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Fermiamoci un attimo e analizziamo il meteo di questa stagione invernale. Se escludiamo un paio di settimane molto miti nella prima metà di dicembre, è da metà novembre che si susseguono ondate di maltempo e temperature talvolta basse. Non sono mancate lunghe fasi di pioggia.

 

Un appunto

Spesso e volentieri, storicamente la combinazione tra aria fredda e correnti umide di origine atlantica rappresentava la condizione ideale affinché le precipitazioni si trasformino in neve fino a basse quote. Questo funziona molto bene in Valle Padana, grazie alla sua particolare conformazione geografica.

 

Non tutta però. Soprattutto la sua zona occidentale. Fino a qualche decennio fa era neve garantita. Non diciamo chissà quante volte ma almeno due o tre ogni anno era certo. Adesso questo meccanismo sembra essersi letteralmente inceppato.

 

Cosa è successo quest’anno

Una sorta di beffa, per chi ama cielo e neve. Quando il freddo era presente, spesso mancavano le precipitazioni; quando arrivavano le precipitazioni, la temperatura risultava leggermente più alta, trasformando la neve in pioggia o in fiocchi bagnati. L’episodio più recente, l’ondata di freddo di gennaio, è stata completamente sprecata per il meteo appassionati della Dama Bianca. Abbiamo trattato un articolo a proposito che vi invitiamo a leggere.

 

Sempre più spesso la neve è caduta a quote di montagna, lasciando la pioggia nei bassi strati.
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Enrico Aliberti | Dreamstime.com

 

Non è colpa delle Alpi!

Spesso si dà colpa alla catena alpina, che svolge un ruolo chiaro di barriera, murando i fronti veramente molto freddi. Ma, facciamoci caso. Le Alpi ci sono da milioni di anni! E il crollo della neve ci sono negli ultimissimi.
Il cuscino freddo, che fino a pochi decenni fa era una garanzia, adesso non c’è più.

 

Come mai? La risposta è abbastanza semplice e logica. Una quota dello zero termico più bassa di 200-400 metri è sufficiente a far crollare la possibilità di neve in pianura. Sembra davvero poco, in fondo 200 metri cosa volete che siano? E invece sono importantissimi.

 

Questo perché anche un tempo c’è la si giocava sul grado. Solo che talvolta vinceva la neve e talvolta la pioggia, più o meno a metà della probabilità. Ora invece stravince la probabilità di pioggia e solo in maniera molto marginale c’è la neve.

 

Ci si mette pure il mare caldo…

Oltretutto, per non farci mancare nulla, anche i richiami di masse d’aria marittime da Sud sono più caldi di un tempo. Quindi non solo c’è meno cuscinetto freddo, ma le risalite più calde meridionali riescono a eroderlo con maggiore frequenza. Questi due fattori meteo sono assolutamente essenziali per capire il motivo per cui nevica in maniera enormemente meno frequente rispetto anche solo a mezzo secolo fa.

 

Neve indubbiamente molto presente a livello di montagna, anche con innevamenti ottimi soprattutto sulle Alpi di Ponente, ma quasi mai in pianura.
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Jacek Jacobi | Dreamstime.com
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