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(METEOGIORNALE.IT) Fermiamoci un attimo e analizziamo il meteo di questa stagione invernale. Se escludiamo un paio di settimane molto miti nella prima metà di dicembre, è da metà novembre che si susseguono ondate di maltempo e temperature talvolta basse. Non sono mancate lunghe fasi di pioggia.
Un appunto
Spesso e volentieri, storicamente la combinazione tra aria fredda e correnti umide di origine atlantica rappresentava la condizione ideale affinché le precipitazioni si trasformino in neve fino a basse quote. Questo funziona molto bene in Valle Padana, grazie alla sua particolare conformazione geografica.
Non tutta però. Soprattutto la sua zona occidentale. Fino a qualche decennio fa era neve garantita. Non diciamo chissà quante volte ma almeno due o tre ogni anno era certo. Adesso questo meccanismo sembra essersi letteralmente inceppato.
Cosa è successo quest’anno
Una sorta di beffa, per chi ama cielo e neve. Quando il freddo era presente, spesso mancavano le precipitazioni; quando arrivavano le precipitazioni, la temperatura risultava leggermente più alta, trasformando la neve in pioggia o in fiocchi bagnati. L’episodio più recente, l’ondata di freddo di gennaio, è stata completamente sprecata per il meteo appassionati della Dama Bianca. Abbiamo trattato un articolo a proposito che vi invitiamo a leggere.

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Non è colpa delle Alpi!
Spesso si dà colpa alla catena alpina, che svolge un ruolo chiaro di barriera, murando i fronti veramente molto freddi. Ma, facciamoci caso. Le Alpi ci sono da milioni di anni! E il crollo della neve ci sono negli ultimissimi.
Il cuscino freddo, che fino a pochi decenni fa era una garanzia, adesso non c’è più.
Come mai? La risposta è abbastanza semplice e logica. Una quota dello zero termico più bassa di 200-400 metri è sufficiente a far crollare la possibilità di neve in pianura. Sembra davvero poco, in fondo 200 metri cosa volete che siano? E invece sono importantissimi.
Questo perché anche un tempo c’è la si giocava sul grado. Solo che talvolta vinceva la neve e talvolta la pioggia, più o meno a metà della probabilità. Ora invece stravince la probabilità di pioggia e solo in maniera molto marginale c’è la neve.
Ci si mette pure il mare caldo…
Oltretutto, per non farci mancare nulla, anche i richiami di masse d’aria marittime da Sud sono più caldi di un tempo. Quindi non solo c’è meno cuscinetto freddo, ma le risalite più calde meridionali riescono a eroderlo con maggiore frequenza. Questi due fattori meteo sono assolutamente essenziali per capire il motivo per cui nevica in maniera enormemente meno frequente rispetto anche solo a mezzo secolo fa.

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