Il quadro medio evolutivo della circolazione a scala euro-atlantica, non offre un granchรฉ di spunti in chiave invernale, perlomeno per i prossimi 10 giorni e magari anche oltre.
Abbiamo in precedenti analisi ampiamente rilevato, infatti, che la circolazione รจ governata da un flusso umido atlantico, mediamente non freddo per l’area mediterranea, ma anche per buona parte dell’Europa centro-occidentale, se non temporaneamente moderatamente freddo per qualche settore iberico;
altro discorso, invece, per la parte Nord-orientale del continente, che continua a rimanere esposto a un flusso freddo artico e certamente meno influenzato da quello piรน mite oceanico.
Abbiamo altresรฌ rilevato, perรฒ,ย che, gran parte degli indici climatici stagionali e un po’ tutti gli indicatori sulle possibili evoluzioni bariche nel lungo periodo, sono piuttosto allineati (e non si vede spesso un allineamento del genere) nel prospettare un consistente cambio di scenario circolatorio,ย a partire dalla seconda decade di febbraio, poi per il resto del mese e, verosimilmente, con strascichi anche in marzo.
Filo conduttore di questo cambio di scenario visto da quasi tutti gli indicatori, sarebbe una inversione della circolazione generale a scala euro-atlantica: nella sostanza, il flusso zonale sparato Ovest/Est che abbiamo in questi giorni, perderebbe fortemente vigore e, a esso, andrebbe sostituendosi progressivamente una manovra antizonale, dunque con circolazione che tenderebbe a provenire, proprio all’altezza del vecchio continente, dai settori settentrionali o orientali.
Si tratterebbe, naturalmente, di un cambio significativo della qualitร delle masse d’aria: da quelle umide e perturbate, ma anche miti oceaniche, si passerebbe a masse d’aria prevalentemente fredde artiche o artiche continentali, questo a scala generale Europa. Quante probabilitร ci sono che questa manovra possa accadereโ?
Allo stato attuale dei dati, soprattutto prendendo in considerazione quelli provenienti dalla Stratosfera, le probabilitร salgono giorno per giorno, a pescindere poi se in quella sezione atmosferica possano verificarsi eventi di Warming Major, con Split del Vortice Polare o, magari eventi di minore clamore.
Ci sono dati indicanti una significativa debolezza del VP, specie in progredire, i quali, benchรจ si riferiscano a un range temporale ancora piuttosto in lร , hanno una buona credibilitร , circa del 40/50%, che non รจ affatto male, per di piรน con percentuale in crescita.
Che la circolazione, nel giro di 10/15 giorni circa, possa assumere un andazzo piรน meridiano e invernale a scala continentale, appare piuttosto plausibile. Ma, in questo quadro evolutivo, l’Italia come potrebbe essere messa?
Sotto questo aspetto, le ipotesi di tendenza si complicano. Ci sarebbe, sostanzialmente, giร una sorta di solco artico tracciato in Troposfera sullo scacchiere europeo, solco riguardante una possibile corsia preferenziale dell’aria fredda, se non altro perchรจ giร in diverse fasi, nella prima parte di questo inverno, la Troposfera, per vicende tutte proprie, ha concesso diverse azioni polari verso il vecchio continente.
La strada o il solco tracciato, avrebbe una traiettoria un o’ piรน centrale verso il vecchio continente, meno tendente a porsi medio-bassa. Dunque, dalla seconda decade di Febbraio, le possibilitร che torni il freddo e anche serio su Europa crescono di giorno in giorno e la tendenza si fa semrpe piรน credibile.
Circa l’Italia, essa potrebbe entrare nei giochi freddi piรน con la parte settentrionale e magari, a fasi alterne, con quella centrale, meno con la parte meridionale per un possibile asse prevalente dei fronti freddi artici piรน orientato a Ovest. Insomma un possibile coinvolgimento parziale, piรน che sostanzioso e, magari, per fasi piรน circoscritte.
Questo in linea di massima. Ci sarebbe da rilevare, perรฒ, che la possibile entrata in gioco piรน impattanteย della Stratosfera, magari anche con Split del VPS, potrebbe amplificare l’azione artica e consentire che il flusso freddo possa rompere gli argini del solco pregresso e tracimare con sostanza anche verso buona parte del Mediterraneo, coinvolgendo, per alcune fasi, in azioni spiccatamente invernali, l’itera penisola.
Dunque, molta carne al fuoco per l’ultima parte di inverno, a iniziare dalla seconda decade di febbraio 2026. Seguiranno quotidiani aggiornamenti su questa interessante, in chiave invernale, ipotesi di tendenza.Su elaborazione dati delย Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).