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FREDDO e NEVE a fine mese sull’Italia: ipotesi meteo da prendere in considerazione

Davide Santini di Davide Santini
14 Gen 2026 - 10:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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ID 17417324 ©
Kison1979 | Dreamstime.com

 

(METEOGIORNALE.IT) Prima di vedere le reali possibilità di un’ ondata di freddo a fine mese, analizziamo quello che sta accadendo in Europa. Il freddo intenso continua a interessare il vecchio continente, stavolta maggiormente sulla parte orientale. Abbiamo superato una decina di giorni davvero freddi, come capitava molto più sovente una volta. Ma adesso c’è un periodo un po’ più mite.

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Cambio del pattern

Nei prossimi giorni la Penisola vivrà un periodo insolito per metà gennaio. Sarà più tipico di novembre. Come mai? Temperature spesso superiori alla media stagionale, con valori più miti rispetto al periodo. Cieli grigi e sole molto poco presente, soprattutto sulla Valle Padana.

 

Piogge frequenti e talvolta insistenti, soprattutto al Centro-Nord. Non sembrerà di essere tanto in inverno. Oltretutto, non si potrà neanche lontanamente parlare di neve in pianura, perché le grandi nevicate saranno solo sulle Alpi.

 

Tantissima neve in arrivo ma solo sulle Alpi, in pianura non c’è la minima opportunità di avere imbiancate diffuse.

 

La fase di maltempo

Senza mezzi termini si verifiche tra il 16 e il 21 gennaio, quando una profonda depressione tenderà a stabilizzarsi sul Bacino del Mediterraneo, rinnovando condizioni di maltempo su quasi tutto il nord e sulle tirreniche. Oltre al maltempo, aspettiamo pure venti sostenuti, con prevalenza di scirocco e libeccio (e ovviamente possibili mareggiate sulle coste esposte).

 

In queste condizioni, la neve cadrà quasi esclusivamente sulle Alpi, dove le temperature in quota e le precipitazioni favoriranno accumuli importanti. Discorso completamente diverso Invece per tutte le pianure, maggior ragione alle coste, sino buona parte degli Appennini. In queste aree ci sarà addirittura pioggia in montagna, fin oltre 2000 metri.

 

Il cambiamento solo nella terza decade

Indicativamente tra il 21 e il 24 gennaio, la depressione mediterranea potrebbe isolarsi ulteriormente, evolvendo in un minimo semi-stazionario in grado di interagire con l’anticiclone russo. Oltre a favorire la formazione di un ciclone, come abbiamo precedentemente spiegato in questo articolo, Questo scenario favorirebbe in primis dei richiami di aria fredda da est/nord-est. E successivamente il blocco del flusso atlantico, con scambi meridiani più marcati.

 

Gelo intenso Sul continente europeo orientale. Riuscirà ad arrivare alle nostre latitudini? Le possibilità, sebbene non elevate, comunque ci sono. Va sempre menzionato il fatto che, quando si parla di neve a bassa quota, è essenziale essere molto cauti e non fare proclami troppo anticipati.

 

Fine gennaio: tante incognite

Cari lettori, quando si parla di freddo e neve bisogna sempre usare molta, molta cautela. Seguiamo però Questo ragionamento. Nella parte finale di gennaio, il gelo accumulato sull’Europa orientale potrebbe retrocedere verso ovest, coinvolgendo anche la Penisola. Solo qualora la depressione riuscisse a richiamare aria decisamente fredda da Oriente.

 

Ricordiamo due cose. La prima è che ci sarebbe un raffreddamento più percepibile al suolo e meno in quota. Di conseguenza, sarebbero le occasioni per nevicate diffuse, solamente della formazione di un valido cuscino freddo. Solo successivamente, potrebbe nevicare per addolcimento. Ne consegue però che stiamo parlando di tendenze meteo oltre 10 giorni e quindi non diamo ulteriori dettagli e aspettiamo l’evoluzione dei modelli.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anticiclone russodepressione mediterraneafreddo europagelateinstabilità atmosfericainverno 2026libecciomaltempo gennaiomappe termichemeteo Italiamitezza invernaleneve alpipiogge frequentiprevisioni meteosciroccoTemperature sopra media
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Meteo: STOP FREDDO, da Giovedì 15 LUNGHISSIMA fase di MALTEMPO sull’Italia

Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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Ig0rzh | Dreamstime.com

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