di dicembre. In particolare, il periodo dell’Immacolata è stato accompagnato da giornate piuttosto luminose, cieli sereni e temperature diurne superiori alle medie stagionali. Naturalmente non sono mancate le consuete eccezioni: le inversioni termiche hanno favorito la formazione di nebbie persistenti nelle pianure, mentre le notti fredde hanno portato gelate diffuse.

 

Ha fatto caldo in quota, quasi più che nei bassi strati. Ma alla fine è tutto normale. Solo che da lì sono mancate le figure di stabilità. Anche se per una ventina di giorni non è riuscito a piovere o nevicare In alcune zone del Nord nella prima metà di gennaio, il problema non erano le alte pressioni ma le correnti sfavorevoli.

 

Maltempo incessante

Al di là dei singoli eventi, ciò che merita maggiore attenzione è il peggioramento costante che ha caratterizzato il tempo a partire dalla seconda metà di dicembre. Da allora si sono susseguite numerose perturbazioni, anche eccessive, un pattern meteo più tipico di novembre che di gennaio.

 

Il potente ciclone mediterraneo della scorsa settimana, il temibile Harry, è certamente rimasto impresso nella memoria collettiva, ma è probabile che anche questo persistente dominio delle correnti atlantiche venga ricordato a lungo.

 

Fino ai primi di febbraio gli scenari del modello ECMWF sono chiari. Profondo canale depressionario che coinvolgerebbe in pieno l’Italia. Questo vuol dire maltempo senza sosta. Ma anche assenza di ondate di gelo.

 

La tendenza

Non promette nulla di buono. Secondo le proiezioni meteo attuali, la prima decade di febbraio potrebbe risultare compromessa. L’atmosfera, infatti, è tutt’altro che statica. Anche se i segnali tipicamente invernali, più volte evidenziati nelle analisi precedenti, non solo non sono scomparsi, ma continuano a esserci a diverse latitudini. Più a nord rispetto all’Italia.

 

Il freddo rimane confinato un po’ lontano dall’Italia. Nessuna possibilità di gelo a breve, ma basterebbe un cambiamento del pattern per farci visita…

 

Primavera in ritardo?

Sì e no. Per quanto riguarda la stabilità, magari sarà possibile avere ancora precipitazioni per un lungo periodo. Ma non andiamo troppo oltre. Concentrandoci nuovamente su febbraio, la prima parte del mese dovrebbe mantenere caratteristiche pienamente invernali. Dopo l’attuale fase dominata dalle perturbazioni atlantiche, masse d’aria fredda o addirittura gelida potrebbero riversarsi sull’Europa e sul bacino del Mediterraneo.

 

E il freddo? Non è molto lontano da noi. Nel senso che basterebbe una spallata di un migliaio di chilometri per far cambiare le sorti. Il problema è che, con un pattern meteo europeo di questo tipo, vincerebbero sempre le vigorose correnti atlantiche, piuttosto che quelle continentali gelide.

 

Spiccata fase di maltempo anche per i primi sette giorni di febbraio. Oramai il canale depressionario che si è venuto a creare è molto profondo e non si può smantellare nel giro di pochi giorni.
Spiccata fase di maltempo anche per i primi sette giorni di febbraio. Oramai il canale depressionario che si è venuto a creare è molto profondo e non si può smantellare nel giro di pochi giorni.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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