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Stratwarming e NAO negativa: il mix esplosivo per GELO e NEVE in Italia

Fino ad adesso le condizioni meteo di questo inverno sono state letteralmente a due velocità. Una prima parte è dettata da un dicembre

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Fino ad adesso le condizioni meteo di questo inverno sono state letteralmente a due velocità. Una prima parte è dettata da un dicembre particolarmente mite, anche se molto piovoso in talune zone. E una seconda, con l’ondata di freddo di gennaio. Erano anni che non c’era un freddo simile sul nostro paese. Eppure, potrebbe non essere finita qui. Vediamo in questo articolo due indici climatici che possono giocare a favore di nuove occasioni nevose.

Il riscaldamento stratosferico

Ci troviamo nella Stratosfera, tra i 10 e i 50 km sopra la superficie terrestre. È qui che ogni tanto si verifica un fenomeno straordinario, capace di condizionare il tempo per centinaia di migliaia di chilometri quadrati e così pure per settimane.

Il famoso Sudden Stratospheric Warming (SSW). O riscaldamento stratosferico improvviso. Siamo sul Polo Nord e di colpo avviene una vera e propria impennata termica. In pochissimi giorni, la temperatura (a livello della stratosfera, sottolineiamo!) può aumentare di 40, 50 o 60 gradi!

Le conseguenze

Con un riscaldamento così violento la stabilità del Vortice Polare è assolutamente messa a rischio. Vediamo che stiamo parlando di Termini un po’ tecnici. Ma conosciamo pure il fatto che molti di voi hanno già sentito parlare del vortice. Per chi non lo sapesse, possiamo, per farla in termini molto semplici, paragonarlo a una sorta di trottola che gira vorticosamente e trattiene il freddo.

Finché rimane compatto, mantiene il freddo confinato all’Artico, mentre alle medie latitudini le correnti miti oceaniche ci portano un clima relativamente temperato. A queste condizioni, il gelo Non può arrivare in Italia.
Quando però si verifica uno Stratwarming, il vortice può addirittura invertire il senso di rotazione. I venti iniziano a soffiare da est verso ovest, dando le probabilità di avere una colata gelida da nord-est. Ricordando il fatto che, per avere freddo dalla Russia, serve un inversione di moto del flusso delle correnti.

Un forte riscaldamento in Stratosfera polare può favorire ondate di gelo alle medie latitudini.
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L’altro fattore

Ma questo non basta. Chi ci garantisce che freddo e neve arrivino da noi se ci sono anticicloni in sede mediterranea? Ecco che entra in gioco un nuovo indice: l’Oscillazione Nord Atlantica, la cosiddetta NAO. Quando uno Stratwarming riesce a propagare il suo impulso nella bassa atmosfera, la NAO tende a crollare. Ciò significa che si forma un blocco di alta pressione sull’Atlantico, costringendo l’aria gelida a scendere verso l’Europa centrale e il Mediterraneo.

Quando l’aria fredda continentale incontra correnti umide provenienti dall’Atlantico si creano condizioni perfette per nevicate diffuse e anche a quote basse. Ma attenzione a non cadere in facili giochi. L’equilibrio è davvero delicato e ce la si gioca sul grado. Inoltre, anche con una NAO negativa, non si parla mai di certezze, ma solamente di probabilità.

De per avere importanti fasi di maltempo invernale non basta che ci sia uno stratwarming, ma serve che possano comunicare il flusso atlantico e il freddo russo, a tal proposito entra in gioco l’indice NAO.
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C’è pure un paradosso

Anche con il riscaldamento globale continuiamo a osservare gelate e fasi di freddo intenso. Un Artico più caldo riduce il gradiente di temperatura tra Polo e Equatore, indebolendo il Vortice Polare e rendendolo più vulnerabile agli Stratwarming. Così potremmo vivere inverni generalmente più miti, interrotti da improvvise ondate di gelo. Tutto questo è merito della famosa amplificazione artica. Ne abbiamo trattato in tanti articoli.

Per concludere, rimarchiamo il fatto che in questo articolo non abbiamo assolutamente trattato previsioni meteo. Non stiamo dicendo che a febbraio ci possano essere ondate di gelo o nevicate colossali. Vogliamo solo dire che, alla luce di tutto, si potrà sperare in un’altra occasione di freddo qualora gli indici fossero a nostro favore.

Le tempeste di neve sono piuttosto rare nel nostro clima, proprio perché siamo nella fascia temperata mite. Ciò non toglie che, in rari casi, possono essercene anche da noi.
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Crystal Craig | Dreamstime.com

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA,

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

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