La prima decade di gennaio รจ terminata sotto condizioni meteo pienamente invernali e con temperature rigide da Nord a Sud, complice lโarrivo di aria fredda di stampo artico-continentale. Nei prossimi giorni, tuttavia, il gelo si ritirerร rapidamente verso la Russia e la Scandinavia, abbandonando in gran fretta il Mediterraneo grazie a un improvviso cambio di circolazione che favorirร il ritorno prima dellโalta pressione subtropicale per qualche giorno e poi delle perturbazioni atlantiche.
Insomma, per il momento il freddo intenso va in pausa, ma questo non significa che lโinverno stia volgendo al termine, tuttโaltro. Di giorno in giorno aumentano sempre piรน le probabilitร circa lo sviluppo dellโalta pressione russo-siberiana, che potrebbe creare parecchi grattacapi sul Vecchio Continente nel prosieguo della stagione.
ย
Alta pressione russo-siberiana in formazione
Facciamo un poโ di ordine per capire cosa potrebbe succedere, a grandi linee, nel prosieguo di gennaio puntando lo sguardo anche a febbraio. Innanzitutto partiamo dal comprendere cosโรจ lโalta pressione russo-siberiana.
Lโalta pressione russo-siberiana รจ una figura barica tipicamente invernale che nasce nei bassi strati dellโatmosfera sopra territori vastissimi e innevati, dove lโirraggiamento notturno e la persistenza del manto nevoso permettono un raffreddamento estremo dellโaria. Si tratta di un anticiclone freddo, completamente diverso dallโalta pressione subtropicale: qui non domina lโaria calda in quota, bensรฌ una massa dโaria gelida, molto densa e pesante, che tende a espandersi orizzontalmente occupando enormi porzioni del continente euroasiatico.
ย
Effetti sul vortice polare e sullโInverno
La presenza di questo imponente campo di alta pressione, saldo nei bassi strati della Russia, va a creare un grosso ostacolo per il vortice polare, che nei prossimi giorni tenderร a indebolirsi ulteriormente. Entro i prossimi 10 giorni il vortice polare potrebbe frammentarsi in piccoli lobi gelidi che, giocoforza, saranno costretti a scendere di latitudine, portandosi sui vari continenti e aumentando bruscamente il rischio di ondate di gelo intenso su Nord America, Asia ed Europa.
Questo non significa che lโItalia dovrร certamente vedersela con gelo e neve, poichรฉ le traiettorie dei flussi gelidi non sono prevedibili con cosรฌ largo anticipo.
Quando lโalta pressione russo-siberiana si rafforza, agisce come una vera e propria barriera nei confronti del vortice polare. Il flusso occidentale viene rallentato e deformato, favorendo una frammentazione del vortice stesso. In queste condizioni il freddo non resta confinato attorno al Polo Nord, ma viene redistribuito verso sud sotto forma di impulsi gelidi, talvolta anche molto violenti.

Fattori favorevoli a ondate di gelo in Europa
- Presenza dellโalta pressione russo-siberiana sullโAsia settentrionale
- Rafforzamento dellโalta pressione scandinava
- Vortice polare sempre piรน disturbato
ย
Tuttavia possiamo identificare una serie di elementi a favore di presunte ondate di freddo e neve per lโEuropa e anche per il Mediterraneo. Oltre alla presenza dellโalta pressione russo-siberiana sullโAsia settentrionale, non possiamo dimenticare lโalta pressione scandinava, che si amplificherร ulteriormente nei prossimi giorni grazie alla presenza di un consistente strato nevoso al suolo.
Questo favorirร , a inizio e a metร gennaio, temperature minime da brividi addirittura inferiori ai -25 ยฐC tra Finlandia, Russia, Polonia, Ucraina e Bielorussia. La presenza di temperature cosรฌ gelide sullโEst Europa sarร direttamente responsabile della formazione di questi campi anticiclonici, che a loro volta andranno a bloccare le correnti atlantiche sul Vecchio Continente.
ย
Rischio gelo tra fine Gennaio e Febbraio
Tutti questi ostacoli rallenteranno il vortice polare, costringendo lโalta pressione delle Azzorre a elevarsi sul Nord Atlantico e a colpire in modo significativo il vortice polare stesso. In questo contesto, le ondate di gelo provenienti dalla Russia e dallโArtico potrebbero infilarsi progressivamente al di sotto di questi campi di alta pressione, muovendosi in direzione dellโEuropa meridionale.
ย
Periodo chiave da tenere dโocchio
- Terza decade di gennaio
- Prima decade di febbraio
ย
ร proprio questo il periodo da segnare sul calendario per presunte ondate di freddo intenso e potenziali nevicate a bassa quota o in pianura sul nostro Stivale. I prossimi aggiornamenti saranno determinanti per comprendere lโevoluzione dellโalta pressione russo-siberiana, una delle figure bariche che maggiormente mette in difficoltร i centri di calcolo, aumentando la complessitร previsionale.
Questo significa che la situazione andrร monitorata costantemente per definire con maggiore precisione le traiettorie dei flussi gelidi continentali che, dalla terza decade di gennaio, potrebbero prendere la via dellโEuropa.
ย
Fonti e centri di riferimento
Per questa analisi sono stati consultati i principali modelli previsionali internazionali, tra cui il GFS (https://www.ncep.noaa.gov), il centro europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i prodotti ufficiali della NOAA (https://www.noaa.gov).