
(METEOGIORNALE.IT) Che sia una stagione estremamente dinamica Lo capiamo tutti. Continue fasi meteo perturbate E assenza di alte pressioni dominanti. Addirittura eccessivamente. Le lamentele non riguardano più l’anomala stabilità, bensì il continuo maltempo, talvolta incessante è davvero esagerato.
L’unica fase stabile
Stiamo parlando della prima metà di dicembre. In particolare, il periodo dell’Immacolata è stato accompagnato da giornate piuttosto luminose, cieli sereni e temperature diurne superiori alle medie stagionali. Naturalmente non sono mancate le consuete eccezioni: le inversioni termiche hanno favorito la formazione di nebbie persistenti nelle pianure, mentre le notti fredde hanno portato gelate diffuse.
Ha fatto caldo in quota, quasi più che nei bassi strati. Ma alla fine è tutto normale. Solo che da lì sono mancate le figure di stabilità. Anche se per una ventina di giorni non è riuscito a piovere o nevicare In alcune zone del Nord nella prima metà di gennaio, il problema non erano le alte pressioni ma le correnti sfavorevoli.
Maltempo incessante
Al di là dei singoli eventi, ciò che merita maggiore attenzione è il peggioramento costante che ha caratterizzato il tempo a partire dalla seconda metà di dicembre. Da allora si sono susseguite numerose perturbazioni, anche eccessive, un pattern meteo più tipico di novembre che di gennaio.
Il potente ciclone mediterraneo della scorsa settimana, il temibile Harry, è certamente rimasto impresso nella memoria collettiva, ma è probabile che anche questo persistente dominio delle correnti atlantiche venga ricordato a lungo.

La tendenza
Non promette nulla di buono. Secondo le proiezioni meteo attuali, la prima decade di febbraio potrebbe risultare compromessa. L’atmosfera, infatti, è tutt’altro che statica. Anche se i segnali tipicamente invernali, più volte evidenziati nelle analisi precedenti, non solo non sono scomparsi, ma continuano a esserci a diverse latitudini. Più a nord rispetto all’Italia.

Primavera in ritardo?
Sì e no. Per quanto riguarda la stabilità, magari sarà possibile avere ancora precipitazioni per un lungo periodo. Ma non andiamo troppo oltre. Concentrandoci nuovamente su febbraio, la prima parte del mese dovrebbe mantenere caratteristiche pienamente invernali. Dopo l’attuale fase dominata dalle perturbazioni atlantiche, masse d’aria fredda o addirittura gelida potrebbero riversarsi sull’Europa e sul bacino del Mediterraneo.
E il freddo? Non è molto lontano da noi. Nel senso che basterebbe una spallata di un migliaio di chilometri per far cambiare le sorti. Il problema è che, con un pattern meteo europeo di questo tipo, vincerebbero sempre le vigorose correnti atlantiche, piuttosto che quelle continentali gelide.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
