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Meteo: l’Inverno non è finito, tornano Neve sulle Alpi e rischio Gelo Siberiano

Federico De Michelis di Federico De Michelis
12 Gen 2026 - 18:15
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Inverno 2026 molto complesso.

(METEOGIORNALE.IT) Diciamocelo chiaramente, quella che stiamo vivendo è una stagione che ha deciso di uscire dai binari della consuetudine recente. In Europa, e non è un mistero per nessuno, si è scatenata una sequenza di fasi gelide proprio a ridosso della fine dell’anno, portando bufere di neve e un freddo che, in certi frangenti, si è fatto sentire eccome. Non siamo di fronte a fenomeni da record storico assoluto, sia ben chiaro, ma leggere che in Scandinavia la colonnina di mercurio è sprofondata fino a -40°C fa comunque un certo effetto. Non è normale o, meglio, non è scontato che faccia così freddo ogni anno, nemmeno lassù, nell’alta Scandinavia.

Eppure, questa morsa gelida che attanaglia il Vecchio Continente sta per allentare la presa. Nei prossimi giorni, infatti, il freddo tenderà a mollare, riducendo la sua intensità sia sull’Italia che sull’Europa occidentale, per poi scivolare in parte verso l’area centrale. Ma attenzione, questo non sancisce la fine dell’inverno. Si tratta, insomma, di una fase temporanea, un respiro più mite in una stagione che cerca, a fatica, di definirsi normale.

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Un avvio di stagione turbolento

Certo, definire questo inverno “nella media” è forse azzardato. Dicembre è stato decisamente mite, inutile negarlo, soprattutto sulle regioni del Nord Italia, mentre al centro e al Sud Italia si sono viste addirittura fioriture precoci, segnale inequivocabile di una natura disorientata. Il freddo sembrava, come dire, rimandato a data da destinarsi, un appuntamento mancato. E invece no, si è manifestato. Sulle regioni settentrionali e su buona parte della Penisola il freddo prosegue, facendosi sentire anche nella giornata di Lunedì.

 

La tregua atlantica: il meteo dei prossimi giorni

Adesso però si cambia registro. La situazione, carte alla mano, tende a mutare radicalmente. Si sta realizzando un flusso oceanico, umido e più temperato, che andrà inevitabilmente a contrastare con l’aria fredda giunta in precedenza. Gli effetti? Beh, si faranno vedere presto. Le precipitazioni, specie sull’Europa centrale e su alcune aree dell’Italia nord-occidentale, inizieranno sotto forma di neve, per poi tramutarsi rapidamente in pioggia, specialmente in Val Padana.

Il famoso “cuscinetto” di aria fredda, quel sottile strato gelido che ristagna nei bassi strati, cercherà di resistere mantenendo temperature inizialmente invernali. Ma diciamolo, l’afflusso di correnti miti sull’Italia ne ridurrà l’entità. Tuttavia, la partita non è chiusa. Questo serbatoio freddo potrebbe venire nuovamente alimentato da altri impulsi nella terza decade di Gennaio. Qui entra in gioco un attore pesante: il mostruoso Anticiclone Russo-Siberiano. Le proiezioni lo vedono espandersi con rapidità verso la Scandinavia, l’Europa centrale, le Isole Britanniche e la Francia.

 

Questa manovra sarà accompagnata da aria molto fredda. E l’Italia? Al momento sembrerebbe non essere colpita direttamente dal cuore dell’evento rigido, se non forse qualche area dell’estremo Nord-Est, ma comunque dovremmo aspettarci un sensibile abbassamento della temperatura e nuove gelate. Insomma, il freddo non ha ancora detto l’ultima parola.

 

La realtà climatica

Parlando di precipitazioni, per quanto concerne le regioni settentrionali, queste si verificheranno nei prossimi giorni ma con un sensibile aumento dello zero termico, che attualmente è inchiodato praticamente a 0 metri. Un rialzo che, va detto, non è del tutto anomalo in questo contesto. Precipitazioni copiose bagneranno tutto l’arco alpino, specialmente quello centrale e orientale. Abbondanti nevicate colpiranno le zone alpine occidentali, sul crinale del versante francese: molta neve cadrà in Valle d’Aosta, una manna dal cielo per i settori occidentali.

Gridare alla fine dell’inverno ora? Mi sembra decisamente precoce. Io sarei piuttosto vigile, ancora una volta, agli scenari proposti dal Centro Meteo Europeo, che nell’ultimo aggiornamento mostra una forte spinta d’aria fredda, tra l’altro velocissima, dalla Siberia verso la Scandinavia e l’Europa centrale. Questo conferma che siamo in quell’annata che gli indici climatici davano per “probabilmente più fredda” rispetto alle precedenti. E in effetti, sta succedendo. Non è un gelo continuativo, non possiamo avere il freezer acceso per tre mesi in Italia o in gran parte d’Europa (salvo forse in Finlandia o Svezia), ma la dinamicità c’è tutta.

Siamo influenzati dalla Corrente del Golfo, che mitiga l’Oceano Atlantico e le nostre coste, e dalle perturbazioni che spingono aria mite da Ovest. Ma definire questa situazione “autunnale”, come sento dire da alcuni, mi pare francamente inappropriato. È una condizione atmosferica che succede d’inverno, punto.

 

Stiamo vivendo un Gennaio fuori dal comune rispetto agli ultimi anni soporiferi. Possiamo citare ondate di freddo del passato, come quella del 2017. Questa fase ne ha qualche similitudine, ma non la stessa intensità. Quella del ’17 proveniva dritta dalla Siberia, avvenne in pieno Gennaio e colpì duro le regioni adriatiche con neve fin sulle coste. Questa attuale non è un evento storico di quella portata, siamo onesti, ma ci ricorda che siamo in inverno. E le correnti occidentali, alla fine, ci servono: portano quella neve sulle Alpi che è oro colato, anche in vista delle future Olimpiadi invernali. Qualche giorno più mite sarà solo il preludio, probabilmente, di un altro evento freddo importante.

 

Credits e approfondimenti scientifici: (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Analisi delle tendenze stagionali e anomalie termiche in Europa
  • NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration): Monitoraggio del Vortice Polare e indici climatici globali
  • Met Office UK: Impatti della Corrente del Golfo e previsioni a lungo termine per il Nord Europa
  • WMO (World Meteorological Organization): Rapporti sullo stato del clima e variabilità stagionale nell’emisfero nord
  • Copernicus Climate Change Service: Dati mensili sulle temperature e idrologia europea
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Tags: anticiclone russo siberianoCorrente del Golfofreddo scandinaviameteo Europaneve alpitemperature gennaioval padana
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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