Le tendenze meteo per la prima decade di febbraio sono volte a un periodo perturbato. Pare piuttosto lampante un possibile esordio caratterizzato dal ritorno del maltempo a più riprese, piogge diffuse e ventilazione sostenuta.
Cosa potrebbe succedere
Come già sottolineato in più occasioni, la stagione invernale in corso si distingue nettamente rispetto a quelle degli ultimi anni. Per una volta, non c’è l’ingombrante presenza dell’anticiclone. Al suo posto, perturbazioni a raffica. Se togliamo un periodo statico attorno a metà dicembre, questo trimestre invernale sta risultando veramente ricco di precipitazioni e di occasioni di maltempo.

Non farà freddo
Dal punto di vista termico, data la matrice oceanica, il quadro generale non risulterà mai rigido, soprattutto per le regioni centrali e meridionali, dove le condizioni meteo ricorderanno più l’inizio della Primavera. Ma attenzione. Diversa potrebbe essere la situazione al Nord, dove non si possono escludere episodi di rientro d’aria più fredda.
Sia per particolare conformazione geografica, sia per la maggiore vicinanza al serbatoio gelido presente sull’area russa. Non sembrano però esserci occasioni per diffuse e nevicate a livello di pianura. Sostanzialmente il motivo è che il cuscino freddo padano non è così rigido come dovrebbe essere.
In particolare, non ha tempo di formarsi, perché col fatto che continua a piovere le temperature rimangono discretamente miti e non si riesce a immagazzinare adeguatamente il freddo. Soprattutto negli ultimi anni di riscaldamento globale.
Le aree più coinvolte dal maltempo
Le regioni settentrionali e i settori affacciati sul versante tirrenico risulteranno maggiormente esposti al flusso occidentale. È un classico in metodologia ed è particolarmente noto agli esperti. Di conseguenza, in tali regioni le precipitazioni saranno più frequenti e talora persistenti.
Tutta un’altra musica altrove: il lato adriatico e le zone più meridionali della Penisola potrebbero beneficiare di una posizione più riparata, risultando spesso sottovento. Potrebbe quindi esserci una sorta di Italia a due velocità. Settentrione e aree tirreniche ben coinvolte dai flussi, adriatiche e Ioniche piuttosto riparate.
Attenzione però che la zona meridionale di Sicilia e Calabria potrebbe comunque ricevere del maltempo, soprattutto se le saccature in arrivo riusciranno a formare nuovi cicloni. Ma per adesso non ci spingiamo troppo con dettagli previsionali. Seguiranno importanti aggiornamenti meteo nei prossimi giorni.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
